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Eroica Fenice

L'onore perduto di Katharina Blum in scena al Teatro Mercadante

L’onore perduto di Katharina Blum in scena al Teatro Mercadante

L’onore perduto di Katharina Blum: al Mercadante in scena, dal 12 al 17 novembre, è la rappresentazione teatrale del romanzo di Heinrich Böll riadattato da Letizia Russo, per la regia di Franco Però.

Venerdì 20 febbraio 1974: è carnevale, i coniugi Blorna, Hubert (Peppino Mazzotta) e Trude (Ester Galazzi), sono in partenza per una meritata vacanza in montagna; Katharina (una bellissima e algida Elena Radonicich) la loro impeccabile e adorata governante, ha due settimane di paga anticipate e una serata libera in un giorno di festa. L’idea è quella di andare ad una festa e di ballare: ballare, tutta la serata, da sola. Le cose non andranno secondo i programmi: l’incontro di Katharina con Ludwig Götten, un assassino, probabilmente un terrorista, ricercato e latitante, sconvolgerà non solo i suoi piani per la serata, ma l’intera sua esistenza, che ne uscirà irreparabilmente devastata. 

Katharina è protagonista e al tempo stesso narratrice della sua storia: una storia che viene raccontata a ritroso in un flashback che si dipana a partire da un omicidio. Ludwig Götten è un personaggio totalmente assente nella messa in scena: la sua assenza non fa altro che aumentare il senso di abbandono e di ingiustizia che perseguita Katharina. Da Ludwig e dall’amore per lui deriveranno tutti i mali che per un inspiegabile riflesso incondizionato si rovesceranno su Katharina. 

L’onore perduto di Katharina Blum: il sacrificio di un innocente

L’onore perduto di Katharina Blum mette in scena lo scontro quotidiano tra la virtù e la calunnia, il pregiudizio, il becero chiacchiericcio. Katharina ha in sé una serie di virtù che la società non perdona: la dignità che la porta a scegliere la solitudine, il decoro e il rispetto che le impongono di tacere le altrui bassezze, il riserbo e il silenzio che sollevano il sospetto e la curiosità dei vicini, l’indipendenza troppo spesso fraintesa e oggetto di maldicenze. Katharina è giovane, donna, divorziata, sola e, dopo l’incontro con Götten, follemente innamorata: Katharina è la più ghiotta delle prede da dare in pasto alla stampa scandalistica. 

Nel sistema dei personaggi, il ruolo dell’antagonista non è di uno o più personaggi: l’antagonista di Katharina non è Werner Tötges, giornalista d’assalto di un tabloid locale, Die Zeitung, che, mosso dall’elementare logica del mercato, monta sulla verità una storia scandalosa e accattivante. L’antagonista di Katharina è piuttosto il pregiudizio di un’intera società, quell’atavico maschilismo che risiede nel fondo di ogni individuo, maschio o femmina che sia, che vede in ogni donna la femmina di un uomo, che non perdona, perciò, ad una donna la scelta, l’arbitrio, la proprietà della propria persona. Allora Tötges e i suoi articoletti spiccioli sono solo il megafono di quei benpensanti che non accettano la libertà e l’emancipazione di una donna giovane e bella: Tötges scrive quello che la gente vuole leggere.

“La libertà di stampa è libertà di uccidere”

La stampa mastica e maciulla qualunque aspetto della vita privata di Katharina. La stampa, come una lente alla luce del sole, deforma e poi brucia. Katharina, la sua vita, il suo onore, le persone a lei care annegano, annaspano, affogano nel mare di menzogne e di calunnie generate da Tötges. Katharina, in assenza di uno stato capace di proteggerla dal fango della menzogna, allora sarà costretta a farsi giustizia da sola, a cercare da sola una vendetta nella vana speranza che questo possa ripristinare l’onore perduto e rimettere insieme i frantumi della sua esistenza. Katharina, in un gesto tragico, che nella resa scenica forse non ha la tragicità che meriterebbe, sacrifica la sua libertà in nome dell’onore. 

foto: https://www.teatrostabilenapoli.it/evento/lonore-perduto-di-katharina-blum/

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