In scena al Teatro Argentina di Roma, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, con la regia di Carlo Sciaccaluga, si conferma uno dei testi più potenti e attuali del teatro del Novecento.
Il dramma racconta il declino umano e professionale di Willy Loman, un commesso viaggiatore che, dopo una vita sacrificata al lavoro e al mito del successo, si ritrova improvvisamente estromesso da un sistema che misura il valore dell’uomo solo in base alla sua produttività.
Tornato a casa esausto, dopo aver rischiato la vita alla guida, Willy inizia una dolorosa resa dei conti con sé stesso, mentre passato e presente si fondono in una dimensione mentale fatta di ricordi, illusioni e rimpianti.
Indice dei contenuti
| Dettagli dello spettacolo Morte di un commesso viaggiatore | Informazioni pratiche |
|---|---|
| Luogo | Teatro Argentina, Roma |
| Date | Dal 13 al 24 maggio 2026 |
| Regia | Carlo Sciaccaluga |
| Protagonisti principali | Luca Lazzareschi (Willy Loman), Pia Lanciotti (Linda Loman) |
| Produzione | Teatro Biondo Palermo |
Una regia immersiva nella mente del protagonista
Sciaccaluga riesce a costruire una regia fluida che accompagna lo spettatore dentro la mente del protagonista: i continui flashback scorrono senza strappi, restituendo quel flusso di pensieri, emozioni e allucinazioni che segnano la malattia e il progressivo declino dell’uomo. La scena di Anna Varaldo è estremamente funzionale al racconto e accompagna lo spettatore in questo viaggio d’introspezione.
All’inizio dello spettacolo c’è la famiglia dei Loman che appare una tipica famiglia degli anni ’50, con la madre casalinga, il padre lavoratore e i figli proiettati verso il futuro. Nonostante le rate del mutuo da pagare c’è gioia e complicità nella loro casa. Ma presto questa immagine viene infranta e si dimostra basata su aspettative irrealistiche.
Willy, ossessionato dal sogno americano, ha proiettato sui figli i propri desideri di successo: il primogenito Biff, osannato e idealizzato, è incapace di reggere il peso delle aspettative del padre e rifiuta quel modello di realizzazione; Happy, invece, insegue gli ideali del padre senza però realizzarli.
Il rapporto padre-figlio è un continuo scontro-incontro, un confronto tra amore e delusione, tra desiderio e incapacità di essere all’altezza che conduce tutti verso posizioni di grande solitudine ed insoddisfazione personale.
Linda, il cuore della famiglia

Straordinaria la figura di Linda Loman, interpretata con grande maestria da Pia Lanciotti, unico personaggio positivo all’interno della famiglia. È lei il cuore emotivo dello spettacolo: una donna, mater familias, che rappresenta l’amore che resiste e che non misura il valore delle persone in base al denaro. Linda tenta disperatamente di restituire dignità al suo amato marito, di costruire attorno a lui una rete affettiva capace di sostenerlo, mentre i figli, troppo immaturi ed egoisti, restano incapaci di comprendere fino in fondo la sua fragilità.
E prima della fine, il gesto simbolico di piantare semi nell’orto come tentativo estremo di lasciare un segno e di costruire qualcosa di duraturo, diventa uno dei momenti più toccanti dello spettacolo.
In un crescendo di pathos, il finale, dominato dalla figura di Linda appena rimasta vedova è struggente: il suo grido di dolore si fa insostenibile, una disperazione sorda che “entra nelle ossa” e continua a risuonare anche dopo la chiusura del sipario.
Informazioni pratiche per lo spettacolo Morte di un commesso viaggiatore
Al Teatro Argentina dal 13 al 24 maggio 2026
- Durata: 3 ore più intervallo
- Biglietti: a partire da 27€ con possibilità di riduzioni
- Acquisto biglietti: Sito ufficiale Teatro di Roma
di Arthur Miller
traduzione Masolino D’Amico
regia Carlo Sciaccaluga
con Luca Lazzareschi, Pia Lanciotti
e Sergio Basile, Andrea Nicolini
e con Giovanni Arezzo, Silvia Biancalana, Domenico Bravo, Giovanni Cannata, Michele De Paola, Eletta Del Castillo, Riccardo Livermore, Chiara Sarcona
Crediti
scene Anna Varaldo
costumi Anna Verde
musiche Andrea Nicolini, Leonardo Nicolini
luci Antonio Sposito
aiuto regia Marta Cirello
produzione Teatro Biondo Palermo
fonte immagini: Rossellina Garbo

