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Eroica Fenice

La Tag: app contiene 19 articoli

Fun e Tech

Microsoft Office gratis se si è studenti

Microsoft Office gratis? Sí, se sei studente o insegnante Microsoft Office 365 Education comprende una varietà di servizi che consentono di collaborare e condividere i progetti scolastici ed include Office Online (Word, PowerPoint, Excel e OneNote), 1 TB di spazio di archiviazione di OneDrive, Yammer e siti di SharePoint. In tal modo le applicazioni principalmente utilizzate, come ad esempio Word o PowerPoint, possono essere reperite gratuitamente online, ed è possibile quindi scaricare direttamente dal proprio computer, documenti vari, oppure salvarli nello spazio di memoria virtuale del sito web Office. Anche se si decide di scaricare l’abbonamento direttamente sul proprio pc, la versione utilizzabile online è identica e facile da utilizzare. Tuttavia alcuni istituti consentono agli studenti di installare gratuitamente le versioni complete delle applicazioni di Office in un totale di 5 PC o Mac. Se il proprio istituto offre questo vantaggio aggiuntivo, apparirà il pulsante “Installa Office” nella home page di Office 365 dopo aver completato l’iscrizione. Come si fa ad avere Microsoft Office gratis? Naturalmente, per utilizzare Microsoft Office gratis è necessario che l’università o l’istituto scolastico che si frequentano abbiano aderito al programma di Microsoft Student Advantage (ma la maggior parte lo ha già fatto) e  occorrerà dare prova di essere effettivamente degli studenti. Farlo è facile, è possibile autenticarsi e quindi dimostrare di essere uno studente regolarmente iscritto, anche con l’e-mail personale fornita dall’università. Per usufruire di Office 365 basterà seguire le seguenti indicazioni: Innanzitutto bisognerà accedere alla Webmail studenti dal portale della propria università. Sarà poi necessario autenticarsi con codice fiscale e PIN (lo stesso PIN che si utilizza per l’accesso al Portale Studenti). All’interno della pagina web della posta elettronica, cliccare sull’ingranaggio in alto a destra per entrare nelle impostazioni del profilo. Cercare e cliccare la voce “Impostazioni delle app personali – Office 365”. Cliccare sulla voce “Software”. Selezionare Lingua e Versione. Verificare i requisiti di sistema e avvia l’installazione della versione più recente di Office cliccando su “Installa”. Infine, salvare l’eseguibile di Office 365 e installarlo. Microsoft Office 365 è già utilizzato da tanti studenti e sono numerosi gli atenei italiani, ma anche le scuole, che aderiscono. Una possibilità in più per gli studenti, nativi digitali, e anche per gli insegnanti, i quali potranno lavorare utilizzando il proprio computer e i servizi garantiti da Microsoft Office, innovativi e intuitivi. – Foto di: Webgeneration

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Applicazioni per modificare le foto, 4 consigli

