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Eroica Fenice

Poesie da leggere in estate: un mare di parole

Poesie da leggere in estate: un mare di parole

In estate aumenta il tempo libero a disposizione e gli appassionati lettori ne approfittano per leggere qualcosa in più, immergendosi in dimensioni letterarie fatte di poesie e romanzi.
I versi che caratterizzano una poesia, posizionati uno dopo l’altro, rappresentano l’identità perfetta della lettura senza eccessi.
È pur vero che il genere poetico non piace a tutti: c’è infatti tra i lettori chi lo ritiene troppo essenziale e poco coinvolgente e altri ancora dichiarano di aver difficoltà a comprendere i versi.

Per gli amanti delle poesie, invece, con l’arrivo della “bella stagione” si apre un mondo.

Poesie da leggere in estate: il vasto patrimonio poetico italiano

Per quanto concerne la letteratura italiana, Giovanni Pascoli decantò la bellezza e la suggestione estiva con una breve poesia, osservando fuori dalla propria finestra gli elementi naturali e caratterizzanti della bella stagione, quasi essenziali nella loro delicatezza immensa. Il componimento in questione si intitola “La Rosa delle siepi e rimanda ad un verso prettamente estivo, ricco di parole semplici ma coinvolgenti dalle quali lasciarsi rinfrescare, immaginando nella propria mente lo scenario descritto.
Proprio il paesaggio citato, con la presenza di una finestra ed una bicicletta, richiama un’immagine estiva, con la calura che imperversa e la lettura a dare nuova linfa ed energia vitale.
Sempre nell’ambito della letteratura italiana, ricchissima di autori e poeti, anche il grande Salvatore Quasimodo dedicò una propria menzione all’estate in una poesia omonima, attraverso il richiamo ad un animale caratteristico della stagione: le cicale. In essa, il celebre poeta italiano affermò di nascondersi con le cicale per osservare le stelle, all’ombra di un pioppo che quasi ostruiva tutta la visuale.

Naturalmente le due poesie citate sono testi brevi, che potrebbero andar bene e dunque piacere a chi si approccia per la prima volta al genere poetico. Gli appassionati lettori disporranno sicuramente di una propria raccolta di poesie preferite, indipendentemente dalla lunghezza delle stesse.

Una cosa è certa: serve ispirazione per scrivere poesie e gli autori del passato ne hanno dato grande prova, con capolavori ancora oggi apprezzatissimi e, soprattutto, oggetti di studio tra i banchi di scuola, come segno rappresentativo di un Paese ricco di storia e cultura.

Tuttavia, anche per leggere, soprattutto poesie, occorre una forte sensibilità o inclinazione che dir si voglia; prediligere questo genere non è da tutti e non tutti ne trovano giovamento.
A tal proposito, come non ricordare Gabriele D’Annunzio che nel 1903 pubblicò i primi tre libri, intitolati Maia, Elettra e Alcyone, delle Laudi del cielo della terra del mare e degli eroi. Una catarsi attraverso le bellezze della natura, le sinfonie sprigionate dagli elementi che contraddistinguono l’ambiente, in cui s’intrecciano i versi delle cicale e degli uccelli ed i suoni di alberi, fiori, cespugli, che risuonano sotto alla pioggia.
Un perfetto simbolismo accompagna il lettore, in una sorta di antropormorfizzazione della natura.

La natura è amata soprattutto d’estate, quindi citare la forte intensità della poesia di D’Annunzio era quasi necessario in una sfera che rimanda alla bella stagione. Dalla natura si trae beneficio, così come accade con la poesia, con versi che accompagnano le ore di relax, quelle in cui ci si lascia andare, come succede durante le vacanze al mare.
A tal proposito, interpretando la poesia con positività, possiamo citare Giacomo Leopardi, il quale ne L’Infinito scrisse “Il naufragar m’è dolce in questo mare”: un dolce perdersi, in una situazione di quiete e pace interiore, proprio come quando si è presi da un testo, leggendo, assaporandolo parola dopo parola. In questo caso la morale leopardiana può essere interpretata in funzione della natura e quindi non necessariamente come pessimistica.

Quelle selezionate sono solo alcune delle poesie dell’estate che possono accompagnare il lettore durante il periodo più caldo. Sono testi che non lasciano il lettore indifferente ma costituiscono un invito a vivere appieno la stagione estiva, per approfittare di tutto il buono che essa può regalare.

Al di là di ogni considerazione, ricordiamo che la poesia, molto probabilmente, può essere considerata la progenitrice di tutti gli altri generi: i poemi omerici, le “canzoni” dei trovatori, l’epica sono tutte forme, spesso nate dall’oralità, che seguono gli schemi della poesia. Rime, assonanze, schemi ritmici e figure retoriche che sono esistiti per millenni fino a oggi.

Donarle una “possibilità” è un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

 

 

Immagine in evidenza: https://pixabay.com/it/photos/scrivere-poeta-poetica-primavera-1957303/

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