Le Troiane di Carlo Cerciello al Teatro Elicantropo | Recensione

Le Troiane di Carlo Cerciello

Le Troiane ovvero in guerra per un fantasma di Carlo Cerciello. Al Teatro Elicantropo di Napoli la tragedia di Euripide incontra l’attualità

Le Troiane ovvero in guerra per un fantasma è la tragedia, costituita da un singolo atto, diretta e scritta da Carlo Cerciello, il quale rielabora le opere teatrali: Le Troiane, Ecuba ed Elena di Euripide, Troades di Seneca e i riadattamenti contemporanei realizzati da Jean-Paul Sartre e Jean Giradoux. Il cast dello spettacolo è costituito da Imma Villa, Mariachiara Falcone, Cecilia Lupoli e Serena Mazzei; invece, Aniello Mallardo svolge il ruolo di aiuto-regia. Le Troiane è in scena al Teatro Elicantropo di Napoli dal giorno 11 gennaio fino al 4 febbraio.

Le Troiane ovvero in guerra per un fantasma di Carlo Cerciello, la trama dello spettacolo ispirato alle opere di Euripide, Seneca, Jean-Paul Sartre e Jean Giradoux

Nel dramma Le Troiane di Carlo Cerciello le protagoniste sono quattro donne: l’anziana regina Ecuba, la  sacerdotessa Cassandra, la vedova Andromaca e la precedente regina di Sparta Elena. Troia è stata distrutta dall’esercito acheo fuoriuscito dal cavallo di legno, mentre quello troiano è stato sconfitto e la città-stato brucia ancora dopo l’incendio notturno. I sovrani vincitori vogliono dividersi il bottino costituito dal tesoro di Priamo e dalle donne, le quali giungeranno in Grecia come concubine o schiave.

Nel frattempo, Cassandra, Andromaca ed Ecuba attendono le decisioni dei danai. Se l’ultima donna, oramai anziana, è conscia del proprio destino, invece Cassandra desidera ribellarsi e vorrebbe assassinare Agamennone, colui che la condurrà a Micene come bottino di guerra; mentre, Andromaca, disperata, rivela il suo desiderio di voler morire piuttosto che assistere all’infanticidio di Astianatte o trascorrere gli ultimi giorni della sua vita in prigionia. Infine, l’ultima protagonista del dramma, ossia Elena, decide di narrare gli eventi dal suo punto di vista. Nel suo lungo monologo racconta di non aver manovrato le sorti degli Achei e dei Troiani, ma di essere stata vittima delle decisioni delle divinità olimpioniche e del Fato…

Le donne troiane di Carlo Cerciello omaggiano le corrispettive ucraine e palestinesi 

Le Troiane di Carlo Cerciello prende una posizione contro la guerra ed è una denuncia contro tutti i conflitti in corso. La scenografia è costituita da una bandiera ucraina proiettata come sfondo; invece,  quella della Palestina appare a fine spettacolo nelle mani delle quattro protagoniste. Infatti, come indicato sulla pagina Facebook dell’Elicantropo, l’opera è dedicata alle donne palestinesi sofferenti o decedute a causa dei bombardamenti. 

Le Troiane di Carlo Cerciello è una tragedia anticolonialista, un vero e proprio j’accuse del regista contro le nazioni dominatrici, come nella versione di Sartre e di Giradoux. Una sensazione avvertita da una battuta di Ecuba, la quale si scaglia contro gli invasori dell’Europa, che chiamano barbari le genti dell’Africa e dell’Asia, ma essi invadono le terre altrui e ne approfittano delle ricchezze. Il pubblico può trovare degli elementi aggiuntivi nuovi nella versione del regista Cerciello. Ecuba ed Andromaca vestono abiti neri che ricordano quelli delle popolazioni mediorientali, i quali risultano essere totalmente diversi dal vestito da sera (di modello occidentale) elegante e nero di Cassandra e da quello bianco dell’interprete di Elena. In questo modo le troiane omaggiano le donne afroasiatiche; mentre, Elena, che manifesta degli atteggiamenti a metà fra la fanciulla ingenua  alla reginetta snob di un ballo liceale statunitense, appare sul palcoscenico come una di quei “conquistatori giunti dalla Grecia o dall’Occidente”.

Sulla scena le quattro donne, pur condividendo qualche battuta assieme verso la fine del dramma, non occupano lo stesso spazio. Le tre troiane sono distese su una distesa di sabbia, simulando quella dei deserti arabi, mentre, Elena siede su una sdraio sotto un ombrellone con tavolino annesso, trovandosi su un ripiano superiore in una presunta posizione di “privilegiata”. Costei, considerata il casus belli da Achei e Troiani, può considerarsi al sicuro, in quanto è previsto il suo ritorno a Sparta col marito Menelao anzichè una triste schiavitù sessuale come le restanti fanciulle troiane.

Una tragedia che combina l’importanza dei classici alle questioni di attualità 

Le Troiane ovvero in guerra per un fantasma di Carlo Cerciello combina più tradizioni e spunti letterari e teatrali diversi: dalla tragedia classica euripidea alle diverse riflessioni sul tema della guerra sorte grazie alle reinterpretazioni di Seneca, Sartre e Giradoux nonché dopo gli eventi attuali. Uno spettacolo molto semplice che unisce un canovaccio risalente al mondo antico alle nuove tecniche di messinscena (come luci di colore rosso o la macchina del fumo) e offre riflessioni dell’autore su problemi di attualità come la guerra e le donne vittime di conflitti. 

 

Fonte immagine di copertina: Si ringrazia il Teatro Elicantropo Anonima Romanzi di Napoli per la fotografia

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A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Filologia moderna presso l'Università Federico II di Napoli il 23 febbraio 2024 e iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 25 gennaio 2021. Sono cresciuto con i programmi educativi di Piero e Alberto Angela, i quali mi hanno trasmesso l'amore per il sapere, e tra le mie passioni ci sono la letteratura, la storia, il cinema, la filosofia e il teatro assieme alle altre espressioni artistiche.

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