Le 4 applicazioni per modificare le foto più efficienti e facili da utilizzare Scattare fotografie è una passione che accomuna sempre più persone, soprattutto da quando esistono dei dispositivi, come gli smartphone, che permettono di immortalare momenti, frammenti di vita, scenari fantastici, in un solo gesto e con semplicità. Sono sempre più numerosi coloro che ogni giorno cercano applicazioni per modificare i propri scatti, che sia il colore, o semplicemente il formato. A tal proposito le applicazioni per modificare le foto sono innumerevoli, sempre più facili da utilizzare e spesso gratuite. Le migliori 4 applicazioni per modificare foto 1. Snapseed Al primo posto si posiziona Snapseed, un’applicazione particolarmente intuitiva e soprattutto molto utile a chi possiede un profilo Instagram. Grazie a questa applicazione, infatti, è possibile non solo ritoccare le fotografie, dalla luminosità, al formato, ma anche ritoccare esteticamente la foto stessa. Dunque, una serie di effetti che renderanno lo scatto ancor più bello e più appetibile per il web. Facile da utilizzare, efficiente e scaricabile gratuitamente. 2. VSCO Al secondo posto, troviamo VSCO, molto conosciuta, soprattutto dai possessori di iPhone. Questa applicazione si avvale di molti filtri, diversi tra loro, che permettono di utilizzare cromie ed effetti eleganti e simpatici al tempo stesso. Funziona come una sorta di social network sulla cui piattaforma è possibile cercare e seguire le persone che realizzano gli scatti più belli, ma senza la possibilità di scrivere o commentare. Leggermente più difficile da utilizzare rispetto alla precedente, è scaricabile gratuitamente. 3. Photolab Un’altra applicazione degna di nota, che offre agli utenti anche la possibilità di inserire cornici alle proprie foto, è Photolab, che si posiziona al terzo posto. Consente di editare le fotografie in modo abbastanza intuitivo, con numerose possibilità di scelta, dalle cornici, agli adesivi. Elaborare degli scatti fotografici con questa applicazione è semplice e soprattutto divertente, con effetti di ritocco basici o più elaborati. L’applicazione è scaricabile in modo gratuito. 4. Aviary Per chi invece desidera un’applicazione che offra più possibilità, al quarto posto c’è Aviary. Risulta essere più impegnativa da utilizzare rispetto alle precedenti, poiché consente di agire modificando in modo avanzato lo scatto. Aviary è una applicazione molto scaricata, che permette non solo di applicare gli effetti base, ossia quelli per modificare luminosità, contrasto, ed esposizione della foto, ma anche di ritoccare l’immagine. Inoltre, si possono aggiungere degli effetti grafici molto interessanti, cancellare determinati elementi della foto che non piacciono e al contempo regolare l’immagine. Applicazione gratuita su dispositivi iOS, ma alcuni effetti in essa contenuti sono a pagamento. Ben quattro applicazioni degne di nota, conosciute e annoverate tra le più scaricate sia su dispositivi iOS che Android. La scelta è vasta, l’applicazione scelta dipenderà dal modo in cui l’operatore intenderà agire sulla fotografia.

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Google Arts&Culture: l’arte che ti somiglia

Google inventa il modo per farci diventare letteralmente un’opera d’arte! La nuova applicazione di Google Arts&Culture permette di trovare il nostro sosia nelle opere d’arte: basta scattarsi un selfie e un algoritmo cerca il nostro volto nelle opere di oltre 1200 musei, gallerie e istituzioni italiane. La funzione selfie di Google Arts&Culture L’applicazione, nata in realtà nel 2016, è stata rilanciata nelle ultime settimane negli Stati Uniti, dove ha riscosso subito enorme successo. Il motivo per cui si trova in testa negli app store è la sua nuova funzione chiamata “C’è un tuo ritratto in un museo?”. Prima di questo apporto, l’applicazione offriva una possibilità di avvicinamento all’arte attraverso foto, informazioni, storie e tour virtuali dei principali musei di tutto il mondo. Eppure la nuova funzione sembra essere molto più apprezzata. «Il software – commentano da Google – è un archivio di milioni di manufatti e opere d’arte, dalla preistoria a oggi, da musei di tutto il mondo. Esplorare tutta quell’arte è un’impresa impossibile, così abbiamo inventato una soluzione divertente: collegare le persone all’arte attraverso la ricerca di se stessi… in questo caso, dei selfie. Abbiamo avviato un esperimento che, negli ultimi giorni, ha prodotto qualcosa come 30 milioni di selfie». Come funziona l’applicazione? È necessario che la foto caricata sia un selfie scattato al momento e non un’immagine in galleria. Non possiamo applicare filtri o modifiche al nostro ritratto. L’unico modo per barare è fotografare una foto da un altro dispositivo. Ad ogni modo, dopo il click, passeranno pochi secondi prima che Google Arts&Culture ci mostri il nostro sosia scovato in un ampio database di immagini. I criteri non sono chiarissimi e il sistema non è immune a errori: donne vengono accostate a uomini barbuti o viceversa. Insomma l’intelligenza artificiale in questo caso non è infallibile ma funziona nella maggior parte dei casi. A testimoniarlo sono le migliaia di utenti che condividono i risultati ottenuti e che rendono l’applicazione virale, tanto che da tutti i paesi sta arrivando la richiesta di rendere l’app disponibile su tutti gli store. Al momento la funzione non è disponibile in Italia ma, dato il successo riscosso, sembra che ci siano già progetti per estenderla. Un’applicazione simpatica che, sfruttando le tecnologie per il riconoscimento facciale, permette anche ai più giovani di avvicinarsi al mondo dell’arte. La Gioconda, la ragazza con l’orecchino di perla, Van Gogh e così via… I risultati possono essere sorprendenti. Google Arts&Culture – che può essere scaricato dal sito  di Google Play– è il modo per diventare vere e proprie opere d’arte!

