Storia del teatro greco, la società è di scena

Storia del teatro greco

Il teatro greco rappresenta uno dei pilastri della cultura occidentale, un’eredità che continua a influenzare il mondo dello spettacolo e della letteratura. La sua storia è profondamente intrecciata con quella della polis di Atene, dove il teatro non era semplicemente un intrattenimento, ma un elemento fondamentale della vita civica e democratica.

Caratteristiche e generi del teatro greco

Genere Caratteristiche principali Autori di riferimento
Tragedia Temi mitologici, destino ineluttabile, catarsi, linguaggio elevato. Eschilo, Sofocle, Euripide
Commedia Satira politica e sociale, personaggi contemporanei, lieto fine. Aristofane, Menandro
Dramma Satiresco Parodia mitologica, coro di satiri, funzione di alleggerimento. Euripide (Il Ciclope)

Le origini del teatro greco: da Dioniso all’età classica

Il periodo di maggiore fioritura del teatro greco si colloca nel V secolo a.C., durante l’età classica. Sotto la guida di Pericle, Atene visse un periodo di grande prosperità economica e sociale, diventando un centro culturale di primaria importanza che attirò poeti, artisti, filosofi e intellettuali. Ma le radici del teatro greco affondano nel VI secolo a.C., quando il leggendario tragediografo Tespi, con il suo “carro”, considerato la prima compagnia teatrale itinerante, presentò il suo primo spettacolo durante la sessantunesima Olimpiade (535-532 a.C.).

Secondo le fonti antiche, Tespi introdusse innovazioni fondamentali: il prologo, la maschera e, soprattutto, il primo attore (l’hypokritès), che dialogava con il coro. Prima di Tespi, le rappresentazioni consistevano in canti corali (il ditirambo), eseguiti durante le processioni in onore di Dioniso, dio del vino e dell’ebbrezza.

La struttura del teatro greco: il Teatro di Dioniso e l’architettura teatrale

Nel V secolo, il teatro greco divenne un’istituzione, con la costruzione di edifici specifici: i teatri (theatron, “luogo da cui si guarda”). Il più famoso è il Teatro di Dioniso, situato sull’Acropoli di Atene. La struttura comprendeva l’orchestra, uno spazio circolare per attori e coro; la skené, un edificio scenico in legno dipinto; il theologeion, una pedana per le apparizioni divine; e la mechanè, una gru per sollevare gli attori. La cavea, con gradinate semicircolari, ospitava il pubblico. L’ekkyklema era una piattaforma mobile per mostrare scene interne.

Il teatro greco come istituzione democratica e strumento educativo

Per i cittadini ateniesi, il teatro era un’esperienza profondamente diversa dalla nostra. Non era un semplice svago, ma un rito civico e religioso, un evento collettivo che coinvolgeva tutte le classi sociali. I poeti, o autori teatrali, avevano un compito educativo: formare i cittadini della polis. Pericle rese il teatro accessibile a tutti, istituendo un fondo (il theōrikón) per pagare l’ingresso ai meno abbienti. Il teatro era quindi un’espressione della democrazia ateniese.

Le Grandi Dionisie e le Lenee: le feste del teatro greco

Gli spettacoli si tenevano durante festività, come le Grandi Dionisie (marzo-aprile), con gare tra tragediografi, e le Lenee (gennaio-febbraio), dedicate alle commedie. Una giuria selezionata decretava i vincitori.

La tragedia greca: significato, struttura e i tre grandi tragici

La tragedia (da trágos, “capro”, e ádo, “canto”) deriva dagli antichi riti dionisiaci. Aristotele, nella sua Poetica, ne descrive l’evoluzione dal coro al dialogo, con l’introduzione del corifeo e di più attori. Il metro utilizzato divenne il trimetro giambico. La tragedia mette in scena eventi che volgono al tragico, basandosi su mimesi (imitazione della realtà) e catarsi (purificazione emotiva). Lo spettatore prova pietà e paura, identificandosi con i personaggi.

Eschilo e la hybris: la colpa e la giustizia divina

Eschilo, considerato il padre della tragedia, introdusse il secondo attore. Nelle sue opere, come i Persiani (unica tragedia storica pervenutaci, che narra della sconfitta di Serse a Salamina) e il Prometeo incatenato (dove Prometeo è punito da Zeus per aver donato il fuoco agli uomini), domina il tema della hybris, la tracotanza umana punita dagli dèi, garanti di giustizia.

Sofocle: il destino e la legge nella tragedia greca

Sofocle introdusse il terzo attore e ridusse il ruolo del coro. I suoi personaggi, come Edipo nell’Edipo Re (che, cercando di sfuggire al destino, finisce per uccidere il padre e sposare la madre) e Antigone nell’Antigone (che si ribella alle leggi di Creonte per seppellire il fratello), sono segnati da un destino ineluttabile e da conflitti tra leggi divine e umane.

Euripide: l’umanità e la crisi della polis nel teatro greco

Euripide, più vicino alla sensibilità moderna, presenta personaggi tormentati e in crisi, come Medea (che uccide i figli per vendicarsi di Giasone). Utilizza spesso il deus ex machina e introduce elementi comici, come nell’Alcesti.

Il dramma satiresco: la comicità dopo la tragedia greca

Anche dramma satiresco è importante per la storia del teatro greco, con il suo coro di satiri, aveva una funzione comica e di alleggerimento dopo le tragedie. L’unico esempio completo è Il Ciclope di Euripide, parodia dell’episodio dell’Odissea di Omero.

La commedia greca: evoluzione e critica sociale

La commedia (da komos, “baldoria”, o kóme, “villaggio”) deriva da riti di fertilità. Si divide in commedia antica, di mezzo e nuova. Le maschere erano grottesche e c’era interazione con il pubblico. La commedia greca, a differenza della tragedia, prendeva di mira personaggi contemporanei e criticava la società.

Aristofane e la satira politica nel teatro greco

Aristofane, esponente della commedia antica, denuncia la guerra (Gli Acarnesi, La Pace, Lisistrata) e critica figure come Euripide (Le Rane) e Socrate (Le Nuvole), rappresentato come un sofista imbroglione.

Menandro: la commedia nuova e il teatro dell’individuo

Menandro, esponente della commedia nuova (età alessandrina), si concentra sull’individuo e sulla vita quotidiana, abbandonando la satira politica. Il misantropo presenta personaggi tipo (il vecchio brontolone, i giovani innamorati, il servo astuto) e temi come l’avarizia e l’amore.

L’eredità del teatro greco: influenza sul teatro romano e occidentale

Il teatro greco ha avuto un impatto enorme sulla cultura occidentale. Ha influenzato profondamente il teatro romano, con autori come Plauto e Terenzio che si ispirarono alla commedia nuova di Menandro. I modelli, le tecniche, i generi (tragedia e commedia) e persino i personaggi del teatro greco sono stati ripresi e rielaborati nel corso dei secoli, dal Rinascimento al teatro contemporaneo. Concetti come la catarsi aristotelica continuano a essere oggetto di studio e dibattito. L’architettura stessa dei teatri moderni, con la loro struttura a emiciclo, deriva direttamente dai teatri greci.

Immagine di copertina per l’articolo sulla storia del teatro greco: Pixabay

Articolo aggiornato il: 31/12/2025

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A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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