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Nel Blu 2026: ricerca e nuove visioni al Teatro Basilica

Nel Blu 2026- locandina ufficiale della rassegna teatrale andata in scena al Teatro Basilica

La IV edizione di “Nel Blu 2026 – Orizzonti della danza contemporanea” si è conclusa al Teatro Basilica di Roma, il 24 maggio 2026, con un appuntamento dedicato alla ricerca coreografica e alla scoperta di nuove voci delle arti performative contemporanee.

La rassegna, curata da Chiara Marianetti e organizzata dal Teatro Basilica insieme al Gruppo della Creta, ha proposto una riflessione sul linguaggio del corpo, sulle sue trasformazioni e sulla sua capacità di raccontare il presente, ponendosi come motore di innovazione artistica. L’ultima giornata è stata dedicata agli studi selezionati attraverso una call realizzata in collaborazione con Orbita Spellbound e PinDoc, offrendo al pubblico l’opportunità di entrare in contatto con opere ancora in fase di sviluppo ma già ricche di spunti artistici e concettuali.

Dettaglio Rassegna Informazioni Chiave
Nome Evento Nel Blu 2026 – Orizzonti della danza contemporanea (IV Edizione)
Data Conclusione 24 maggio 2026
Luogo / Sede Teatro Basilica (Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma)
Studi Coreografici HORIZON / in process; Nei bei sogni vengo ucciso; La Rage

Nel Blu 2026: una rassegna che guarda alla ricerca

Come spiegato da Chiara Marianetti, l’obiettivo della rassegna non è soltanto quello di ospitare spettacoli compiuti, bensì di creare uno spazio di confronto per artisti emergenti e progetti in evoluzione.

La giornata conclusiva ha rappresentato perfettamente questa filosofia: i lavori presentati erano tappe di percorsi creativi ancora aperti, vere e proprie occasioni di dialogo tra performer, operatori e spettatori. Un approccio che ha trasformato il teatro in un luogo di incontro e di sperimentazione, dove il pubblico è stato perfino chiamato a confrontarsi con domande da porre ai performer in merito agli spettacoli portati in scena.

La performer in scena con la marionetta, elemento centrale dello studio “Nei bei sogni vengo ucciso”, presentato nell’ambito di Nel Blu 2026 – Orizzonti della danza contemporanea”
La performer in scena con la marionetta, elemento centrale dello studio “Nei bei sogni vengo ucciso”, presentato nell’ambito di Nel Blu 2026 – Orizzonti della danza contemporanea”

Tre studi, tre modi di leggere il presente

Ad aprire il programma è stato “HORIZON / in process di Nunzia Picciallo“, con dialogo e collaborazione alla drammaturgia di Tita Tummillo De Palo. Il lavoro parte dalla messa in discussione della verticalità come condizione strutturale dominante per esplorare una nuova drammaturgia del corpo, indagando la relazione tra corpo, suono e materia. La ricerca propone un passaggio verso l’orizzontalità, intesa come spazio di esplorazione, vulnerabilità e trasformazione, in cui le posture vengono disarticolate e ripensate. Il corpo diventa così parte di una mappatura sensibile in cui organico e inorganico si ridefiniscono reciprocamente.

A seguire è stato presentato “Nei bei sogni vengo ucciso” del collettivo Amalia Franco, uno studio che ha esplorato il rapporto tra luce, oscurità e immaginazione. Il buio non viene interpretato come semplice assenza, ma come materia viva, uno spazio in cui prendono forma paure, desideri e visioni personali. Tra gli elementi più significativi della ricerca emerge la presenza di una marionetta, che assume un ruolo simbolico all’interno della costruzione scenica e del dialogo con la performer. Particolarmente curata appare anche la dimensione visiva: il costume nero, il cappello e la lunga cascata di fili che cela il volto contribuiscono a creare una figura sospesa tra umano e artificiale, evocando temi legati alla manipolazione, alla costruzione del sé e all’espressionismo corporeo.