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ReplyASAP, l’app che ti costringe a rispondere

Il suo nome è ReplyASAP ed è l’applicazione destinata a diventare l’incubo di ogni adolescente. Si tratta del parto della mente di un padre ansioso, stanco che il figlio tredicenne non rispondesse mai a telefono. Si presenta come una normalissima app di messaggistica scaricabile gratuitamente (anche se soggetta ad abbonamento). In realtà ReplyASAP è molto di più: l’app è strutturata in modo che i messaggi giungano al destinatario anche se il telefono è impostato su “silenzioso”, bloccandone ogni funzionalità – oltre a fare un gran rumore – fino a che il ricevente non risponde. In questo modo si potrà dire addio alla scusa “non ho sentito il telefono”, ed i genitori saranno in grado di rintracciare i figli in ogni momento. Ma non solo. Per quanto l’idea sia sicuramente geniale o molto utile per tenere d’occhio gli adolescenti, presenta comunque delle possibilità di degenerazione. Dando un’occhiata alla pagina ufficiale, si nota che ci sono diversi abbonamenti possibili. Se l’abbonamento “bronze” e quello “silver” vengono descritti come strumenti per tenere d’occhio la propria famiglia, non è lo stesso per gli altri. Gli abbonamenti “gold” e “platinum” destano infatti qualche preoccupazione. Sono segnalati come molto utili per poter mandare messaggi “inignorabili” a famiglia, amici, e addirittura dipendenti lavorativi. Che sia la fine della privacy per chiunque? ReplyASAP, strumento di protezione o di controllo eccessivo? Si immagini la situazione di partner maniaci del controllo, dirigenti tiranni e quant’altro: se l’abbonamento è sì a pagamento, una volta pagato questo mandare messaggi è totalmente gratuito. Chi garantisce allora che gli acquirenti non abusino di questo strumento? Cancellare ReplyASAP, qualora diventasse estremamente fastidiosa, è sicuramente un’opzione, ma anche in quel caso coloro che possono mandarti messaggi saranno avvisati con una notifica. Sembra che da questa forma di controllo non si possa scappare e, se questo è in parte giusto nei confronti di adolescenti alle prime prese con il mondo (ma non hanno anche loro bisogno della loro privacy, in fondo?), diventa però totalmente assurdo quando si parla di persone ormai adulte. Che l’essere reperibili in ogni momento, qualunque cosa si stia facendo, rischi di diventare un requisito essenziale nei colloqui per le assunzioni? Con il costo di soli £12.99 un datore di lavoro potrà mandare messaggi a ben 20 dipendenti, ed essi saranno costretti a rispondere a qualunque ora del giorno e della notte. Pena: l’impossibilità di silenziare la notifica e di utilizzare il proprio smartphone. Resta sempre l’ultima opzione, quella più semplice e più antica: spegnere il cellulare. Ma anche in quel caso, i maniaci del controllo che scaricheranno quest’app accetteranno la sconfitta?

