Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Anelante

Anelante: il ritorno di Rezzamastrella

Il sodalizio artistico fra Antonio Rezza Flavia Mastrella si rinnova con Anelante, ultima (non) fatica teatrale che vede il performer al Teatro Bellini dal 29 novembre al 4 dicembre, accompagnato per la prima volta dall’ensemble voce-corpo di Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Chiara Perrini ed Enzo Di Norscia, .

Anelante, in pieno stile Rezzamastrella, è un caleidoscopio che si apre, si (ri)volta e si richiude in se stesso ad un ritmo discontinuo e marziale. Attrae lo spettatore nel mondo della comunicazione involontaria dove l’intricata purezza della geometria si mischia alle congetture della psicoanalisi per sconfinare, senza soluzione di continuità, in un G8 di pulsioni nervose che, nel concludersi, lascia l’individuo in preda ad una solitudine troppo rumorosa, la propria.
Grazie all’habitat dinamico ideato dalla Mastrella, scenari perturbanti si susseguono a tempi incalzanti nello smantellamento dell’uomo comune, fatto a pezzi con l’arma ad egli più cara: il luogo comune, preso di mira, centrato e ribaltato dai corpi che si contorcono, danzano e si flettono per accogliere la vita, o quel che ne resta, sul retro, punto d’intersezione fra il triviale e l’angoscia del non-detto.

Anelante, ritmo e silenzio

Il ritmo febbrile della performance (mai) scritta da Antonio Rezza si spiega in una sinfonia tonale in cui egli diviene perno del caos evocato, apparente solo in scena, che gli consente di trasgredire liberamente alle sue stesse regole, sconfinare e ritornare al punto di partenza, in un effluvio di logos che travolge la platea sino al punto di rottura: un minuto di raccoglimento. Puro silenzio che lascia germogliare nello spettatore la voce dell’inconscio stimolato da Rezza e i quattro attanti nel corso di quella che, appellandosi ad un’esigenza di schematizzazione, può definirsi la prima parte della performance. La cesura è netta: dall’universale riflessione asistematica sulla solitudine in società il caleidoscopio si chiude nel solipsismo imperante di un lettore che abiura dall’ascoltare passivamente lo scrittore e, anziché leggerlo, vi parla sopra.

L’udito, come afferma Rezza in scena, viene eletto a senso primario, caratteristica che si riflette anche nella ricezione del teatro di Rezzamastrella in cui persino il movimento è più sonoro che visivo. La voce che si espande e oscilla nella molteplicità della modulazione ha il potere di colmare i vuoti che volontariamente crea, restituendo l’elemento primordiale sopito nella vita quotidiana.

La performance si chiude nei claustrofobici abissi di una lunga seduta di autoanalisi, in cui Antonio Rezza costringe lo spettatore, nell’ambiguità di quell’affezione che non ammette pietà, ad un ultimo sforzo di ascolto prima di lasciarlo libero di tornare alla non-vita, a casa che, si sa, è la prima causa di mortalità nei paesi civili.

ANELANTE

di Flavia Mastrella Antonio Rezza

con Antonio Rezza, Ivan Bellavista, Manolo Murolo, Chiara A. Perrini, Enzo Di Norscia

(mai) scritto da Antonio Rezza

habitat di Flavia Mastrella

assistente alla creazione Massimo Camilli

disegno luci Mattia Vigo

organizzazione Stefania Saltarelli

macchinista Andrea Zanarini

una produzione Fondazione TPE – TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello – Rezzamastrella