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Eroica Fenice

Shakespeare

Glob(e)al Shakespeare: “Giulio Cesare” ed “Una commedia di errori” al Teatro Bellini

Glob(e)al Shakespeare, è questo il nome dell’ambizioso progetto con il quale Gabriele Russo ha deciso di proporre al pubblico del Teatro Bellini una rappresentazione innovativa ed imprendibile di alcuni dei più grandi capolavori del drammaturgo inglese William Shakespeare. Per un mese, dal 3 al 26 ottobre, il Bellini sarà allestito e rivisitato in modo da ricordare il Globe Theatre di Londra, meraviglioso esempio di teatro elisabettiano seicentesco.

Ogni sera, con un unico biglietto, sarà possibile assistere a due spettacoli. Per ogni giorno di programmazione, infatti, è prevista la messa in scena di due rappresentazioni shakespeariane, una tragedia e una commedia, così da regalare agli spettatori la possibilità di godere doppiamente delle magnifiche opere del poeta inglese.

In particolare, dal 10 al 15 ottobre ed il 26 ottobre, andranno in scena gli spettacoli Giulio Cesare. Uccidere il tiranno ed Una commedia di errori.

Glob(e)al Shakespeare: Giulio Cesare. Uccidere il tiranno

Il Giulio Cesare, tragedia scritta da Shakespeare intorno al 1600, ha ad oggetto la storia dell’omicidio del grande dittatore romano. Come narrano le fonti storiche, Cesare, acquisito un enorme potere su Roma, iniziò ad essere considerato come minaccia da parte di molti uomini politici del tempo, i quali, per preservare la propria autorità, decisero di tradirlo. Durante una seduta del Senato il tiranno fu brutalmente ucciso a pugnalate, e l’omicidio fu giustificato come mezzo necessario per salvare Roma dalla dittatura.

“Siamo eroi o macellai?”

La famosa tragedia, messa in scena mediante un’interessante riscrittura ad opera di Fabrizio Sinisi e con la regia di Andrea De Rosa, cerca di offrire al pubblico un’analisi introspettiva di quelle che sono le ragioni che hanno spinto i cospiratori ad uccidere il tiranno. Gli attori, con straordinaria intensità, riescono a dar voce ai risvolti emotivi ed alle riflessioni che inevitabilmente travolgono gli animi degli assassini: Bruto, Cassio e Casca (Isacco Venturini, Daniele Russo e Nicola Ciaffoni). Essi si aggirano e si nascondono sul palco cercando di spiegare e giustificare le proprie azioni, cercando di convincere e convincersi della presunta nobiltà della propria scelta. In scena, accanto ai traditori, vi è però anche Antonio (Rosario Tedesco), il quale, estraneo alla congiura, darà della vicenda una propria essenziale interpretazione.

Lo spettacolo, con grande intelligenza e forza, pone attenzione sul tema, attualissimo, della violenza e della guerra usati come strumento per perseguire i propri obiettivi. Fu giusto uccidere il tiranno per salvare Roma dalla dittatura? Nella tragedia Cesare viene ucciso perché visto come personificazione della minaccia alla democrazia, ma nella realtà la minaccia muore con il dittatore? O forse continua ad esistere insieme a tutti coloro che accettano ed acclamano la dittatura stessa?

“Uccidere il tiranno può non bastare perché spesso il potere del tiranno risiede proprio nella comunità che lo subisce, che arriva a proteggerne e tutelarne il dominio”.

Glob(e)al Shakespeare: Una commedia di errori

Quest’opera di Shakespeare, ispirata ai Menecmi di Plauto, viene presentata con una riscrittura di Marina Dammacco, Emanuele Valenti e Gianni Vastarella. Lo spettacolo è portato in scena dalla compagnia Punta Corsara ed è accompagnato dalle musiche di Giovanni Block, ispirate al ragtime di inizio ‘900 e alle colonne sonore di Ennio Morricone.

La rivisitazione della commedia shakespeariana è ambientata nella New York di inizio ‘900, e narra in modo esilarante la storia di una famiglia campana che per sfuggire alla fame decide di emigrare in America. I coniugi Capanera, insieme ai propri due figli gemelli, e ad altri due gemelli, loro affidati da una madre disperata, decidono di intraprendere il lungo viaggio verso la Grande Mela, con la speranza di iniziare una nuova vita. Giunti a destinazione, però, una fatalità divide la famiglia e per questa ragione i coniugi, ormai separati, si ritroveranno ciascuno con solo due dei quattro bambini, ignorando le sorti degli altri propri cari.

Divenuti adulti, i gemelli vissuti col padre decidono di tornare a New York in cerca di fortuna e comincia così il surreale ed esilarate susseguirsi di vicende, che farà divertire il pubblico fino all’esodo dove finalmente tutti i nodi verranno al pettine.

Gli attori di Punta Corsara, con la loro enorme simpatia, e la loro capacità di mescolare l’arte di Shakespeare con la magia della dialettica e dello humour napoletano, sono riusciti, anche grazie ad un sapiente utilizzo del palco, a mettere in scena uno spettacolo divertente e accattivante dal sapore agrodolce.

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