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WiFi Italia: rete nazionale gratuita

Questo mese è stato lanciato in pompa magna il progetto WiFi Italia, finanziato da Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dei Beni Culturali, Agenzia Digitale e Infratel Italia. L’obiettivo è la creazione di una “federazione” di reti WiFi tramite la quale turisti e cittadini si possano connettere gratuitamente ad Internet e ad una serie di servizi utili. Secondo gli ideatori Wi-Fi Italia servirà da incentivo al turismo e diffonderà tra i cittadini la possibilità di connettersi ad Internet. Per il ministro dei Beni e Attività Culturali e Turismo, Dario Franceschini, “La nuova app Wifi°Italia°It è uno strumento indispensabile per il turismo, settore in crescita esponenziale che può e deve essere governato tramite il digitale. Il Wifi può essere uno straordinario strumento per aiutare a promuovere un turismo diffuso, segnalando i siti sovraffollati e suggerendone altri in prossimità, e per fare sempre più dell’Italia una meta di un turismo colto, sostenibile e intelligente”. WiFi Italia: i dubbi Questa è la teoria, con WiFi Italia che è uno strumento fondamentale per il turismo ed i servizi al cittadino. Il problema è nella pratica: innanzitutto i tanto decantati servizi al momento non esistono, né per i turisti né per i cittadini. In molti casi è la stessa rete a non essere diponibile: basta controllare la mappa delle reti federate. I punti di accesso sono pochissimi anche nelle grandi città, al Sud sono praticamente inesistenti, con un solo punto d’accesso a Bari. Quindi è stato fatto un lancio in grande stile per un progetto che è quantomeno in piena fase di sviluppo. Altra problematica è nella modalità di connessione: al momento occorre installare sul proprio cellulare una app che in teoria, dopo una registrazione, ricerca gli hotspot più vicini e permette di passare da un access point all’altro senza perdere la connessione ogni volta. Significa che solo gli smartphone possono connettersi a WiFi Italia, mentre il sito dell’iniziativa recita che “Nelle versioni future della APP, renderemo possibile la registrazione con SPID e l’accesso per i PC portatili e pad”, ma al momento questa possibilità esiste solo sulla carta, come i servizi. Ci sono anche dubbi di tipo “teorico”, a partire da preoccupazioni sulla privacy. Di fatto WiFi Italia costituisce un enorme sistema centralizzato di dati sensibili poiché chi gestisce il sistema ha a disposizione i dati anagrafici dell’utente, la sua posizione e ovviamente i dati di navigazione. Il sito ufficiale rassicura che sarà effettuata solo una “analisi statistica dei dati, opportunamente anonimizzati, per studiare comportamenti e preferenze degli utenti e conseguentemente migliorare i servizi” ma non è possibile reperire in alcun modo le condizioni alle quali è offerto il servizio (i cosidetti TOS, Terms of Service). Altro punto oscuro è la partecipazione dei privati: mantenere una rete WiFi ha un costo. Non si capisce quindi perché dovrebbero partecipare e non è chiara nemmeno la modalità poiché sul sito è presente solo un invito a scrivere una mail per ottenere dei chiarimenti. Per ultimo il dubbio più importante: come può una connessione WiFi invogliare i turisti […]

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Le app della salute: in forma con lo smartphone

