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Eroica Fenice

Jamais Vu, quando l'oblio può essere una benedizione

“Jamais Vu” del Collettivo Lunazione, quando l’oblio può essere una benedizione

Jamais Vu è in scena al teatro TRAM di Napoli fino a domenica 6 maggio. L’amnesia è un fenomeno contrario al deja vu e può spaventarci davvero. Cosa accadrebbe se improvvisamente dimenticassimo un momento importante, un ricordo fondamentale per la nostra esistenza? Il soggetto di Eduardo Di Pietro prodotto dal Collettivo Lunazione mostra allo spettatore la disarmante conseguenza di un jamais vu (contrario di deja vù) e i benefici che il “non ricordo” può arrecare alla nostra esistenza.

L’oblio come conseguenza delle azioni immorali

Si sa, rapinare la Banca Nazionale è un’impresa ardua che non si può certamente realizzare senza conseguenze. Lo sanno bene i quattro rapinatori protagonisti di Jamais Vu. Stretti nelle loro camicie bianche sporche di polvere e sudore, i terroristi dell’ultima ora si intrufolano nella banca per dare un senso alla vita che li ha traditi. Ma l’imprevisto è dietro l’angolo. Dopo il furto i rapinatori diventano vittime di una amnesia collettiva e, in un claustrofobico rifugio, subiranno tutte le conseguenze del “non ricordo”. Il lume della memoria (raffigurato da una lampadina posta al centro del palco) passa di mano in mano, splendendo attraverso una luce opaca ma sempre vivida. Chiusi in una stanza i quattro saranno costretti a fare i conti con i loro ricordi e con un passato che gli morde l’anima. “Ricorda che noi siamo solo quello che costruiamo” si ripete il più disgraziato tra loro. Lo sforzo impiegato per ricordare ciò che è accaduto in seguito alla rapina si trasforma presto in una seduta collettiva di psicoanalisi.

Le luci blu che splendono ad intermittenza simulano il vuoto in cui può ricadere la mente. Il ricordo del Bene non è più un vero Bene, il Male invece è reale. Il denaro è solo un vile mezzo. Quando la società ti mette da parte l’amarezza diventa la tua unica compagna. “Ricordare è importante ma dimenticare lo è di più. Solo così si può tornare a vivere”. Questo è il messaggio principale di Jamais Vu, uno spettacolo incentrato sull’importanza della coscienza e della memoria che la custodisce. “Sono anni che scappiamo dai ricordi. L’amnesia è una benedizione”. L’espropriazione per la libertà, simboleggiata da una avventurosa rapina alla Banca Nazionale, diventa così lo specchio di una redenzione personale e collettiva concessa dalla cancellazione dei ricordi.

In Jamais Vu la comicità si mescola alla riflessione

Si ride, si piange, si riflette seduti davanti al palco. La recitazione di Eduardo Di Pietro, Giulia Esposito, Vincenzo Liguori, Gennaro Monforte e Laura Pagliara è una rappresentazione scenica delle varie tipologie di “scarti della società contemporanea”. Donne e uomini che si sono sentiti traditi dall’esistenza, dai sogni che hanno coltivato e che rappresentano il motore della loro vita. La comicità delle battute è espressa attraverso fraseggi in dialetto napoletano e intrecci e incomprensioni di parole. La riflessione si mescola alla risata in un continuum dinamico e coinvolgente. I colpi di scena sorprendono lo spettatore confondendogli le idee. L’immedesimazione è necessaria e la spinta emotiva ci permette di comprendere quanto possa essere concreta la possibilità di una sorte avversa.

Cosa accadrebbe se anche noi arrivassimo ad essere disperati come i quattro rapinatori di Jamais Vu?

Quali sarebbero le nostre reazioni in seguito ad una amnesia paralizzante?

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