Claudia Catarzi in scena alla Domus Ars con 14.610 per la stagione Körper

Claudia Catarzi in scena alla Domus Ars con 14.610 per la stagione Körper

14.610 di Claudia Catarzi è andato in scena l’8 aprile alle 19 e alle 20.30 presso la Fondazione Il Canto di Virgilio a Napoli per la stagione di Körper. Ad accogliere il pubblico ci pensa infatti la splendida cornice della Domus Ars, residenza artistica e centro culturale della Fondazione sin dal 2010. La danzatrice e coreografa è già in scena quando il pubblico fa il suo ingresso ed il suo corpo raccolto in posizione fetale giace sulla sommità di una struttura lignea di quasi tre metri d’altezza. La performance è essenziale, quasi austera – qualità che le permettono di entrare in risonanza con la severa presenza imposta dalla vicina Chiesa di Santa Chiara, collocata proprio di fronte alla barocca, ma un tempo gotica, ex-Chiesa di San Francesco delle Monache, spazio riplasmato secondo il gusto sei e settecentesco ben espresso nella ricchezza dei pavimenti marmorei.

Dettagli dello spettacolo 14.610

Scheda Tecnica Informazioni
Titolo Performance 14.610
Coreografia e Danza Claudia Catarzi
Musiche originali Julien Desprez
Location Domus Ars (Fondazione Il Canto di Virgilio), Napoli

Il percorso artistico di Claudia Catarzi

Artista associata di CANGO/Centro Nazionale di Produzione della Danza diretto da Virgilio SieniClaudia Catarzi ha sviluppato negli ultimi quindici anni un percorso internazionale, collaborando con compagnie come Sasha Waltz & Guests e portando avanti in parallelo, una ricerca coreografica che l’ha condotta a essere artista associata del CDCN di Bordeaux fino al 2022. Nel 2020 è presente alla Biennale Danza di Venezia con Posare il tempo, e un suo lavoro coreografico è esposto nella collezione permanente del MART di Trento e Rovereto. In questa traiettoria, il gesto si costruisce attraverso la consequenzialità, nell’attenzione e nella cura, ma è al tempo stesso il luogo in cui si manifesta una tensione costante.

In bilico sull’abisso: estetiche della sospensione tra danza e musica in 14.610 di Claudia Catarzi

In foto la scenografica rampa di legno a pianta rettangolare utilizzata per lo spettacolo 14.610 di e con Claudia Catarzi

La tensione prima del salto – un salto che non avverrà, o almeno non nel modo che ci si aspetterebbe – percorre il corpo della danzatrice esposto e al tempo stesso vulnerabile. Un corpo che si esprime attraverso gesti spesso fluidi e interrotti da movimenti sospesi e improvvisi, sostenuti anche attraverso i suoni elettronici a tratti sconnessi quasi a suggerire quella tensione che il corpo produce quando si trova in bilico, come sul ciglio di un burrone. La musica di Julien Desprez si configura come parte integrante del dispositivo coreografico, poiché mette dunque in luce la dimensione puramente fisica dello strumento musicale – in questo caso la chitarra elettrica – che, nella sua pratica, si fa estensione del corpo, ridefinendo il confine tra gesto sonoro e gesto coreografico (resta tuttavia inespressa la possibilità della sua presenza in scena, che avrebbe probabilmente amplificato l’interazione corpo-suono all’interno del dispositivo).

Se all’inizio il corpo accumula la tensione necessaria e utile a restare vertiginosamente in equilibrio sulla stretta pedana posta in cima alla struttura discendente, sul finale questa tensione si rovescia per trasformarsi in tensione verso il basso in cui il corpo manifesta l’intenzione a valicare il limite imposto, per rinegoziare la possibilità di abbandonarsi ad un gioco gravitazionale – elemento questo che mi ha anche riportato alla mente lo spettacolo visto l’anno scorso in Biennale di Yoann Bourgeois (coreografo francese che basa la sua pratica sul tema della sospensione, con una formazione nel circo contemporaneo).

Il corpo – che alterna radicamento e sospensione, presa e rilascio – si fa qui espressione e metafora forse della vita. In 14.610 di Claudia Catarzi infatti ogni gesto si configura come manifestazione di un equilibrio intrinsecamente instabile e definitivamente irraggiungibile, ma proprio per questo affascinante e travolgente, come la vita stessa.

Claudia Catarzi in un momento della performance

Informazioni e crediti dello spettacolo

  • Titolo: 14.610
  • Di e con: Claudia Catarzi
  • Musiche: Julien Desprez
  • Scena: Fabio Giommarelli
  • Coproduzione: Company Blu, La Manufacture – Centre de Développement Chorégraphique National Bordeaux Nouvelle-Aquitaine, Armunia / Festival Inequilibrio / Centro di residenze artistiche Castiglioncello
  • Con il contributo di: Regione Toscana e MiBACT
  • Location: Fondazione Il Canto di Virgilio, Via Santa Chiara 10, Napoli
  • Data evento: 08 aprile 2026, ore 19:00 – 20:30

Altri articoli da non perdere
Trilogia dell’Indignazione diretto da Meola: esperimento riuscito!
trilogia dell'indignazione

Trilogia dell’Indignazione è stata rappresentata al Teatro Piccolo Bellini di Napoli dal 25 al 29 aprile, diretta da Giovanni Meola. Scopri di più

Teatro Bellini: presentata la nuova stagione 25/26
Teatro Bellini: presentata la nuova stagione 25/26

La presentazione della nuova stagione del Teatro Bellini, più che una conferenza stampa è stata una vera e propria festa, Scopri di più

Una riga nera al piano di sopra (Piccolo Bellini) | Recensione
Una riga nera al piano di sopra (Piccolo Bellini) | Recensione

Dal 24 al 29 marzo 2026 Matilde Vigna è in scena al Teatro Piccolo Bellini di Napoli con il suo Scopri di più

Questa splendida non belligeranza, al Bellini | Recensione
Questa splendida non belligeranza, al Bellini | Recensione

Prosegue la stagione 2024/2025 al Teatro Bellini con Questa splendida non belligeranza – Una storia così, poi così e infine Scopri di più

Sabato domenica e lunedì, al Teatro Bellini | Recensione
Sabato domenica e lunedì, al Teatro Bellini | Recensione

Nel cuore di Napoli, il Teatro Bellini ospita una delle commedie di Eduardo De Filippo: Sabato domenica e lunedì, con Scopri di più

Uno spettacolo di fantascienza | Teatro Piccolo Bellini di Napoli | Recensione
Uno spettacolo di fantascienza. Quante ne sanno i trichechi al teatro “Piccolo Bellini” di Napoli. Tre personaggi orfani della propria identità tra la fine del mondo e le costruzioni borghesi

“Uno spettacolo di fantascienza. Quante ne sanno i trichechi” è in scena al teatro “Piccolo Bellini” di Napoli da Martedì Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Letizia De Mase

Vedi tutti gli articoli di Letizia De Mase

Commenta