Che bello sarebbe avere il medico a portata di smartphone, sempre nella tasca della giacca o sulla scrivania, pronto a controllare glicemia e pressione o snocciolare consigli su come mantenerci in salute con dieta e attività fisica. Devono averlo pensato in molti, anche tra aziende tecnologiche, investitori e società scientifiche, tanto che quello della salute “mobile” è un mercato in rapida ascesa che oggi raggiunge un valore mondiale di quasi 7 miliardi di dollari. Una vera e propria “appidemia”, una diffusione epidemica di app per il benessere e medicali che, in pochi anni, ha imbottito le vetrine dei negozi virtuali. Nel nostro paese un italiano su tre possiede uno smartphone, uno strumento in grado di intrattenerlo, informarlo, divertirlo e anche… aiutarlo a prendersi cura della propria salute! Come? Monitorando quello che mangia, quanto si muove, come dorme, ma anche esaminando parametri clinici come i battiti del cuore e il glucosio nel sangue, e suggerendo come curarsi in base ai propri disturbi. Abbiamo selezionato per voi alcune applicazioni per la salute e il fitness Automedicazione è un’app creata dall’Unione Nazionale Consumatori (www.consumatori.it), in collaborazione con Anifa (Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione – www.anifa.it), per aiutare l’utente ad orientarsi nel mondo delle patologie più comuni ed essere informato su cosa siano i farmaci senza obbligo di ricetta. Gli autori consigliano di utilizzarla con la giusta attenzione. Infatti i farmaci non sono prodotti come gli altri: anche per quelli senza obbligo di ricetta è necessario seguire alcune semplici regole per un trattamento consapevole della propria salute, leggendo sempre il foglietto illustrativo e rivolgendosi al medico o al farmacista in caso di dubbi. Per comprare la medicina che serve può dare una mano FarmaCity, un’applicazione che sfrutta il Gps del telefono per visualizzare su una mappa o in forma di elenco le farmacie di turno più vicine al punto in cui ci si trova. Per coloro che hanno a che fare con la celiachia, e devono evitare alimenti che contengano glutine, un ottimo alleato è il prontuario messo a punto dall’Associazione Italiana Celiachia, con la relativa app gratuita, Aic mobile, sempre aggiornata e consultabile per tipologia di prodotti, nome e marca. Interessanti, per mangiare fuori casa, anche Senza glutine e Mangiare senza glutine: due applicazioni che sfruttano il Gps e le segnalazioni degli utenti per fornire nomi e indirizzi di bar, ristoranti e alberghi dove i celiaci sono benvenuti. Calendario mestruale è un’agenda personale per monitorare il ciclo mestruale: è possibile salvare il calendario, monitorare i sintomi e gli umori, prevedere i 12 cicli futuri ed i periodi di ovulazione e fertilità. Inoltre esiste anche la modalità gravidanza per seguire i nove mesi prima del parto. L’acqua è indispensabile per il nostro organismo, e molto spesso dimentichiamo di idratare la nostra pelle ed il nostro corpo. Grazie a Tempo dell’acqua possiamo attivare un alert che ci avvisa e ricorda di bere acqua. Durante la giornata possiamo aggiornare i valori, e, grazie alla funzionalità “memo”, possiamo monitorare la quantità d’acqua bevuta. Melodie rilassanti è un’app per addormentarsi in totale relax, una raccolta di più di 50 suoni ambientali in alta qualità. Melodie e rumori della natura che ci permettono di prendere […]

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Dove ho parcheggiato? Google Maps in nostro aiuto

