Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Enrico IV di Luigi Pirandello

Enrico IV di Luigi Pirandello al Teatro Bellini

È in scena al teatro Bellini dal 10 al 15 novembre l’Enrico IV di Luigi Pirandello interpretato e diretto da Franco Branciaroli, con Giorgio Lanza nei panni del Barone Tito Belcredi, Viola Pornaro che interpreta la Marchesa Matilde Spina, Valentina Violo che veste i panni di Frida, la figlia della Marchesa, Tommaso Cardarelli nel ruolo del nipote di Enrico IV, il Marchese Carlo di Nolli, e Antonio Zanoletti che è il dott. Dionisio Genoni, per la produzione CTB Teatro Stabile di Brescia e il Teatro de “Gli Incamminati”.

Sono trascorsi vent’anni da quando con i suoi amici, Enrico IV prese parte alla cavalcata che lo rese prigioniero del suo personaggio.

Ambientato “nel nostro tempo”, il dramma in tre atti è una delle opere di Pirandello che assieme a Sei personaggi in cerca d’autore e Uno nessuno e centomila, più indaga sull’individuo e le sue maschere, migliaia d’immagini come il riflesso dell’io visto dall’esterno, come ciò che viene visto dalla società. Nell’Enrico IV il pensiero determinante dell’opera è legato alla vita portata al culmine, con estrema e definitiva reazione drammatica. Il protagonista si ritrova a non avere più un’identità, bensì frammenti di essa, relegando il personaggio nella sfera della follia e accettando una prospettiva di vita “sofisticata” e alterata solo  per riuscire a sopravvivere.

Franco Branciaroli si confronta con l’Enrico IV riuscendo a catturare più che mai il pubblico e incanalando l’attenzione verso una  delle principali caratteristiche dei personaggi pirandelliani, ovvero quella dell’umana esistenza frutto delle conseguenze.

Il dramma viene riportato al mondo contemporaneo in una visione senza tempo, per riuscire a rendere evidente il nesso che lega indissolubilmente l’Enrico IV alla fase di maturazione, quella del teatro nel teatro. Per riuscire a contenere lo stato di follia del protagonista, furono inscenati vent’anni di farsa che rappresentarono pochi giorni di storia, quasi paradossalmente a ricreare un passato infinito. Nell’Enrico IV di Franco Branciaroli ritroviamo dialoghi e toni calcati all’esasperazione, per enfatizzare il dato della contemporaneità; così facendo, si è riuscito a rendere nitide le stesse parti nelle quali Pirandello scava nei personaggi soffermandosi con le descrizioni e le loro caricature. La follia come ragione di emarginazione, non solo da parte delle comparse che creano con le loro immagini un “guscio protettivo” per Enrico IV, ma anche come maschera della finzione dello stesso protagonista, che non riesce più a confrontarsi con la realtà. L’abilità che risalta nella trasposizione pirandelliana di Franco Branciaroli, è quella di essere riuscito amabilmente a fuggire dall’ennesimo confronto con la trama filosofica intessuta nell’opera originale, per indagare sull’io: il suo Enrico IV risulta un vero e proprio confronto con il dramma che l’individuo vive a causa e grazie ai legami umani e le loro conseguenze.

Enrico IV di Luigi Pirandello

Enrico IV di Luigi Pirandello

Enrico IV di Luigi Pirandello

Enrico IV di Luigi Pirandello

Enrico IV di Luigi Pirandello