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Eroica Fenice

La Bella Addormentata al Teatro Bellini: la magia del balletto

La Bella Addormentata al Teatro Bellini: la magia del balletto

L’incanto è reale in sala al Teatro Bellini la sera del 4 Dicembre durante la messinscena della rappresentazione de La Bella Addormentata, con coreografia curata da Fredy Franzutti, scene di Francesco Palma e musiche di  Čajkovskij.

La realizzazione del balletto è stata ispirata alla storia del napoletano Gian Battista Basile, il quale aveva scritto una versione di questa fiaba intitolata “Sole, Luna e Talia”, pubblicata poi postuma nel 1636.

Tuttavia rispetto alla versione originale, il coreografo ha apportato delle modifiche riadattando e impregnando la storia della magia del Salento. Questa trasposizione geografica, risultato dell’intervento creativo di Franzutti, ha reso ancor più interessante la storia della principessa Aurora, allontanando i fumi del mito dal suo personaggio e dandole un corpo reale e tangibile ai sensi dello spettatore.

La storia de La Bella Addormentata copre un arco temporale molto vasto che va dagli ultimi anni ’40 ai primi 2000 e la prima scena che si svela all’apertura del sipario è quella della notte della nascita di Aurora. I colori delle vesti dei danzatori sono scuri quanto quelli delle tenebre, il futuro padre percorre a gran falcate quasi tutta l’area del parco, snervato dall’attesa e dalla paura. Ma a squarciare il velo della notte, insieme all’incedere dell’alba, è un fiocco rosa: è nata Aurora. A ciò segue il battesimo cristiano e successivamente, come da tradizione, un’iniziazione pagana che avrebbe dovuto augurare una buona sorte alla bambina.

Per il rito viene chiamata una zingara che, come viene ricordato, non è la maga ufficiale del paese. In mezzo ad una folla confusa, appare la strega Carabosse, l’aria diventa sempre più pesante e intrisa dei fumi del mistero della magia. Nonostante gli altri si fossero dimenticati di chiamarla, anche la chiromante vuole offrire un dono alla piccola Aurora. Si svela sotto gli occhi dei presenti una premonizione: al compiere dei suoi sedici anni, Aurora incontrerà nel suo cammino una tessitrice, si pungerà e per questo morirà. Ma nei sedici anni successivi, cercando di prendere qualsiasi misura precauzionale, la minaccia non sembra essere più una cosa reale. Gli animi si distendono, la vita prosegue felice e i colori dei vestiti si accendono di rosa e celeste.

Arriva anche il giorno del sedicesimo compleanno di Aurora. I festeggiamenti sono tanti, la bellezza della ragazza attira gli occhi di molti giovani che la invitano continuamente a danzare e roteare leggiadra sul palco. Arriva anche la maga che porge alla principessa una scatola graziosa al cui interno vi è la terribile tessitrice: una tarantola.
Bellissimo l’utilizzo dell’immagine del ragno, caro ai racconti folkloristici pugliesi, che trova una piacevole coerenza con la fiaba. La premonizione trova il suo compimento, ma grazie all’intervento della zingara convocata al battesimo che si svela essere una potente fata, Aurora non morirà e cadrà in un lungo sonno.

La storia si riallaccia fedelmente al classico svolgersi degli eventi. Infatti passeranno cinquanta anni prima dell’arrivo di un principe, Ernesto, il quale allontanerà finalmente la minaccia della malefica Carabosse, ormai troppo vecchia per lottare, e darà il bacio d’amore ad Aurora.  Insieme al suo risveglio, tutta la corte riprende vita .
L’ultimo atto del balletto è dedicato al matrimonio dei giovani sposi, una celebrazione dell’amore che, anche questa volta, vince sul male.

L’esecuzione da parte dei ballerini è stata impeccabile, notevole soprattutto la sincronia e i movimenti fluidi che trasportano lo spettatore in un’atmosfera sognante e, per l’appunto, fiabesca.
Anche le scene sono di una bellezza monumentale, valorizzate dai giochi di luce e dalla continuità cromatica dei costumi. La Bella Addormentata è uno spettacolo pieno di professionalità, ma soprattutto bellezza. La compagnia poteva soltanto essere salutata da una cascata di calorosi applausi.

 

Ph  © Katia Prota (Ufficio stampa)

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