A chi non è capitato di perdersi alla ricerca della propria auto?  Ci si chiede con rabbia “ma dove ho parcheggiato?!. La nuova versione di Google Maps giunge in nostro aiuto, ricordandoci il posto in cui ci siamo fermati prima di scendere. Dove ho parcheggiato? Te lo dice la app! Innanzitutto non si tratta di una nuova applicazione bensì di una funzione aggiuntiva. È infatti possibile scaricare una versione beta – ossia non ancora definitiva – dell’app Google Maps per chiunque abbia la curiosità di testare le novità. Tra queste la funzione memo del parcheggio. Una volta scaricato l’aggiornamento, la nuova opzione “save your parking” permetterà di salvare il posto auto in cui abbiamo parcheggiato. Tuttavia si tratta di una funzione attivabile solo manualmente. Con un click sul bollino blu che indica la nostra posizione abbiamo la possibilità di salvare il punto del parcheggio dove ci siamo fermati e dove abbiamo lasciato l’automobile. Una P bianca ci indicherà la destinazione da raggiungere al ritorno e, per chi vuole essere più sicuro, sarà possibile aggiungere note e fotografie alla localizzazione. Un’altra utile funzione permette di impostare un timer dal momento in cui abbiamo parcheggiato: conoscere il tempo di permanenza può servire per regolarci in caso di scadenze da rispettare. Apple Maps vs Google Maps: apprezzabile passo in avanti Apple Maps aveva offerto questo servizio già l’anno scorso e, per di più, si tratta di un servizio migliore. Infatti Apple Maps consente il salvataggio automatico della posizione dell’automobile mentre con Google Maps la funzione può essere attivata soltanto manualmente. Si tratta comunque di un passo in avanti: dopo l’addio ai CAPTCHA  – per cui non dovremo più dimostrare di essere esseri umani – Google ci presenta questa utile novità e ci risparmia il tempo che avremmo impiegato per rispondere alla domanda “dove ho parcheggiato!!?”, e soprattutto un’inevitabile crisi di nervi!

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Videochat di gruppo? La soluzione è Houseparty App

Houseparty App è una recente applicazione, disponibile su App Store e Google Play Store, che mette in contatto in modo rapido e semplice gli utenti, anche molto distanti, mediante videochat (o videochats in inglese) di gruppo che non comportano alcun costo. Sbarcata sui vari store digitali tra fine settembre e inizio ottobre 2016, in concomitanza con il ritiro dell’App per lo streaming in diretta Meerkat, come annunciato da Ben Rubin, co-fondatore della start-up Life On Air, ne ha mutuato il funzionamento e l’infrastruttura tecnica. Realizzata, sviluppata e distribuita sotto pseudonimo e segretamente ai soli studenti universitari di Alabama, Ohio e Arkansas per oltre 10 mesi, questa app è una sorta di “social network sincrono”, capace di conquistare i favori di centinaia di migliaia di utenti nei soli Stati Uniti, dove, secondo The Verge, la somma dei download dei due store avrebbe già superato quota 1 milione. Sviluppata da Alexander Herzick, tra i Chief Operating Officer dell’azienda, l’applicazione va ulteriormente ad arricchire il settore dei servizi per videochiamate e le videochat , già piuttosto affollato, (si pensi a Skype, Apple FaceTime e Google Duo) presenti a contendersi milioni e milioni di utenti.  Videochat: Houseparty raccoglie l’eredità di Meerkat All’inizio del 2015 i creatori di Meerkat, che per primi avevano intuito le potenzialità delle dirette streaming “autoprodotte”, sembravano presagire un futuro brillante per l’applicazione, diventata immediatamente un fenomeno virale. Nello stesso tempo, però, mostrando a tutti le potenzialità del settore e spingendo Twitter, tramite Periscope, e Facebook, tramite Facebook Live, a lanciarsi nel format dello streaming da smartphone, dopo qualche tentativo vano di ripresa dalla concorrenza, sono stati costretti a chiudere definitivamente i battenti e cedere il passo ad avversari meglio “equipaggiati”. Ai creatori di Meerkat va, tuttavia, il merito di non essersi fermati: senza abbandonare la nave, il team, piuttosto che aggiungere nuove funzionalità a Meerkat, ha condotto per svariati mesi lo sviluppo della nuova app, che sembra esser riuscita a far breccia nel cuore dei più giovani e dei Millennials. Houseparty cambia l’approccio della diretta, consentendo di interagire in privato tra amici: dal flusso di uno a tanti, passa al concetto di tanti, insieme, come in una sorta di festa in casa tra amici, da cui trae il nome. Alla base del successo inatteso dell’app concorrono, senza dubbio, la modalità di utilizzo immediata e intuitiva, l’interfaccia utente – che a molti ricorda quella di Snapchat – estremamente intuitiva e la possibilità di utilizzare emoji nel corso delle videochiamate: una combinazione che, oltre a presentarsi molto semplice anche per chi abbia poca dimestichezza con le tecnologie informatiche, ha permesso ad Houseparty di conquistare gradualmente una discreta base di utenti e persuadere diversi investitori a puntare sullo sviluppo futuro della piattaforma. Come funziona Houseparty per le videochats  Dopo aver scaricato e installato Houseparty sul proprio iPhone o smartphone a sistema Android, sarà necessario procedere con la creazione di un profilo e il successivo inserimento del numero di telefono: per avviare la videochiamata, occorrerà creare una room e invitare i propri amici tramite nome utente o numero di telefono, […]

