Wonder Woman di Antonio Latella al Nuovo | Recensione

Wonder Woman di Antonio Latella al Nuovo | Recensione

Continua la stagione 2025/2026 del Teatro Nuovo di Napoli: il 20 e il 21 gennaio va in scena Wonder Woman di Antonio Latella.

Scheda dello spettacolo Wonder Woman

Dettaglio Informazione
Titolo Wonder Woman
Regia Antonio Latella
Drammaturgia Antonio Latella e Federico Bellini
Date e Luogo 20 e 21 gennaio, Teatro Nuovo (Napoli)
Ispirazione Fatto di cronaca del 2015 (caso “Vichingo”)
Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa

Succede un fatto di cronaca: nel 2015, una giovane di origini peruviane viene stuprata da un gruppo di circa quattro ragazzi. A essere accusata è lei, dalla gogna mediatica, sulla quale viene gettata senza precauzioni, ma soprattutto dalle istituzioni, che l’accusano di non essersi fermata in tempo, di non avere evitato la circostanza, di essersi probabilmente inventata tutto perché, in fin dei conti, ha un aspetto troppo “mascolino” affinché sia credibile. “Vichingo”, la soprannominano. Sembra il nastro di una storia già vista, parole ripetute fin troppe volte. Eppure, Wonder Woman di Antonio Latella ne coglie la problematica profonda offrendo al pubblico una pièce cruda, lucida e quanto mai attuale.

Wonder Woman di Antonio Latella al Nuovo | Recensione
Le attrici interpretano Wonder Woman

Non soltanto un’eroina dei fumetti, ma un’Amazzone costretta a combattere

La Wonder Woman di Antonio Latella non è soltanto l’immagine dei fumetti di William Marston. L’eroina, creata dal regista insieme a Federico Bellini, è un’Amazzone che subisce una violenza, pronta poi a denunciarla per fare in modo che venga fuori la verità dei fatti nonostante un lungo e svilente calvario di pregiudizi e accuse a dir poco assurde. È una donna fatta della stessa carne e delle stesse ossa di altrettante donne vittime non soltanto dell’ennesimo stupro, quanto di un sistema patriarcale che non le tutela. Perciò, il potere che la contraddistingue è insito in quel suo grido di dolore e rabbia contro un mondo che la disconosce e la violenta più volte, nel fisico, nell’intimo, nella propria identità, nel diritto di giustizia come qualunque altro cittadino.

Interpretata da Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara e Beatrice Verzotti, la Wonder Woman di Antonio Latella vomita frasi e fatti a ripetizione, in una cantilena estenuante e necessaria: «il testo diviene quasi un nastro di registrazione che di continuo si arresta e si riavvolge per tornare al punto di partenza, accettando e raccogliendo in sé anche le contraddizioni che caratterizzano quasi ogni deposizione, in un contesto anche sociale dove la ricerca della verità, più che promossa, pare piuttosto scoraggiata o strumentalizzata» – si legge nella sinossi. E in questo fiume in piena ormai inarrestabile, viene posta sotto accusa anche un’intera collettività di omertosi, inerti davanti alla spettacolarizzazione ridicola di un dolore autentico.

Wonder Woman di Antonio Latella al Nuovo | Recensione
Wonder Woman denuncia le ingiustizie del patriarcato

Wonder Woman di Antonio Latella: quando il teatro si fa ricerca di forme

Il lavoro teatrale segue un tipo di regia che si muove tra sperimentazioni, ricerca di forme altre rispetto a quelle canoniche da palcoscenico, tra accostamenti di suoni e di visioni. La collettività del lavoro sta nell’unione tra le individualità: Wonder Woman di Antonio Latella si divide tra quattro donne, ognuna con la propria interpretazione, eppure si ritrova in loro come un’unica entità multiforme. È un punto sempre molto forte nelle rappresentazioni del regista, ovvero la capacità di connettere le prospettive, restituendo così la responsabilità di un fondamentale senso comunitario del teatro.

Allora, la questione sta nel richiedere al pubblico di aderire emotivamente ma anche di prendere una posizione. Il teatro diventa uno spazio politico e sociale, civile, in cui la narrazione di fatto, nonché quattro singole individualità, assumono i tratti di una ferita aperta da curare. Wonder Woman di Antonio Latella non semplifica: piuttosto, crea una scena tanto esposta nella sua essenzialità quanto insistente nell’essere guardata, vissuta. Al calare del sipario, resta non l’idea di un’eroina invincibile bensì la consapevolezza di un circuito che continua a fallire le sue vittime. Resta una riflessione senza alibi sul presente, l’esigenza di chiamarsi a rispondere.


Cast e crediti dello spettacolo

  • Titolo: Wonder Woman
  • Drammaturgia: Antonio Latella e Federico Bellini
  • Regia: Antonio Latella
  • Con: Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara, Beatrice Verzotti
  • Costumi: Simona D’Amico
  • Musiche e suono: Franco Visioli
  • Movimenti: Francesco Manetti e Isacco Venturini
  • Produzione: TPE – Teatro Piemonte Europa
Fonte immagini: Ufficio Stampa

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, avvia un percorso accademico presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e consegue innanzitutto il titolo di laurea triennale in Lettere Moderne, con una tesi compilativa sull’Antigone in Letterature Comparate. Scelta simbolica di una disciplina con cui manifesta un’attenzione peculiare per l’arte, in particolare per il teatro, indagato nelle sue molteplici forme espressive. Prosegue gli studi con la laurea magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo, discutendo una tesi di ricerca in Storia del Teatro dedicata a Salvatore De Muto, attore tra le ultime defunte testimonianze fondamentali della maschera di Pulcinella nel panorama teatrale partenopeo del Novecento. Durante questi anni di scrittura e di università, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che considera non di giudizio definitivo ma di dialogo aperto. Collabora con il giornale online Eroica Fenice e con Quarta Parete, entrambi realtà che le servono da palestra e conoscenza. Inoltre, partecipa alla rivista Drammaturgia per l’Archivio Multimediale AMAtI dell’Università degli studi di Firenze, un progetto per il quale inserisce voci di testimonianze su attori storici e pubblica la propria tesi magistrale di ricerca. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questo tramite di smuovere confronti capaci di generare dubbi, stimolare riflessioni e innescare processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, di identità e di comprensione.

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