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Satyricon al Teatro Arcobaleno | Recensione

Satyricon al Teatro Arcobaleno

Venerdì 22 novembre, è andata in scena la prima di Satyricon al Teatro Arcobaleno di Roma, dal romanzo di Petronio, regia di Francesco Polizzi. L’opera sarà rappresentata a Teatro fino a domenica 7 dicembre.

Satyricon al Teatro Arcobaleno: la trama e i protagonisti

Satyricon è un capolavoro della letteratura latina e presenta una sequenza di storie, personaggi e parodie che mescola tutte le classi sociali che componevano la società romana nel I secolo d.C. Tra divinità e popolo, filosofi e prostitute la trama restituisce allo spettatore un fedele intreccio tra melodramma e farsa, un affresco che parla di una civiltà sull’orlo della decadenza che ricorda molto da vicino la nostra. 

La storia, che si sviluppa tra recitazione e musical accompagnata dalla musica di Franco Accascina, segue le vicende del giovane Encolpio, uno studente di storia e filosofia interpretato da Giuseppe Coppola, il quale insieme al suo amico e compagno di avventura Ascilto e al servo Gitone, interpretati da Andrea Lami e Greta Polinori, nel tentativo di raggiungere la Sicilia arrivano a Capua dove verranno coinvolti in numerosi episodi di natura satirica, erotica e grottesca.

Satyricon al Teatro Arcobaleno
Trimalcione

I sentimenti di gelosia, rabbia e disorientamento fanno da protagonista in Satyricon e il regista in questa versione gioca nell’alternare vicende puramente edonistiche come il famoso banchetto di Trimalcione, interpretato dal maestro Francesco Polizzi, dove i protagonisti si abbandonano ai desideri fisici e terreni ad altri episodi dove fa da padrone il discorso filosofico sulla ricerca della verità che da sempre attanaglia l’uomo, la conclusione dell’opera resta molto vaga e aperta ad interpretazioni ma ci restituisce quel senso di confusione tipico della società romana dell’epoca. 

Satyricon: un’opera attuale 

Ciò che caratteristica la rappresentazione di Satyricon al Teatro Arcobaleno nella versione del regista Francesco Polizzi è il grande senso di attualità che gli argomenti ricoprono.

La divisione netta della società in classi sociali fa luce su come sin dall’epoca degli antichi romani il mondo sia diviso tra chi può permettersi alcuni privilegi di ordine economico e sociale e chi invece è costretto a sottostare alle decisioni di chi ha il potere e rinunciare alle proprie ambizioni, la società è caratterizzata da una sostanziale staticità dove chi detiene il potere riesce a mantenerlo e rinnovarlo mentre chi parte da una situazione sociale svantaggiata difficilmente è in grado di emanciparsi, è il caso dello schiavo Gitone che nonostante la sua scaltrezza è costretto a vivere di espedienti e non otterrà mai la libertà desiderata.

La superbia e il desiderio di apparire ancor prima di essere, sono altri temi caratteristici di Satyricon. La figura di Trimalcione incarna alla perfezione l’uomo dei nostri tempi, oggi come all’epoca dell’imperatore Nerone viviamo in un’epoca dove l’apparenza è più importante della realtà, la forma è più importante del contenuto. Dietro il volto di chi si professa felice e soddisfatto del proprio tenore di vita spesso si celano insoddisfazione e solitudine, è proprio il caso di Trimalcione, il quale solo sul punto di morte si rende conto di come abbia riempito la sua vita di false amicizie e di persone che si sono approfittate della sua generosità.

Prossimi appuntamenti al Teatro Arcobaleno

La Mandragola di Niccolò Macchiavelli, dal 12 al 21 dicembre – adattamento e regia di Nicasio Anzelmo 

C’era una volta il Night Club, dal 27 dicembre al 4 gennaio – scritto e diretto da Alessandro Cavaruso

Fonte immagini: Ufficio Stampa Maurizio Quattrini

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