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Eroica Fenice

Sala Assoli, il trentennale

A volte, il coraggio diventa un grido.
Capita di ritrovarsi davanti qualcosa la cui natura profonda sia di per sé un urlo a squarciagola diretto a qualcosa.
Magari ad una realtà artistica decadente o l’infognarsi di un quartiere nell’oscurità della propria anima o la mancanza di strutture adeguate per chi non vuole smettere di sognare.
La Sala Assoli ai Quartieri Spagnoli, adiacente al Teatro Nuovo, è un eco culturale imponente da oltre un quarto di secolo e non sembra che le sue onde sonore siano destinate ad abbassarsi.
Trent’anni di attività in cui si sono stati dati spazio e opportunità alla Napoli artistica e non solo, portando in scena alcuni tra i più grandi interpreti, registi della nostra contemporaneità internazionale e lasciandogli occasioni di crescere e maturare al suo interno.
Nata da una sinergia tra il Teatro Nuovo/Il carro di Annibale Ruccello, Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller, Teatro Studio di Caserta di Toni Servillo e Falso Movimento di Mario Martone nel 1985, la Sala Assoli presenta per la sua “stagione di festa”, fatta su misura per festeggiare il trentannale, con un cartellone vario e di grande qualità.
Spettacoli, incontri e proiezioni sono l’arma con cui la Sala intendere continuare a portare avanti la sua lotta all’incultura e ad un possibile affievolimento del teatro e dell’arte sul terreno napoletano.


Sala Assoli, tra passato, presente e necessario futuro


A presentare la programmazione ci sono Angelo Curti, presidente Teatri Uniti, Angelo Montella, Direttore Artistico trentennale, Igina Di Napoli, presidente Associazione Assoli, coadiuvati da Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Vengono fuori tanti nomi di valore da questa scaletta, tra cui Mario Martone, Davide Iodice, Sergio Longobardi, Alessandra Cutolo, Gaetano Di Vaio e molti altri ancora. Proprio a Martone va il compito di aprire le danze della stagione, con “Teatro di Guerra”, che verrà proiettato domenica 27 settembre, che continuerà fino agli inizi di Gennaio 2016, chiudendo con “L’Isola di Arturo” di Iaia Forte.
Non c’è stata una vera e propria presentazione su quel palco calcato da tanti valevoli artisti, piuttosto un incontro, un piacevole ritrovarsi tra amici. Abbiamo avuto l’occasione tutti di osservare un momento assai prezioso, quello in cui rivangato il passato, si tirano i fili della propria esistenza e si fa la conta dei successi e fallimenti, consuetudine di ogni compleanno che si rispetti.
Ci si ricorda cosa si è fatto e ci si chiede quanto ancora lontano sarà possibile arrivare, in quest’epoca che sembra proiettata nel “domani” senza cogliere l’importanza del “ieri” per la qualità del futuro.
Dal canto suo, l’assessore Nino Daniele assicura, facendosi vece anche del sindaco De Magistris, un totale appoggio alla struttura e ai suoi gestori, elogiandola col termine di “istituzione consacrata”.
Un teatro sociale da tenere vivo e da aiutare, anche attraverso la Tessera Sostenitori che permette l’accesso garantito a tutti gli spettacoli.

Quel che veramente conta di questo cartellone non è la sua qualità, sicuramente elevata, ma il messaggio che esso trasmette al popolo e a chi tiene gli occhi sulla Sala Assoli, baluardo culturale contro la tempesta dell’ignoranza. Ovvero che, nonostante tutte le difficoltà che si possano incontrare sul cammino, l’arte e i suoi discepoli non sono destinati a scomparire e che i suoi figli più degni sanno accorrere al momento giusto, quando la loro “madre Napoli” ne ha più bisogno.
Poiché non è solo un caso se come simbolo di tutti noi viene sempre in mente il Vesuvio, testimonianza della cultura campana e della sua reale forma. Una fiamma che non si spegne mai.

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