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Quartett, la Galleria Toledo riparte con Heiner Müller

Quartett

Recensione di Quartett di Heiner Müller, in scena alla Galleria Toledo di Napoli

Napoli, 11 maggio, zona gialla. Un colore che significa apertura, ritorno alla socialità, alle passeggiate, ai pranzi fuori al sole, alle cene con gli amici. Un colore che significa apertura, ritorno nei musei, e soprattutto ritorno nei teatri. 

E finalmente si rialza anche il sipario della Galleria Toledo di Napoli, spazio culturale di avanguardia e ricerca diretto da Laura Angiulli, che affida la ripartenza al meraviglioso testo del drammaturgo tedesco Henier Müller, Quartett, con la regia di Alessandro Marmorini (11 e 12 maggio).

Questo il primo dei tre spettacoli in cartellone, previsti nella stagione sospesa. Dal 18 al 20 sarà in scena In casa con Claude, thriller psicologico diretto da Giuseppe Bucci; il 23 maggio La conoscenza della non conoscenza.05, performance di danza contemporanea con Adriana Borriello

La mia pelle, indifferente a quale animale lo strumento del suo piacere sia attaccato, mano o artiglio. Quando chiudo gli occhi, siete bello, Valmont. O gobbo, se lo desidero. Il privilegio dei ciechi. Vedono quello che vogliono. L’amore delle pietre.

Due personaggi sulla scena, alle loro spalle due teche e un flusso di parole, fitti monologhi in stile mülleriano che trascinano lo spettatore in una spirale di riflessioni e di rimandi continui all’amore, al tempo, alla vecchiaia, alla morte. 

Due personaggi sulla scena, il visconte Valmont (Roberto Negri) e la marchesa Merteuil (Cristina Golotta), due ex amanti che tra realtà e finzione ordiscono intrighi sessuali, si scambiano di ruolo perdendo e ritrovando di continuo la loro identità, e infine vestono i panni delle loro vittime: una giovane vergine appena uscita dal collegio e una donna virtuosa e tuttavia debole alle tentazioni.

In una situazione claustrofobica, asfissiante, il dialogo diventa l’unica salvezza e la grande prigionia dei due amanti, che rivivono e si rinfacciano le loro colpe, entrambi vittime, entrambi carnefici. 

L’amore è il dominio dei domestici. Mi considerate capace di un impulso così volgare. La felicità suprema è la felicità degli animali. Di tanto in tanto mi è piaciuto usarvi a tale scopo.

Tratto dal romanzo Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos, Quartett porta sulla scena un cruento gioco, un duello in cui Valmont e Merteuil, perduti e annoiati, ingannano il tempo a colpi di perverse fantasie cercando continuamente di sopraffarsi. Un verboso fiume sulla cui sponda resta l’ineluttabilità del destino e l’amara consapevolezza che forse tutta la razza umana potrebbe essere solo il cancro del mondo.

Una ripartenza intensa, interessante che si è conclusa con parole traboccanti di emozione degli attori e gli occhi lucidi degli spettatori distanziati e mascherati. Tutti uniti dalla gioia di essere lì e dalla speranza, stavolta, di restarci.

Fonte immagine in evidenza: Facebook

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A proposito di Rossella Capuano

Amante della lettura, scrittura e di tutto ciò che ha a che fare con le parole, è laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico. Insegna materie letterarie. Nel tempo libero si diletta assecondando le sue passioni: fotografia, musica, cinema, teatro, viaggio. Con la valigia sempre pronta, si definisce “un occhio attento” con cui osserva criticamente la realtà che la circonda.

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