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NOma: la nuova applicazione antimafia di Pif

Si chiama NOma la nuova app gratuita di Pif (Pierfrancesco Diliberto) disponibile già da qualche mese e nata grazie all’impegno dell’associazione “Sulle nostre gambe” e a una partnership con TIM. L’app NOma, diminutivo di NOmafia, è un progetto nato con lo scopo di tenere viva la memoria dei grandi eroi antimafia del nostro paese attraverso l’utilizzo, come vedremo, della tecnologia GPS di Google e della voce di alcuni dei più grandi artisti siciliani come Giuseppe Fiorello, Leo Gullotta, Nino Frassica, Ficarra & Picone e tanti altri. Una volta scaricata l’applicazione, assisteremo a una breve introduzione realizzata da Pif stesso e successivamente ci ritroveremo dinanzi alle tre funzioni che la compongono: “Le storie”, “Il progetto” e “Pizzo Free”. “Il Progetto” e “Pizzo-free” di NOma Partiamo dunque dalle due funzioni più semplici. Cliccando su “Il Progetto” comparirà una descrizione generale dell’app NOma che include anche i credits e i contatti. Cliccando su “Pizzo-free”, invece, ci ritroveremo davanti ad un vasto numero di negozi che aderiscono al movimento “Addiopizzo”: un movimento che “promuove un’economia virtuosa e libera dalla mafia attraverso lo strumento del consumo critico”. La vasta lista “Pizzo-free” include negozi di alimentari, di macchine e motori, di moda, di viaggi e tanti altri, tutti uniti dalla decisione di ribellarsi al pagamento del pizzo. “Le storie” di NOma La funzione principale di NOma rimane, però, “Le storie”. Una volta selezionata, comparirà una lista di personalità che hanno sacrificato la propria vita per la lotta alla mafia, con il luogo dell’uccisione. La lista include 22 nomi tra cui Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Libero Grassi e Pino Puglisi. La particolarità di NOma sta, però, nell’offrire una visuale in prima persona dei luoghi, grazie all’utilizzo della tecnologia GPS di Google Maps che permette di guardarsi intorno in quei luoghi semplicemente girando il proprio smartphone o facendo scorrere il dito sul touch screen. Selezionando “Paolo Borsellino” e cliccando su “Visita a 360°”, ad esempio, ci ritroveremo subito catapultati in modalità Street View a via Mariano D’Amelio e accolti dalla voce di Beppe Fiorello: “Questa è la via D’Amelio, qui furono massacrati Paolo Borsellino e la sua scorta, composta da Agostino Catalano, Vincenzo Fabio Li Muli, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi”. La funzione “Visita a 360°” non si limita però allo Street View e all’ascolto delle descrizioni. Ad un certo punto, infatti, dopo aver selezionato “La dinamica dell’omicidio” e aver ruotato la visuale, la voce di Beppe Fiorello ci suggerirà di inquadrare il citofono della casa di Borsellino per poter partire con la ricostruzione degli eventi. Le ricostruzioni vengono svolte in modo davvero impeccabile, con date e foto che appaiono sullo schermo per contribuire alla narrazione, mentre immagini a cartone animato in bianco e nero si sovrappongono alla realtà di Google Maps per illustrare ancora meglio la dinamica dei fatti: vedremo, quindi, ricostruzioni a cartone animato di Paolo Borsellino che suona al citofono di casa sua o quella di Libero Grassi che esce dal portone prima di essere ucciso. Ogni narrazione si conclude con uno spezzone di telegiornale […]

