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Eroica Fenice

Rione Terra: tecnologia virtuale nel sottosuolo puteolano

Le scoperte e i rinvenimenti non smettono di susseguirsi in quel territorio ricco di storia nascosta che è il Rione Terra dove la tecnologia gratuita e fruibile da tutti sta facendo il suo ingresso. Il progetto a cui si sta pensando consiste nel creare una visita virtuale nel sotterraneo della città sepolta dalla storia stratigrafica. Il Comune di Pozzuoli, inoltre, ha indetto un sondaggio online lasciando agli utenti la libertà di scegliere il nome della piazza presso l’ingresso sud del Rione Terra, inaugurata il 19 gennaio con il nome “Rione Terra-2 marzo 1970”.

Quartiere più popolare della zona di Pozzuoli, il Rione Terra è diventato uno tra i più pittoreschi centri storici della Campania. La rocca del Rione Terra è stata protagonista di tutti i momenti storici: dai primi anni della colonizzazione greca e romana sino all’epoca moderna. Nel marzo del 1970 il Rione è stato evacuato perché colpito da un bradisismo (fenomeno connesso all’attività dei Campi Flegrei che consiste nell’innalzamento e nell’abbassamento del suolo) e definitivamente abbandonato nel 1983, diventando vittima di una spoliazione continua e vandalica.

Nel 1993 è stata avviata una campagna di scavi archeologici che ha condotto al recupero di una discreta parte del tessuto urbano antico dando così alla luce una città sotterranea, nascosta a oltre quindici metri dagli edifici seicenteschi. Lavori recenti hanno messo in dubbio ciò che sino a poco tempo fa si riteneva una verità ormai assodata: il primo insediamento sul promontorio non risalirebbe alla creazione della Dicearchia greca, ma sarebbe ancor più antecedente. Conosciuta quindi da Strabone, il famoso storico greco, la rocca ha ospitato nel 529 a.C. i greci provenienti dall’isola di Samo ma è soltanto in epoca romana che Pozzuoli e la rocca hanno conosciuto il loro periodo di maggiore splendore essendo l’allora Puteoli, colonia romana dal 194 a.C., il principale porto di Roma. Nel momento in cui il porto di Ostia è diventato più importante di quello di Pozzuoli, la città è caduta in un veloce declino e la vasta città si ridusse alla sola rocca del Rione Terra. 

È in questo momento storico (400 d.C.) che il cuore pulsante dell’antica città comincia a stratificarsi e a dar vita all’importantissimo tesoro storico e archeologico su cui oggi tanto si lavora.

Esempio lampante della stratificazione storica del Rione Terra è il Duomo proveniente dalla trasformazione non rivoluzionaria avvenuta in epoca paleocristiana del Capitolium romano, erroneamente attribuito al culto di Augusto, preceduto a sua volta da un edificio di epoca repubblicana. Nel 1632 il vescovo Martino de Leon y Cardénas ha rinnovato completamente la chiesa su disegno di Bartolomeo Picchiatti e con successivi interventi di Cosimo Fanzago ma nel 1964 un incendio ha distrutto totalmente tale rifacimento scoprendo la struttura del tempio romano.

Per mezzo di diversi percorsi archeologici, immergendosi in tutta l’evoluzione della storia puteolana dal 500 a.C. sino ai nostri giorni, è possibile rendersi conto di quale aspetto avesse il Rione Terra duemila anni fa. Ricoveri del grano (horrea), tombe, ville residenziali, mosaici, tabernae, panifici (pistrinum), rilievi marmorei, opere decorative, aegyptiaca, sculture e statue marmoree, Larari, nonché cinque criptoportici di un tempio augusteo e una bellissima testa di Atena Lemnia costituiscono parte della ricchezza storica e culturale che il Rione Terra offre. Una ricchezza che fa parte della nostra storia e su cui bisognerebbe puntare a occhi chiusi.