La rappresentazione ITACA, Richiamo Mediterraneo, presentata dall’associazione culturale BABA YAGA TEATRO presieduta dall’architetto e attrice Rosalba Di Girolamo, è andata in scena venerdì 9 gennaio, alle ore 19, nella suggestiva cornice della chiesa di San Severo fuori le Mura a Napoli. L’evento si è svolto nel contesto della rassegna Altri Natali, indetta dal Comune di Napoli.
Origini e ispirazioni letterarie dello spettacolo ITACA
L’architettura artistica di ITACA nasce dalla penna di Rosalba Di Girolamo, supportata dalle musiche del polistrumentista di origine tunisina, ma partenopeo d’adozione, Marzouk Mejri, eseguite alla chitarra e oud da Salvatore Morra.
Sul piano drammaturgico, la pièce ITACA affonda le sue radici in opere di autori del calibro di Predrag Matvejević, José Saramago, Konstantinos Kavafis e Warsan Shire. Attraverso le loro parole, lo spettacolo narra gli incanti e le attrattive magnetiche insite nel nostro multisfaccettato Mar Mediterraneo.
Proprio in virtù di questa sua natura, ITACA sposa perfettamente lo spirito di Altri Natali — il progetto culturale promulgato dal Comune di Napoli per trasformare la metropoli in un palcoscenico diffuso — facendosi portavoce di valori profondi quali integrazione e accoglienza tra gli esseri umani.
Trama e significato di ITACA Richiamo Mediterraneo
ITACA prende le mosse dalla tradizione della favola: tutto ha inizio quando un uomo chiede al suo sovrano una barca per esplorare un territorio sconosciuto. Il suo desiderio è individuare un luogo che abbia il “sapore di casa” e che, al contempo, lo aiuti a pacificare sé stesso.
Da questa premessa onirica si dipana un iter che, mescolando dati reali e spunti magici, trabocca dei profumi della nostra storia e delle civiltà perdute nella notte dei tempi. Il racconto è sostenuto da una performance capace di fondere, tramite la voce narrante, arrangiamenti etnici e ritmi elettronici, in un viaggio sonoro che ripercorre le nostre radici alternando momenti di luce a istanti avvolti dal buio.
Un viaggio che non coinvolge solo gli artisti: insieme a ITACA Richiamo Mediterraneo, infatti, mollano gli ormeggi anche gli spettatori, lasciandosi trasportare tra le onde colorate del nostro mare e le sue incantevoli suggestioni.
Tanti sono i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e, specularmente, altrettanto sorprendenti sono le loro diversità. È un percorso che ci si augura sia lungo, come afferma Rosalba Di Girolamo, snodandosi tra leggende ancestrali e ricette antiche. Emblematica, in tal senso, è la storia del brodo di pietre: una metafora perfetta del Mediterraneo che, pur chiarendone la povertà e le carenze, ne esalta l’encomiabile slancio creativo. Una resilienza che rispecchia la voglia di non arrendersi di chi vive questo mare, compresi quei flussi migratori che, simili agli spostamenti ittici, si muovono costantemente alla ricerca di un luogo idoneo e di un nutrimento migliore.
Temi principali: amore, integrazione e radici mediterranee
ITACA parla dunque di tutti noi. Parla di un immenso amore tra le enormi differenze, di famiglia, di principi e di fonti. L’opera sceglie di evidenziare le somiglianze che trascendono le divergenze, superandole con uno sguardo comprensivo che ha imparato, nei millenni, ad abbracciare un caleidoscopio di sfumature talvolta contrastanti.
Simile a un piccolo ma essenziale taccuino da viaggio, ITACA ci ricorda da dove veniamo e ci indica, forse, dove siamo diretti. Ci suggerisce che non c’è nulla di male nel volersi perdere perché, se avremo la reale volontà di ritrovarci interi e uniti, non saremo mai davvero smarriti.
Un grande plauso va all’idea stessa di ITACA, per i suoi preziosi ideali di solidarietà e per i numerosi spunti di riflessione offerti. Eccezionale, come sempre, la resa attoriale di Rosalba Di Girolamo. Complimenti a tutto il cast.
Produzione e cast tecnico
Dietro la perfetta riuscita della messa in scena si cela il lavoro coordinato di diverse figure professionali che hanno curato ogni dettaglio della produzione:
- Flavio Di Fiore alla direzione di produzione;
- Angela Grimaldi alla direzione tecnica;
- Mattia Tammaro alla cura dei social media;
- Nunzia Esposito per il progetto fotografico.
Fonte immagine Ufficio stampa

