Sabato domenica e lunedì, la famiglia secondo De Filippo

La bella scenografia di Sabato domenica e lunedì (foto di Tommaso Le Pera)

Torna al teatro Argentina di Roma, dopo quasi 25 anni di assenza dal palcoscenico, la commedia di Edoardo De Filippo Sabato domenica e lunedì, un affresco familiare che si svolge nell’arco di tre giorni, tra cucina, tensioni e riconciliazioni, sempre attuale e rappresentativo delle delicate relazioni in famiglia.

La famiglia Priore e il rituale del ragù

È sabato e la scena si apre sulla bella cucina di una famiglia napoletana dove la padrona di casa, Rosa Priore, egregiamente interpretata da Teresa Saponangelo, si accinge a preparare il ragù della domenica. Non è solo una ricetta: è un rito tramandato di madre in figlia, simbolo di appartenenza e orgoglio familiare. Ma oltre agli ingredienti eccellenti e al procedimento impeccabile che donna Rosa conosce alla perfezione, per preparare il ragù perfetto ci vuole amore, attenzione e pazienza, proprio gli stessi elementi che servono per mantenere una famiglia unita e i rapporti tra familiari distesi. Sin dalle prime battute si nota, invece, che il clima domestico non è dei più sereni. Tra moglie e marito ci sono diversità di vedute, piccoli screzi, tensioni e disattenzioni che probabilmente potremmo considerare normali in una coppia di mezz’età.  Anche i rapporti con i figli non sono semplici: il giovane rampollo di casa sembra avere un rapporto difficile sia col padre che con la madre, mentre la figlia dà ai genitori qualche preoccupazione circa le scelte future.

Nulla di preoccupante, nulla che non accada anche nelle migliori famiglie, con l’attenuante che questa è una grande famiglia allargata dove ci sono: Rocco, Roberto e Giulianella, i tre figli, oramai adulti, presi dalle loro vite, Antonio Piscopo, un padre piuttosto anziano e malandato, Raffaele, un fratello esuberante, Zia Memè, una sorella colta ed emancipata con figlio non autosufficiente, una nuora, un fidanzato e l’immancabile servitù. Un microcosmo fatto persone che vivono sotto lo stesso tetto, ognuna con le proprie peculiarità ed esigenze, che però tutte le domeniche si ritrova attorno allo stesso tavolo e, gustando un ottimo piatto di ziti al ragù, celebrano l’essere famiglia.

Il conflitto e il potere del dialogo

La distanza fisica ed emotiva di Rosa e Peppino Priore (foto di Tommaso Le Pera)
La distanza fisica ed emotiva di Rosa e Peppino Priore (Foto: Tommaso Le Pera)

Ma questa domenica è diversa: in un crescendo di malumore, mezze parole e borbottii insofferenti, Peppino Priore, nella perfetta interpretazione di Claudio di Palma, esplode in una scenata di gelosia denunciando davanti a tutta la famiglia una tresca tra Rosa e il vicino, il ragionier Ianniello, invitato a pranzo con la moglie. È la fine, non solo del pranzo bruscamente interrotto, ma di tutto il sistema famiglia che si reggeva su una rete di relazioni strettamente interconnesse e che viene messo fortemente sotto stress. E poi è lunedì: Peppino riconosce l’enorme sbaglio che ha fatto, cerca finalmente il dialogo con la moglie, le confida i propri pensieri e la coppia, in un momento di grande tensione emotiva, si ritrova in una rinnovata armonia.
La riappacificazione, inizialmente intima, diventa gioia corale che si irradia a tutta la famiglia, ricucendo tutti i rapporti incrinati tra i vari componenti.

Sabato, domenica e lunedì: La via d’uscita e il nuovo inizio

Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma(foto di Tommaso Le Pera)
Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma (foto: Tommaso Le Pera)

Questa commedia celebra la forza della famiglia come comunità che si sostiene nei momenti difficili: figli che aiutano i genitori, fratelli che si supportano, genitori che tornano a essere figli. Tutti, sotto lo stesso tetto, cambiano ruolo come si cambia un cappello. Ma il messaggio più potente di De Filippo è l’ invito al dialogo come chiave di volta di tutti i rapporti. La conflittualità latente tra marito e moglie è frutto della loro incapacità di comunicare, il loro isolamento emotivo è una prigione che si sono costruiti a furia di silenzi e di “ingoiare il rospo”. Le incomprensioni, che potrebbero essere superate facilmente quando sono piccole e appena nate, diventano col tempo macigni sul cuore e fratture che scavano tunnel interiori, dove l’amore fatica ad entrare.

I piccoli crimini coniugali, come direbbe Eric-Emmanuel Schmitt, minano la stabilità della coppia, il rancore che ognuno si porta dentro sgretola piano piano le basi su cui si era costruita una vita intera. Per fortuna Rosa e Peppino, questa volta, trovano la via d’uscita, riescono ad aprirsi al dialogo, si confessano nelle loro piccolezze, nelle paure, nell’orgoglio ferito e si riconfermano quell’amore che non avevano mai perso.

E la vita riprende, anzi come dice Rosa, con immancabile ottimismo: «Tutto comincia adesso».

Sabato, domenica e lunedì: dettagli spettacolo

Sabato domenica e lunedì, dal 25 novembre 2025 al 4 gennaio 2026 al Teatro Argentina di Roma

Commedia in tre atti di Eduardo De Filippo. Regia Luca De Fusco Scene e costumi Marta Crisolini Malatesta, luci Gigi Saccomandi, aiuto regia Lucia Rocco, foto di Tommaso Le Pera.

Con Teresa Saponangelo, Claudio Di Palma e con Pasquale Aprile, Alessandro Balletta, Anita Bartolucci, Francesco Biscione, Paolo Cresta, Rossella De Martino, Renato De Simone, Antonio Elia, Maria Cristina Gionta, Gianluca Merolli, Domenico Moccia, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Serra, Mersila Sokoli

Fonte immagini: Ufficio Stampa

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