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Eroica Fenice

Berlino 2.0 di Alberto Madrigal

La Berlino 2.0 di Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier

Mathilde Ramadier è autrice, saggista e sceneggiatrice. Dopo aver studiato Estetica e Psicoanalisi all’Università di Parigi, nel 2011 si trasferisce a Berlino. Nel 2013 pubblica il suo primo graphic novel Rêves syncopés. Nel 2016 scrive Berlino 2.0, disegnato da Alberto Madrigal ed edito nel 2017 in Italia.

Alberto Madrigal, nato in Spagna e residente a Berlino dal 2007, dopo alcune storie brevi e lavori da illustratore freelance, esordisce nel mondo del fumetto con la sua prima opera lunga Un lavoro vero. Nel 2015 esce Va tutto bene e nello stesso anno realizza le illustrazioni de L’albero delle storie, pubblicato nella collana “Il battello a vapore”. La sua ultima opera è proprio Berlino 2.0.

Berlino 2.0 (BAO Publishing edizioni) è la storia di Margot, una comune ventitreenne, futura dottoranda di filosofia che da poco si è trasferita da Parigi a Berlino. Speranzosa di trovare una realtà migliore rispetto a quella lasciata nella sua terra natia, carica di aspettative, si ritrova a fare i conti con un futuro non del tutto promettente. Berlino, capitale europea, reputata da molti il fulcro della cultura e della vita mondana, è anche luogo di diverse problematiche legate soprattutto all’ambito lavorativo. Cercare un impiego non è del tutto semplice e nonostante la vita quotidiana possa rivelarsi piacevole e stimolante, i giovani vengono visti, come accade in molte città europee, persone da spremere il più possibile e da pagare meno di quanto la legge stessa consenta di fare. Scopre l’esistenza dei mini-job: il datore di lavoro è autorizzato a pagare i dipendenti cifre irrisorie non garantendo loro nessuna copertura sociale.

Berlino secondo Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier

È questo dunque il resoconto della vita di una generazione alquanto precaria, che spesso cerca sicurezza e rifugio  lontano dal posto in cui si è nati, aspirando al raggiungimento di un luogo utopico ideale in cui poter vivere non bene ma quantomeno meglio rispetto al modo in cui si stava “a casa”.

La narratrice racconta in maniera esemplare le differenze tra Parigi e Berlino: ne compara gli aspetti urbanistici, sociologici, culturali. Passando dalla birra alla musica ascoltata dai giovani, dalle pietanze consumate a colazione-pranzo alla timidezza dei giovani berlinesi, completamente differenti nell’approcciare con il gentil sesso rispetto agli italiani e agli spagnoli.

Lavoro esemplare: grazie alla fusione di dialoghi semplici ma carichi di pathos e disegni curati nei minimi dettagli, Ramadier e Madrigal sono stati capaci di realizzare un’opera eccellente. I volti dei protagonisti appaiono disegnati in maniera poco definita e lineare ma ciò non impedisce al lettore di coglierne l’espressività, la natura, l’animo. La storia narrata è semplice, scorrevole, a tratti ironica, a tratti tagliente. Una graphic novel capace di coinvolgere non solo gli appassionati di fumetti ma chiunque, imponendo al lettore un’attenta analisi e riflessione circa l’epoca non del tutto florida nella quale viviamo.

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