Nunzia Picciallo in scena durante “HORIZON : in process”, ricerca coreografica che esplora il rapporto tra corpo, materia e vulnerabilità attraverso la messa in discussione della verticalità
Nunzia Picciallo in scena durante “HORIZON : in process”, ricerca coreografica che esplora il rapporto tra corpo, materia e vulnerabilità attraverso la messa in discussione della verticalità

Il percorso si è concluso con “La Rage” di Cattiva Compagnia, uno studio che affronta il tema della rabbia a partire da una riflessione profondamente contemporanea. La ricerca si interroga infatti sul rapporto che la generazione più giovane intrattiene con questa emozione: da una parte il desiderio di reagire alle contraddizioni, alle disuguaglianze e alle ingiustizie che caratterizzano la società contemporanea; dall’altra il peso di una cultura che continua spesso a considerare la rabbia un sentimento da reprimere o da nascondere. Attraverso il linguaggio del corpo, il lavoro mette in scena questa tensione costante tra impulso e controllo, tra necessità di esprimersi e paura del giudizio sociale. La rabbia emerge così non soltanto come emozione individuale, ma come esperienza collettiva capace di raccontare inquietudini, frustrazioni e desideri condivisi da un’intera generazione.

Nel Blu 2026: il corpo come luogo di fragilità e resistenza

Pur partendo da prospettive differentii, i tre studi hanno condiviso alcuni temi comuni. Il corpo è emerso come principale strumento di narrazione, capace di raccontare vulnerabilità, conflitti interiori e tensioni sociali senza ricorrere necessariamente alla parola, affidandosi interamente alle potenzialità del linguaggio non verbale.

La fragilità è stata uno degli elementi più evidenti dell’intera giornata. Non una debolezza da nascondere, ma una condizione da attraversare e trasformare. I performer hanno mostrato corpi instabili, esposti, a tratti persino vulnerabili, ma proprio per questo capaci di generare nuove possibilità espressive.

In questo senso, la conclusione di “Nel Blu” ha restituito un’immagine della danza contemporanea e della danza d’autore come linguaggio aperto, in grado di affrontare questioni profondamente umane attraverso forme sempre diverse e spesso sorprendenti.

Nel Blu 2026: un dialogo che continua oltre il palcoscenico

Uno degli aspetti più significativi della manifestazione è stata la volontà di prolungare il confronto anche oltre la performance. Attraverso momenti di discussione e scambio, il pubblico ha avuto la possibilità di entrare in contatto diretto con gli artisti e con i processi che hanno dato vita ai lavori presentati.

Una scena di “La Rage” di “Cattiva Compagnia”, studio che indaga il rapporto tra rabbia, conflitto e bisogno di affermazione nella società contemporanea
Una scena di “La Rage” di “Cattiva Compagnia”, studio che indaga il rapporto tra rabbia, conflitto e bisogno di affermazione nella società contemporanea

Questa dimensione partecipativa ha rappresentato uno degli elementi distintivi dell’intera rassegna, confermando la volontà del Teatro Basilica di proporsi non soltanto come spazio di programmazione, ma anche come luogo di crescita culturale e di sostegno alla nuova creatività.

La IV edizione di “Nel Blu” si chiude così lasciando un’eredità fatta di incontri, sperimentazioni e nuove prospettive. Un percorso che ha dimostrato come la danza contemporanea possa ancora essere uno strumento privilegiato per interrogare il presente e immaginare il futuro.

Informazioni utili e contatti della rassegna

La IV edizione di “Nel Blu 2026 – Orizzonti della danza contemporanea” si è svolta presso il Teatro Basilica, in Piazza di Porta San Giovanni 10 a Roma – che negli ultimi mesi ha ospitato numerosi progetti dedicati alla ricerca teatrale e performativa contemporanea, come “Estasi, spettacolo di danza di Gabriella Maiorino”, “Gli altri rivoluzionari, opera drammaturgica contemporanea”, “Disastri, ovvero quel che resta della Compagnia Pilar Ternera” e “Gli italianesi, spettacolo sull’identità e la memoria” -.

La rassegna è stata curata da Chiara Marianetti e organizzata dal Teatro Basilica insieme al Gruppo della Creta.

Per aggiornamenti sulla programmazione e sui prossimi appuntamenti è possibile consultare il portale web del Teatro Basilica di Roma e i canali social ufficiali della struttura.

Fonte delle immagini: Simone Galli

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