Nothing but bet: il terremoto mediatico che ha colpito l’NBA

Nel corso dell’ultima settimana, il panorama sportivo dell’NBA è stato scosso da una delle inchieste potenzialmente più grandi e scandalose di sempre, che potrebbe portare a cambiamenti molto profondi nella cultura sportiva statunitense.
 
Si tratta di una maxi-inchiesta segreta portata avanti dall’FBI nel mondo della National Basketball Association (NBA), il campionato di basket che raggruppa i giocatori più forti del pianeta.
L’inchiesta ha già portato all’arresto di circa 30 persone, tra cui Terry Rozier, guardia dei Miami Heat, e Chauncey Billups, leggenda e Hall of Famer, attualmente allenatore nella lega.
Due indagini diverse, ma collegate, svelano un intreccio di scommesse illegali, partite di poker truccate (le cosiddette «bische clandestine») e legami con la mafia italo-americana.
 

L’operazione “Royal flush”: il ruolo di Chauncey Billups

Tutto è partito nel 2019 con l’operazione «***Royal flush***». Secondo i report dei procuratori, Chauncey Billups, allenatore dei Portland Trail Blazers, ex campione NBA e Hall of Famer, sarebbe stato uno degli uomini di copertina di un giro di poker illegale, con il compito di attirare ricchi giocatori ai tavoli.
Quelle partite, però, erano truccate: si basavano sull’utilizzo di macchine per mescolare mazzi manipolati, tavoli osservabili con raggi X e carte segnate.
Dietro questo meccanismo illegale ci sarebbe il coinvolgimento di alcune storiche famiglie mafiose italo-americane di New York: i Gambino, i Genovese, i Lucchese e i Bonanno. Queste fornivano protezione, recuperavano i debiti e incassavano una parte dei guadagni. In sei anni, il sistema avrebbe fruttato milioni di dollari.
Chauncey Billups in casacca Nuggets.
(immagine di Keith Allison from Reston – Flickr, Chauncey Billups, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17074028)
Chauncey Billups, allenatore dei Portland Trail Blazers.
(immagine di Erik Drost – Chauncey Billups, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=114299319)
 

L’operazione “Nothing but bet”: il caso Terry Rozier

In parallelo, seguendo piste investigative collegate, ha preso forma una seconda indagine: l’«***Operation nothing but bet***».
Il protagonista (secondo quanto emerso finora) è Terry Rozier, guardia ex Boston Celtics, Charlotte Hornets e Miami Heat.
Nel marzo 2023, quando giocava per Charlotte, avrebbe avvisato un amico che nella partita imminente sarebbe uscito dal campo durante il primo quarto, fingendo un infortunio.
L’informazione è diventata oro per gli scommettitori, che hanno puntato fortune sugli eventi di quella partita, incassando migliaia di dollari e attirando, però, l’attenzione dei piani alti.
Basandosi su questo caso, gli investigatori parlano di un vero e proprio sistema di insider trading sportivo, basato su notizie riservate (come infortuni, rotazioni e assenze) rivendute a gruppi di scommettitori.
Terry Rozier in casacca Celtics
(foto di Erik Drost – Billy Preston, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=89253028)

L’insider trading sportivo e il caso LeBron James

Notizia degli ultimi giorni, che rischia di creare ulteriore clamore, è quella che coinvolge Damon Jones, ex giocatore e assistente allenatore. Nel febbraio 2023, mentre era nello staff dei Los Angeles Lakers, Jones avrebbe rivelato ad alcuni scommettitori dei problemi alla caviglia di LeBron James. L’informazione, ottenuta in confidenza da James stesso prima di una gara contro i Milwaukee Bucks, indicava che la stella dei Lakers non avrebbe giocato. Jones, lavorando a stretto contatto con lui, avrebbe avuto accesso a queste informazioni riservate durante i workout pre-partita.
Nel protocollo NBA, ogni informazione ufficiale su un infortunio deve essere inserita nell’injury report della lega ore prima della palla a due.
L’informazione, tuttavia, non è rimasta confidenziale. Jones avrebbe comunicato a scommettitori e amici di puntare sulla vittoria dei Bucks perché “LeBron non gioca“. La squadra di Milwaukee, infine, vinse la partita.
Damon Jones in casacca Cavaliers.
(foto di Keith Allison from Baltimore, USA – 111806 383 s, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6286380)
Damon Jones (sx) e Lebron James.
(immagine via NBA.com)
 
Secondo i media statunitensi, LeBron James non era a conoscenza del fatto che Jones stesse traendo profitto dalle informazioni sui suoi infortuni, ed è quindi descritto come vittima ed estraneo ai fatti

Le conseguenze e il futuro dell’NBA

Al momento, nell’inchiesta compaiono i nomi di Rozier, Billups e Jones, i quali sono stati immediatamente sospesi dalla lega e sollevati dai rispettivi incarichi, insieme ad altri intermediari e affiliati ai clan.
Per il direttore dell’FBI, Kash Patel, questa operazione svela un pericoloso intreccio tra una delle leghe più seguite al mondo e la criminalità organizzata, un vaso di Pandora che potrebbe coinvolgere molte altre star e personaggi del panorama cestistico statunitense.
 

In attesa della risposta di Adam Silver, commissioner dell’NBA, e degli sviluppi delle indagini, i fan stanno assistendo a una vicenda che ha aperto una crepa enorme in una delle leghe più importanti del mondo. Uno scandalo che rischia di diventare un caso storico e di cambiare l’NBA per sempre.
 
(immagine di copertina: NBA logo, foto di @rarrarorro via Depositphotos)
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