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Cadenze d’inganno, il giallo di Alessandro Sbrogiò | Diastema Editrice

Un giallo che prende le pieghe di un thriller all’italiana, in cui tra le fila di un’orchestra si insinua il sospetto che uno dei musicisti abbia a che fare con la scomparsa di un violoncellista che ha abbandonato misteriosamente i compagni prima di un importante tourneé. Cadenze d’inganno è il primo romanzo di Alessandro Sbrogiò, pubblicato da Diastema editrice.

Sauro Parisi, violoncellista con alle spalle un fallito matrimonio, viene ingaggiato dall’illustre direttore dell’Orchestra di Musica Antica di Venezia, Arthur Weller, per sostituire all’ultimo minuto un membro dell’ensemble, Franco Ferrari, che misteriosamente e senza preavviso ha abbandonato i musicisti alle porte della prima, seguita da un’importante tourneé all’estero. E c’è di più: ad essere suonata sarà la musica di un certo Venanzio Storioni, un gesuita che secoli addietro pare compose un capolavoro della storia della musica e che ora, per la prima volta, potrà ricevere il giusto riconoscimento e la fama meritata. Il nostro protagonista, convinto da una situazione economica in quel momento precaria e dallo stimolo di ricominciare e prendere in mano la sua vita dopo che la moglie Elisa lo ha lasciato per un “vanesio flautista”, suo malgrado accetta, senza però sospettare in alcun modo che quella particolare telefonata è stata solo l’inizio di una serie di accadimenti che, tra sospetti e convinzioni, lo porteranno ad essere la chiave di un’indagine che cambierà tutto.

I titoli di Diastema editrice e l’opera prima di Alessandro Sbrogiò

Così come tutti i titoli di Diastema editrice, editore che con le sue pubblicazioni ha da sempre l’obiettivo di divulgare la cultura musicale anche attraverso la narrativa, anche Cadenze d’inganno è ricco di accenni, che si intersecano sia nella storia che nello svolgimento di essa, alla musica, la vera forza motrice che spinge l’autore Sbrogiò – anch’egli nella realtà musicista – a disfare i fitti intrighi degli eventi e a chiarirli al lettore attraverso proprio Sauro, il risolutore dell’intrigo. Infatti, Sauro nonostante si presenti come un disilluso uomo medio, un po’ mammone, affascinato in più occasioni dalla bellezza delle donne ma inibito a causa della sua passata ma ancora viva relazione finita male, scalfito da una bassa autostima anche nella sua professione di violoncellista, quasi si sentisse incastrato in ciò che la vita lo ha trascinato con passività, riuscirà a riscattare se stesso.

Ciò viene nel libro dimostrato anche da come piano piano la storia prende una diversa piega, cominciando dall’incontro con Lisa, bella bibliotecaria, che lo aiuterà sia nelle indagini per scoprire a cosa è legata la scomparsa di Franco e chi in realtà è Storioni, sia a riaffacciarsi con più fiducia verso l’amore. Lo stesso vale per il rapporto con gli altri personaggi, come i membri dell’orchestra, Weller e i suoi figli Cosimo e Biagio, la giovane e riluttante Fatima, particolarmente scottata dalla scomparsa del violoncellista; o nel rapporto, lontano ma determinante, con la baronessa, una cara amica del direttore e personaggio molto influente nella ricca società veneziana.

In Cadenze d’inganno quindi, il giallo e la vita privata del protagonista si alternano continuamente, tutto vissuto in un atmosfera musicale e viva e soprattutto sotto l’attento sguardo di Venezia, la città che fa da sfondo alla maggior parte della storia; si percepisce l’affetto che l’autore prova verso di essa, oltre a conferire alla narrazione e ai momenti di riflessione di Sauro una vena soffusa di romanticismo che ispira e che, in molte occasioni, addolcisce il cuore tiepido del protagonista.

Ilaria Casertano

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