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Eroica Fenice

I grandi imperi del Medioevo

I grandi imperi del Medioevo: recensione del testo

I grandi imperi del Medioevo. Da Costantino, primo imperatore cristiano a Carlo Magno, il padre dell’Europa moderna è un testo scritto dalla storica Barbara Frale per i tipi della Newton Compton editori (nella collana I volti della Storia, saggistica Newton) e pubblicato nel 2018.

I grandi imperi del Medioevo, recensione

I grandi imperi del Medioevo. Da Costantino, primo imperatore cristiano a Carlo Magno, il padre dell’Europa moderna. Il segreto di un potere universale è un testo che vuol proporre, inscrivendosi lungo il corso cronologico della Storia, una riflessione sulle civiltà medievali. L’assunto di partenza che emerge dalla lettura del testo è sintetizzabile attraverso questo concetto: è impossibile interpretare, comprendere e vivere la Storia se non attraverso gli uomini – le civiltà del tempo – che hanno vissuto e “fatto” quella storia; l’autrice stessa sembra dirlo quando accenna, in apertura al testo, a un proprio ricordo legato agli anni di studi specialistici presso la scuola di Paleografia, Diplomatica e Archivistica: «Davanti ai nostri occhi c’era una piccola pergamena, un atto legale scritto con tutte le formule giuridiche di rito, ma sul fondo di quel foglietto membranaceo qualcuno aveva […] cucito un piccolo cilindro di legno. Noi studenti subito ci imbarcammo nella coraggiosa fatica di leggere il testo, di capirne le complesse formule […] il professore ci disse invece che la parte essenziale del documento, quella che conferiva validità al tutto, non era affatto la pergamena con il suo testo bensì il minuto, rozzo e anonimo bastoncino. […] Negli anni a venire, durante le mie ricerche e le varie occasioni d’insegnamento, ho riproposto a chi mi ascoltava l’esempio di quel curioso oggetto […] quel rotolino di pergamena al quale fu cucito un umile legnetto sa parlare dell’incontro tra due culture: da una parte quella romana basata sul diritto, sul concetto di autenticità e i documenti scritti a norma di legge, sulle pratiche dell’amministrazione, su un livello di alfabetizzazione che raggiungeva anche le più infime classi sociali; dall’altra quella germanica, che invece si fondava sulle tradizioni degli antichi trasmesse oralmente come la propria storia, i miti e la religione, e che attribuiva valore solo alla viva parola dell’uomo libero pronunciata davanti al consesso dei suoi pari».

Barbara Frale, dopo un’imprescindibile apertura dedicata all’Antica Roma – madre di ogni forma amministrativa e governativa, in un modo o nell’altro, d’età medievale e oltre – rivolge il suo discorso alle diverse figure storiche che hanno calpestato la polvere dei secoli che va dalla caduta di Roma alla nascita dell’età moderna.

Ma cosa sono le cesure storiche se non – almeno nella maggior parte dei casi – convenzioni degli studiosi?

Barbara Frale sembra seguire questa linea d’osservazione nella misura in cui si rivolge ad una speculazione storico-sociale che fa del continuum il suo principio investigativo; tutto ciò che accade è frutto dell’esperienza del passato ed ogni nuova alba non è che il ritorno del tramonto – sub alia specie – che l’ha generata; così ogni civiltà mutando in se stessa e in divenire ulteriore nasce dalle vestigia di ciò che fu: nessuna cesura netta sic et simpliciter quanto più un continuum lungo un tratto del cerchio del divenire.

Barbara Frale, biografia dell’autrice

Barbara Frale è una storica in servizio presso l’Archivio Segreto del Vaticano. Dopo essersi laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi della Tuscia, con una tesi in storia medievale, ha conseguito il Diploma di specializzazione post lauream in Paleografia, Diplomatica e Archivistica presso la Scuola Vaticana di paleografia, diplomatica e archivistica, il Diploma in Paleografia greca e il dottorato di ricerca in Storia della società europea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Fonte immagine in evidenza: Newton Compton Editore

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