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Eroica Fenice

OFB a Montesarchio con il concerto “D’una lucida follia”

Il Soffio e la Corda, l’Orchestra Filarmonica di Benevento in concerto

La terza Stagione Concertistica dell’Orchestra Filarmonica di Benevento (O.F.B), realizzata con il patrocinio della Provincia, della Città di Benevento e dell’Università degli Studi del Sannio, continua ad entusiasmare.

Ieri sera, venerdì 17 marzo, alle ore 20.00, presso l’Auditorium di Sant’Agostino, si è tenuto il concerto dal titolo «Il Soffio e la Corda», che ha visto protagonisti l’Orchestra Filarmonica di Benevento, sotto la direzione del Maestro Gianluca Giganti, musicista di fama internazionale, ed i suoi solisti, che per la prima volta si sono esibiti come protagonisti indiscussi nella loro città natale.

Il Soffio e la Corda

Il concerto è stato introdotto da due brani appartenenti al repertorio francese, Chanson d’autrefois di Gabriel Pierné (nella trascrizione di Emilio Mottola), e la Tarantella, op. 6 per  flauto, clarinetto ed orchestra di Camille Saint-Saëns  (nella versione di Alessandro Verrillo), con l’esibizione dei solisti Vittorio Coviello, flauto, e Agostino Napolitano, clarinetto.

Il programma ha successivamente proposto il lirico e struggente Adagio pour Quatuor d’orchestre dell’artista belga Guillaume Lekeu,  le cui parti soliste sono state interpretate da Matteo Bovo, violino, Natale Atripaldi, viola, ed Emilio Mottola, violoncello.

A seguire Une Larme, tema e variazioni per violoncello e orchestra d’archi (versione di Francesco Fiore) di Gioachino Rossini, brano di repertorio squisitamente italiano, che coniuga una languida mestizia ad un incalzante virtuosismo, eseguito da Gianluca Giganti, che contemporaneamente ha suonato nella veste di violoncello solista e diretto l’orchestra alle sue spalle ed ha suscitato un lungo applauso da parte del pubblico in sala.

Il concerto si è concluso con Simple Symphony, op. 4, lavoro “giovanile” del compositore anglosassone Benjamin Britten, ma già ricco di un’interessante profondità musicale e di una varietà geniale, essendo organizzato in quattro movimenti, il più importante dei quali è forse il secondo, il Pizzicato.

Al termine dell’esibizione, il pubblico ha potuto godere anche di un bis e l’opera scelta è stata la Tarantella di Saint-Saëns.

Il soffio e la corda: dimenticare la cera e le piume e costruire ali più solide

Ricollegandosi alla prima stagione, il cui motto era ‘Il nuovo non si inventa, si scopre’, il cartellone di questa nuova stagione, firmato dalla penna del Direttore artistico e musicale dell’Orchestra, il Maestro Francesco Ivan Ciampa, propone di ‘dimenticare la cera e le piume e costruire ali più solide”, prendendo in prestito una famosa citazione di Stanley Kubrick a proposito di quell’Icaro che viene eletto, oggi, come antieroe moderno.

È questo Icaro ambivalente, che incarna l’emblema di un viaggio della mente e del cuore, che viene suggerito come modello, sia per il pubblico, sempre così accogliente nei confronti della proposta artistica della Filarmonica, sia per l’Orchestra stessa, per poter toccare le stelle e per poter abbracciare in uno slancio vitalistico e vigoroso quell’ignoto, quell’abisso del cielo, quello stesso infinito blu che l’Icaro di Matisse abbraccia, ma con “ali più solide” e quindi con più coscienza di sé.

I prossimi appuntamenti sono previsti per domenica 24 aprile, con lo spettacolo “D’una lucida follia”, diretta dal M. Bruno Aprea, il 7 maggio, con il concerto “Con anima”, diretta dal M. Francesco Ivan Ciampa e domenica 4 giugno, con lo spettacolo conclusivo della stagione “Blu notte”, diretto dal M. Ciampa e che vede come ospite Vincenzo De Lucia al pianoforte.

“Non rammaricarti mai

Per la tua caduta,

O Icaro del volo senza paura.

Perché la più grande tragedia di tutti,

È non provare mai la luce che brucia”.

Così scriveva Wilde, celebrando con i suoi versi il mito di questo eroe sempre attuale e sempre affascinante e, con il suo stesso anelito e lo stesso slancio, l’O.F.B. ha infiammato, ieri sera, con la sua luce, la città di Benevento.