Abracadabra di Babilonia Teatri al Teatro Nuovo | Recensione

Abracadabra, di Babilonia Teatri, vede in scena Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi ed Emanuela Villagrossi. Dal 15 al 18 gennaio il Teatro Nuovo di Napoli ospita uno spettacolo prodotto dal Teatro Metastasio di Prato che coinvolge il pubblico sin dall’ingresso in platea. Babilonia Teatri, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia nel 2016, formazione pluripremiata – tra gli ultimi riconoscimenti si ricorda il Premio Riccione all’innovazione drammaturgica del 2025 – “mostra i nervi scoperti del nostro tempo” e fa del teatro un medium necessario a cui attingere per guardare la realtà e la società che ci circonda.

Dettagli dello spettacolo Abracadabra

Elemento Dettaglio
Compagnia Babilonia Teatri
Regia e Drammaturgia Enrico Castellani e Valeria Raimondi
In scena con Francesco Scimemi, Emanuela Villagrossi
Temi principali Magia, Lutto, Assenza, Memoria
Produzione Teatro Metastasio di Prato

Può la magia evocare l’assenza?

Non basta il tempo per sentire meno la mancanza. Non basta accettarla per comprendere la morte. «Non basta dire “abracadabra” per fare una magia» Ma la magia basta per evocare un’assenza? La risposta è forse da ricercare a teatro, osservando i Babilonia dal proprio posto in platea. La formazione prosegue con coerenza il proprio percorso di smascheramento dei dispositivi culturali, linguistici e simbolici che regolano il nostro modo di stare al mondo. Lo fa attraverso un’operazione che ha la forma del rito ma ne nega la potenza, evocando la magia per mostrarne l’inganno, pronunciando la formula più famosa dell’illusionismo occidentale per svuotarla di ogni incanto. Abracadabra resta allora un residuo fonetico che non produce effetti ed è su questo scarto che si lavora: tra ciò che la magia promette e ciò che effettivamente accade (o non accade). Tutto si muove tra l’attesa di un miracolo e la sua sistematica negazione. Il pubblico è coinvolto a tal punto da sentirsi – ed essere – coautore dello spettacolo che parla di mancanza, passando in rassegna una serie di ricordi – pur se strazianti – insieme alla persona più importante che ha contribuito a dare loro forma. Abracadabra di Babilonia Teatri è uno spettacolo che non aspetti e non ti aspetti: scompone le linee drammaturgiche tradizionali, parla della morte con ironia e agghiacciante verità. Ti mette in una posizione scomoda perché ti tocca da vicino senza chiedere il permesso. Così ti induce al riso, alla riflessione, allo stupore e al pathos. Abracadabra commuove per la spiccata lucidità attraverso cui il performer, mago e comico Francesco Scimemi – con il quale i Babilonia hanno collaborato anche in passato – riesce a suggerire immagini in absentia contando sulla presenza. Quest’ultima diviene rintracciabile tramite il pubblico coinvolto e tramite gli oggetti: la poltrona, le scarpe, il vestito rosso, la scala, l’onnipresente e fondamentale lettera appesa a un filo a lato della scena, la palla, le carte, i microfoni e tutti i props da magia. Lo spettacolo chiede di essere attraversato: gioca sull’ossimoro assenza-presenza, magia-morte, smontando il trucco dell’illusione per mostrarne la ferita. Induce lo spettatore a far parte di un vortice invisibile di coinvolgimento attivo ed emotivo radicale, in cui la magia non è solo intrattenimento ma dispositivo critico. Ogni gesto – che si rivela poi tanto fragile quanto necessario – lascia spazio all’autentica commozione di chi empatizza con il personaggio o di chi si è trovato a convivere con gli stessi incubi.

 

Francesco Scimemi in Abracadabra di Babilonia Teatri
Francesco Scimemi

La colonna sonora e il ruolo della musica

A svolgere un delicato e importante ruolo sono i brani musicali scelti con cura: protagoniste della storia di una coppia divisa dalla malattia. Da Il bacio sulla bocca di Ivano Fossati, Vivo di Andrea Lazlo De Simone a Agosto dei Perturbazione. D’impatto il monologo di Emanuela Villagrossi che veste in panni dell’amata strappata troppo presto dalle braccia del proprio uomo. A generare stupore non solo i trucchi di magia portati in scena: Enrico Castellani e Valeria Raimondi articolano un discorso all’unisono con precisione millimetrica, rievocando dapprima la diagnosi medica di tumore ai polmoni. La loro è una vocalità quasi meccanica e impeccabilmente cadenzata che, come anche in altri spettacoli, cattura e disciplina l’attenzione del pubblico.

Il Teatro dei Babilonia accompagna verso l’elaborazione del lutto: Abracadabra per ricucire la ferita

«Questo spettacolo è l’acqua che mi serve per tornare a nuotare» Una dichiarazione semplice e al contempo potente: le parole di Scimemi sono una dichiarazione d’intenti. Lo spettacolo nasce dalla volontà di provare a ricucire la ferita causata dalla morte della moglie malata di cancro. «Un piccolo granchio di 8 millimetri» fa in modo che il sipario si apra sulla storia di un amore, di una sofferenza, di un’assenza e soprattutto di una presenza che si ritrova nella polvere che entra negli occhi e ricorda l’esistenza. Scimemi rifiuta ogni logica – e, di fatto, ricorre all’arte magica – ogni studio letto e approfondito sull’elaborazione del lutto. Perfino le suggestive immagini di Massimo Recalcati sulla teoria delle stelle e delle comete sono da scartare. Di ciascuna idea il protagonista dello spettacolo non sa cosa farsene. Ecco allora il teatro che, spogliato di ogni compiacimento, diviene atto etico e necessario, mosso da un bisogno tanto personale quanto universale. Abracadabra di Babilonia Teatri espone, dilata il tempo: mostra come il desiderio di magia – di una soluzione semplice – attraversi ognuno. Il tono spietatamente lucido lascia lo spettatore in una zona scomoda, priva di appigli, costretto a fare i conti con il proprio bisogno di credere. Per questo, alla fine, tutto si ricongiunge a un’impeccabile concatenazione di trucchi magici: la spettatrice che per ultima aveva tenuto tra le mani la palla, legge la lettera presente in scena sin dall’inizio. In questa, vi è l’unione delle scelte adoperate dagli spettatori e la magia del caso che lascia tutti a bocca aperta.

Emanuela Villagrossi e Francesco Scimemi in scena
Emanuela Villagrossi e Francesco Scimemi

Conclusioni su Abracadabra

In questo modo, Abracadabra di Babilonia Teatri spezza gli incantesimi lasciando il pubblico dinanzi a un interrogativo: cosa resta quando smettiamo di credere alle parole che promettono salvezza?

Fonte immagine di copertina e immagini presenti nel testo: Teatro Nuovo

Articolo aggiornato il: 16 Gennaio 2026

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