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Eroica Fenice

Musica

A BRAVE INTRODUCTION TO ELECTRONICA: MODERAT, LIVE (NO PAPER RECORDS, 2016)

Sono Brave. La musica è un linguaggio. Non è necessario saperne coniugare la grammatica per poterla comprendere. Eppure dal linguaggio la musica si differenzia per un aspetto, che Victor Wooten nel suo meraviglioso Ted ha saputo raccontare molto efficacemente: di un brano che hai ascoltato quest’anno, probabilmente non ricorderai quale messaggio vuole mandare o in che scala è suonato o quali strumenti contiene. Ricorderai come ti ha fatto sentire. Le emozioni che ti ha donato. __ https://open.spotify.com/album/1Vgl8BA4VoUrMmlnQf2YkR?si=6KWjfb9wQSys-zbP9oarxw   https://youtu.be/nY6J3N7kFYQ   Nel panorama dell’elettronica contemporanea, non troverai musica capace di emozionarti più di quella che ti propongo oggi. Il progetto Moderat (nato dalla crasi tra i tedeschi Modeselektor e Apparat) è considerato il massimo livello artistico raggiunto dalla IDM (Intelligent Dance Music), e dietro alla mescolanza di sonorità techno e melodie epiche rivela la capacità ultima dell’arte, quella ossia di manipolare e guidare con sapienza le emozioni di chi ascolta. Live raccoglie i brani migliori dell’esperienza Moderat, ufficialmente terminata ma che chiunque, una volta che ne ha scoperto i frutti, spera possa tornare a regalarci nuova musica. Il mio regalo per te per questo anno 2021 sono dodici canzoni tratte da Live, ognuna a rappresentare un mese del nuovo anno. In ogni canzone c’è nascosta un’emozione: quella che a te serve nel momento in cui la ascolti, quella che hai nascosto dentro di te per tanto tempo e che aspetta solo il momento giusto per riaffiorare in superficie.   Gennaio: Reminder Febbraio: A New Error Marzo: Animal Trails Aprile: Bad Kingdom Maggio: Damage Done Giugno: Last Time Luglio: Intruder Agosto: Eating Hooks + Eating Hooks (Siriusmo Remix) Settembre: The Fool Ottobre: Intro-Ghostmother Novembre: Rusty Nails Dicembre: No. 22 Indossa le cuffie, accendi le casse o alza lo stereo della macchina. I brividi sono assicurati. E se vorranno uscire lacrime di gioia o di malinconia, piangi pure: saranno lacrime solo tue, che porterai nel tuo cuore e per un bel po’. Ovviamente io no. Io non piango. Al mese prossimo. Buon 2021. