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Eroica Fenice

La notte poco prima delle foreste

La notte poco prima delle foreste, Pierfrancesco Favino incanta il Bellini

Sanremo 2018. Un’edizione non certo indimenticabile trova il suo punto in una voce. Non è quella di un cantante ma di un attore, di quelli bravi, di quelli italiani, quindi, come vuole un malcostume tutto nostrano, sottovalutati, e che finiscono coll’essere noti al grande pubblico più per le pubblicità che li vedono protagonisti che per il talento. Una sola luce illumina il palco dell’Ariston mentre Pierfrancesco Favino mette a nudo con una polifonia di voci e gesti il concetto di straniero.

Quel monologo, tratto da La Notte poco prima delle foreste di Bernard-Marie Koltès, è solo un frammento di un racconto estremamente complesso e che il pubblico del Teatro Bellini ieri sera ha potuto finalmente apprezzare nella sua cruda interezza. Un testo, quello del drammaturgo e regista francese, che fa della profonda ed empatica analisi della condizione di estraneità della società e dei frettolosi modelli in cui essa cristallizza il pensiero il suo punto di forza. Un marasma di aneddoti e personaggi che si sfiorano, sovrappongono, spingono come atomi impazziti e la cui gestione drammaturgica, nella forma del soliloquio, sarebbe stata estremamente complessa per chiunque. Ma non per Pierfrancesco Favino. L’attore romano è riuscito a ipnotizzare la platea con un arcobaleno mimico ed emozionale, sfruttando al meglio il palco e il disegno luci di Marco D’Amelio. I complimenti, comunque, vanno divisi anche con Lorenzo Gioielli è riuscito nell’impresa di rendere, attraverso i movimenti dell’attore, dinamico uno spazio scenico privo di scenografia

La notte poco prima delle foreste, uno spettacolo difficile da raccontare

Bisognerebbe stare dall’altra parte senza nessuno intorno, amico mio
quando mi viene di dirti quello che ti devo dire, stare bene tipo sdraiati sull’erba, una cosa così
che uno non si deve più muovere con l’ombra degli alberi.
Allora ti direi: ‘qua ci sto bene, qua è casa mia, mi sdraio e ti saluto’.
Ma qua, amico mio, è impossibile, mai visto un posto dove ti lasciano in pace e ti salutano.

Lo scrosciare della pioggia, il disperato tentativo di fare amicizia con altro e nel contempo l’incapacità di lasciarlo parlare, perché il silenzio è stato troppo a lungo l’unica soluzione. L’amore fugace, nel bel mezzo di un ponte, e quello che diventa frustrante dannazione. Il sesso, sempre e comunque con la valigia in mano e l’assordante mormorio dei nemici in sottofondo.
Le risate, quelle alle spalle, e il non sentirsi mai a casa, sentirsi costantemente in quella stanza di hotel con a malapena i soldi di un caffè in tasca.
La notte poco prima delle foreste è uno spettacolo che vuole fornire risposte, fomentando piuttosto riflessioni e dubbi sulla responsabilità che ognuno di noi ha, in quanto essere umano, verso l’altro. Difficile spiegarlo e raccontarlo, meglio viverlo nella sua violenta e inconcludente drammaticità.

Foto di Fabio Lovino


La notte poco prima delle foreste
Teatro Bellini, dal 26 febbraio al 4 marzo

Orari: feriali ore 21:00, sabato ore 17:30 e 21:00, domenica ore 18:00, lunedì 4 marzo h. 17:30

Prezzi: da 14€ a 32€, Under29 15€

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