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Eroica Fenice

Robert Wilson e il suo Oedipus visionario e d'avant-garde

Robert Wilson e il suo Oedipus visionario e d’avant-garde

Il regista statunitense Robert Wilson porta in scena Oedipus, rivisitazione in chiave contemporanea della tragedia greca di Sofocle, basata sull’atavico conflitto padre/figlio e sull’amore incestuoso del figlio nei confronti della madre. Dopo il debutto in prima assoluta al Pompeii Theatrum Mundi è il turno del Teatro Mercadante in cui, dal 9 al 20 gennaio, Edipo, Laio e Giocasta rivivono il loro dramma predetto da Tiresia, l’indovino cieco che vede più degli altri, accecati dalla brama di potere e dalla passione.

Robert Wilson rivisita l’Oedipus in chiave sperimentale

Edipo viene abbandonato dal padre Laio, re di Tebe, in seguito alla predizione dell’oracolo di Delfi, il quale gli aveva preannunciato la nascita di un erede che ne avrebbe causato la morte, sposando la madre Giocasta e provocando la rovina della sua stirpe. Tuttavia niente sembra arrestare il corso del destino che, ineluttabile, piomberà come una maledizione su Edipo, che resosi conto di aver compiuto un parricidio e un matrimonio incestuoso, si accecherà per il dolore e per la vergogna.

Il regista cattura in modo ipnotico l’attenzione dello spettatore, con effetti scenici e sonori magnetici, inconsueti e talvolta disturbanti, il cui scopo è quello di trasmettere una sensazione di straniamento e spaesamento, data l’assenza di una trama che segue una linea cronologica. Le cinque parti di cui si compone la tragedia sono infatti “a specchio”, per cui la prima riflette la quinta e la seconda la quarta, con al centro la terza parte in cui avviene il matrimonio, punto cruciale per la successiva escalation di drammaticità. Il ritmo incalzante della pièce è accentuato dalle voci in diverse lingue che accompagnano l’azione e che rendono universale il tema del complesso di Edipo. Di impatto le coreografie, realizzate utilizzando specifici materiali come rami secchi e rami verdi, lastre di metallo, sedie pieghevoli e assi di legno.

Robert Wilson e la sua lettura allegorica della contrapposizione luce/ombra

Oedipus inizia a sipario aperto, con al centro della scena una luce abbagliante, davanti alla quale si staglia la sagoma scura di Edipo che, sempre più vicino al disco solare, si acceca, poiché la vista dello scempio compiuto è diventata insopportabile. Robert Wilson gioca molto sul contrasto luce/ombra, vista/cecità, evidenziandone il senso allegorico: Edipo si propone di far luce sull’assassinio di Laio per liberare Tebe dalla pestilenza. Ma sarà capace di sopportare la luce quando questa infine farà luce su di lui? Sarà capace di confrontarsi con il suo passato, con le sue origini? Come il veggente cieco Tiresia sentenzia: fino a che Edipo avrà la vista, lui sarà cieco. Quando inizierà a vedere la verità, egli si accecherà. Siamo noi in grado oggi di guardare la verità?

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