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Eroica Fenice

La Tag: Ipocondria contiene 3 articoli

Voli Pindarici

Diario di una quarantena. Il bestiario dell’ipocondria (parte 2)

Ecco la seconda e ultima parte del nostro bestiario dell’ipocondria, con altri tipi umani che la quarantena ha (involontariamente) creato. Clicca qui per la prima parte. Il bestiario dell’ipocondria, parte seconda Il “Mihadettomiocuggino” I sempreverdi Elio e le storie tese giungono in mio soccorso per descrivere una figura con cui, volenti o nolenti, abbiamo spesso a che fare. Avete presente quando state navigando per i fatti vostri su internet o state leggendo un libro o guardando un film e d’improvviso la spia del vostro cellulare si illumina, segnale di un messaggio in arrivo? Interrompete quello che state facendo, lasciandovi assalire dai pensieri più sinistri riguardo le persone più care, aprite e vi ritrovate davanti agli occhi un messaggio come questo: +++ LA VERITÀ SUL CORONAVIRUS CHE I MEDICI E I MEDIA DI REGIME NON VI DIRANNO MAI. L’EPIDEMIA È STATA VOLUTA DAI RETTILIANI ALLO SCOPO DI ELIMINARE LA RAZZA UMANA E DI PERMETTERE L’ARRIVO DELLE ARMATE DI VEGA. L’UNICA SPERANZA È GOLDRAKE! +++ Oltre a far cadere tutti i santi dal calendario per avervi procurato un principio di infarto, questo personaggio è il classico individuo che non si fida degli scienziati e dei medici (insomma, della gente che ha studiato). Quello che  degli articoli legge soltanto i titoli e diventa automaticamente scienziato/medico/giudice e che è l’incubo di figli e nipoti laureati che devono sorbirseli a ogni cenone natalizio. Questo è l’identikit del “Mihadettomiocuggino“. Un uomo (o una donna) che crede di essere più sveglio dei suoi simili, perché sa cose che gli altri non sanno e si sente in dovere di informarli tramite missive su Messenger e Whatsapp. Lo zio o la zia di turno che, prima o poi, si decide di silenziare per non aumentare il livello già elevato di bile nel fegato. Gli innamorati Amore e distanza, due parole che ci fanno venire in mente le immagini più belle della letteratura: Tristano e Isotta, il trovatore Jaufre Rudel e il suo amor de lonh (amore di lontano, per i non-provenzalisti), Romeo e Giulietta, Florentino Ariza e Fermina Daza. Forse non hanno tutto questo carico di romanticismo le storie di chi è innamorato o di chi non può vedere la propria anima gemella in questo periodo molto duro. Niente abbracci, niente baci, niente fiori a casa. Quanto deve essere difficile resistere senza tutto questo fino a un periodo indeterminato e con surrogati virtuali? Si può sempre festeggiare il proprio anniversario di fidanzamento con una cenetta via Skype, ma il rischio che lui o lei abbiano un rapporto complicato con la tecnologia e che sul più bello attivino inconsciamente i filtri che rendono le loro facce simili a quelle di uno zombie o di una mummia aumenta il rischio di traumi perenni. E poi, diciamoci la verità: troppo romanticismo fa male. Un pensiero va, in particolare, a tutte quelle persone che in questi giorni devono sorbirsi i propri fratelli, le proprie sorelle o i propri genitori scambiarsi epiteti quali «zuccherino mio», «caramellina alla liquirizia del mio cuore», «crostatina al limone»; o […]

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Voli Pindarici

Diario di una quarantena. Il bestiario dell’ipocondria (parte 1)