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Attualità

“Montesanto foodwalk”, riscoprire la vera Napoli attraverso i suoi sapori

Il progetto “Montesanto foodwalk” è il primo episodio di un’App prodotta dall’associazione Premio Napoli: Zurriapp, dal verbo napoletano “zurrià” che significa “andare a zonzo” L’idea di partenza di questo lavoro, spiega Pasquale Napolitano, esperto di sound design, è che i quartieri si possono raccontare attraverso un narratore collettivo. Nel caso di Montesanto, infatti,  non abbiamo un testimone particolare della storia e della vita del quartiere:  sono i suoi abitanti ad illustrarla, attraverso un racconto-audio, che mira a coinvolgere il visitatore in un vero e proprio film. Alla base di questo percorso c’è l’idea ben precisa che sono le persone a dover raccontare ciò che vedono e soprattutto ciò che vivono. Zurriapp, come è composta la guida del quartiere Il giornalista Napolitano osserva:«Durante i primi mesi di vita nel quartiere, passavo sempre fuori “Pescheria azzurra” e vedevo sempre turisti e viandanti fare foto, e ho sempre pensato che costoro, in questo attraversamento un po’ superficiale, si perdessero cosa c’è dietro e cosa c’è dentro: il racconto”». Partendo dal rapporto che l’area di Montesanto ha col cibo, è stato realizzato un percorso collettivo di 10 tappe che comincia da Piazza Carità (all’inizio del mercato della Pignasecca) e arriva alla sede dell’ex mensa dei bambini proletari. La destinazione ha anche una valenza simbolica: il cibo era il principale motivo di contatto tra i bambini e coloro che si riunivano a far da mangiare per e con loro. Il (buon)gusto dell’innovazione Imprenditori, ricercatori e artisti, nel corso di una conferenza tenutasi venerdì  9 dicembre, presso il Museo Nitsch, hanno presentato Il (buon)gusto dell’innovazione, la seconda tappa di un progetto che, grazie al sostegno della Fondazione Morra, mira a mettere in relazione l’arte con l’imprenditoria. Durante l’incontro, oltre alle proposte per migliorare il quartiere di Montesanto, si è discusso più in generale del nuovo rapporto che l’uomo ha instaurato con il cibo. Il cambiamento culturale ha portato all’introduzione e alla diffusione di una nuova alimentazione. Ebbene, in questo caso Montesanto si distingue. L’area di Montesanto, come pochi altri quartieri napolani, ha conservato la propria identità. Si tratta di un luogo incontaminato che ha condotto le varie iniziative, soprattutto quelle culturali, nel rispetto del  suo essere una sorta di “quartiere-mercato”, da sempre luogo dei consumi alimentari. Come ha detto Gabriele Frasca, famoso autore e presidente del Premio Napoli, Montesanto è sempre stato un “ipermercato” ancor prima che nascessero gli ipermercati. Da qui la centralità del tema “cibo”. Il professor Carmelo Colangelo ribadisce la scommessa della fondazione Premio Napoli nel promuovere quest’iniziativa: mettere in comunicazione due mondi che difficilmente si parlano, ossia quello dell’arte e quello dell’impresa e del lavoro. Ciò che li accomuna è l’innovazione. Nel caso di Montesanto, siamo in presenza di un innovatore corale: l’intero quartiere. Quartiere caratterizzato da flussi continui di napoletani, che vengono a contatto con una cultura alimentare diversa da quella del fast e dello slow food. Montesanto ha sviluppato una propria personale attitudine all’alimentazione, per questo resiste  alla nascita delle varie bottegucce di “cibo spazzatura”: il cibo deve essere di […]

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