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Eroica Fenice

Chiara Arrigoni

“Audizione” di Chiara Arrigoni, roulette russe sessuali al TRAM

Palpitante tensione. Sarah e Miguel attendono l’esito di un importantissimo colloquio di lavoro in cui c’è in gioco una importante fetta del loro futuro. Centomila euro la paga per una sola performance. I requisiti? Essere disposti a spogliarsi dei vestiti e di ogni dignità per ricchi annoiati, e non aver nessuna remora a contagiarli con l’HIV. Basato su una triste quanto vera vicenda di cronaca, “Audizione” della compagnia under 30 “Le ore piccole”, è il secondo spettacolo del Trentatram Festival. Dopo 6 maggio 1938, si cambiano completamente registro e tematiche. L’impianto drammaturgico di Chiara Arrigoni si fonda sulle carenze emotive e sulle subdole dinamiche lavorative che caratterizzano le attuali generazioni.

Sarah (Chiara Arrigoni) e Miguel (Andrea Ferrara), ormai svuotati di ogni morale e amor proprio, sono i candidati perfetti per la proposta indecente dello spietato signor T (Massimo Leone), una roulette russa sessuale, un’orgia in cui il vero brivido per i partecipanti sarà la loro presenza. La presenza di un malato in incognita.

In questo gioco perverso, che ricorda la realistica crudezza degli episodi più oscuri di Black Mirror, è possibile individuare tre tipologie umane. I disperati, la cui rabbia e frustrazione viene abilmente sfruttata e incanalata, alimentando una ferina lotta per la sopravvivenza. I facoltosi, uccisi dall’eccessivo benessere, che cercano ad ogni costo una evasione, sinonimo di riscoperta del sentire vitalistico. Tra di loro, tra le due tipologie, si inseriscono le “iene”, chi entrambi sfrutta, mercificandoli di fatto pur di ottenere remunerazione.

“Audizione” di Chiara Arrigoni, la cruda essenza del teatro

La regia di Francesco Toto è estremamente asciutta, cinematografica e attenta ad ogni dettaglio e movimento. Dai certificati medici presenti sul monitor del computer del selezionatore, alle espressioni dei personaggi fuori campo, tutto è stato studiato, rivisto e reso funzionale alla climax emotiva.

Un turbine di emozioni violente ha catalizzato l’attenzione degli spettatori per l’intera durata di uno spettacolo pregno, affascinante e soprattutto senza fronzoli. Privato di paillettes, inutili orpelli scenici, e retoriche, il teatro portato in scena da questa promettente compagnia è vivo, essenziale, efficace. È un teatro povero solo nel budget, ma ricco – ed è una rarità oggi come oggi – nei contenuti.

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