In quattro settimane di quarantena puoi imparare, capire e osservare tante cose, specialmente il bestiario dell’ipocondria che un piccolo virus è capace di creare. Lunedì 6 aprile 2020, ore 11:46 Oggi inizia una nuova settimana di quarantena. La quinta, per la precisione. A renderla speciale è il fatto che questa domenica festeggeremo Pasqua. Dai, un vantaggio alla fine ci sta: niente pranzi in famiglia, con parenti che credevi sepolti in qualche tomba e che si interessano per una giornata alla tua vita sentimentale e lavorativa. Poi però pensi: «Un’altra settimana recintato tra le mura domestiche. Spero soltanto che internet non si spenga all’improvviso. In quel caso le fondamenta della civiltà crollerebbero inesorabilmente e le strade si popolerebbero di bande di predoni armati fino ai denti a bordo di veicoli truccati in pieno stile Hokuto no Ken (per i profani: Ken il guerriero). Allora sì che sarà la fine». Affinché questi pensieri nefasti non mi tormentino e onde evitare che la pazzia prenda totalmente il controllo del mio cervello fabbricando allucinazioni mostruose, come il pupazzo di Winnie the Pooh che campeggia su una delle casse dello stereo che ho in camera e che mi parla esortandomi a fare cose oltre i limiti del consentito, ho deciso di redigere una sorta di “bestiario dell’ipocondria. Una lista di tutti i tipi umani che, nella mia ignoranza, ho individuato in un mese di reclusione forzata. Perché “ipocondria”? Lo scoprirete alla fine. Bestiario dell’ipocondria L’ossessionato Il primo pensiero di questa figura quando si alza dal letto non è quello di fare colazione o di andare in bagno, bensì di accendere il cellulare o il computer per vedere se ci sono aggiornamenti sull’emergenza santiaria. Fin qui non c’è nulla di male se non che, con la scusa di tenersi informato, questo personaggio entri in uno stato di paranoia totale. Da mezzogiorno fino alle tre e dalle sei del pomeriggio fino alle nove di sera fa il giro di tutti i telegiornali e in alcuni casi ne approfitta per commentare a caldo le notizie, condendole con paroline rivolte al politico che gli sta più antipatico o al personaggio pubblico che può permettersi di stare a casa “perché ha i soldi”. Se poi la sorte è stata così crudele da destinarti come genitore proprio questa figura, la voglia di seguire le orme tracciate da Bugo nei riguardi di Morgan durante l’ultimo Sanremo alzandoti da tavola ogni volta che il televisore viene acceso sul TG1 e di andartene via è veramente tanta. La groupie Questa figura è di genere femminile ed è così chiamata perchè attende il comunicato a reti unificate di Giuseppe Conte alla stessa maniera di un’adolescente che nel 2004 aspettava di veder salire i Blue o Justin Timberlake sul palco di TRL (Total Request Live, un vecchio programma di MTV). Ogni volta che sullo schermo compare il viso del presidente del consiglio che contende ad Alberto Angela il ruolo di sex symbol, non è soltanto la nazione a fermarsi. Anche i volti di tante ragazze e […]

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Libri

Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone

Da pochissimo è uscito Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone, scrittore napoletano che Eroica Fenice già ebbe modo di intervistare in occasione dell’evento Ricomincio dai libri. Edito da Einaudi, il romanzo è un viaggio nella testa di un ipocondriaco “Doc” e, dato il momento storico che stiamo vivendo, la sua analisi risulta più che mai attuale. Lorenzo Marone, biografia dell’autore Lorenzo Marone è uno scrittore affermato che non ha bisogno di presentazioni. Dopo dieci anni trascorsi ad esercitare la professione di avvocato dedica anima e corpo alla scrittura, la sua più grande passione. Tra i suoi ultimi romanzi ricordiamo Magari domani resto ( edito da Feltrinelli nel 2017 e vincitore del Premio Selezione Bancarella 2017) e Un ragazzo normale  (edito da Feltrinelli nel 2018 e vincitore del premio Premio Giancarlo Siani 2018) Tra le sue opere ricordiamo anche La tentazione di essere felici, che ha ispirato il film La tenerezza di Gianni Amelio, La tristezza ha il sonno leggero, da cui il regista Marco Mario de Notaris ha tratto l’omonimo film, Tutto sarà perfetto e il saggio Cara Napoli. Inventario di un cuore in allarme, sinossi Il romanzo è un regalo che l’autore ha deciso di fare ai suoi lettori. Lorenzo Marone si mette totalmente a nudo, facendo un atto di grande coraggio. Decide di raccontare di sè, della sua fobia verso le malattie, rientrando pertanto nella folta categoria degli “ipocondriaci“. Per queste persone il cuore è continuamente in allarme, perché la paura è sempre presente come una gentile consigliera un po’ troppo invadente. Il libro è un’analisi autoironica della sua vita, dove la fobia di ammalarsi è sempre presente e ormai chi gli sta accanto la tollera benissimo. In primis la moglie, che riesce a smorzare ogni sua preoccupazione, il figlio piccolo che lo aiuta a distrarre la sua mente dal suo pensiero fisso quotidiano (che purtroppo cambia in continuazione), gli amici più cari che gli vogliono bene e ci ridono su, spesso assecondandolo più del dovuto, infine il suo psicoterapeuta– del quale il protagonista non nutre immensa fiducia- che gli affida compiti che lui non riesce a rispettare. Inventario di un cuore in allarme è anche un excursus tra le migliaia di fobie esistenti delle quali soffrono le persone più insospettabili e che, il più delle volte, adattano la loro vita alle loro nevrosi ed ossessioni; c’è chi deve chiudere più volte la macchina prima di andare al lavoro, chi non teme le altre malattie ma solo ed esclusivamente  una, quale ad esempio la “meningite”. La cosa incredibile è che nella lingua italiana ogni fobia esistente, e ne esistono davvero tante, ha una definizione precisa e dal nome più disparato. Inventario di un cuore in allarme è frutto di uno studio accurato che abbraccia più discipline, che vanno dalla scienza alla religione, e risulta più che mai attuale (addirittura profetico) quando si parla del rischio di una pandemia che pesa come una minaccia sul mondo già dal qualche anno, causato dall’insorgere di nuovi virus e batteri […]

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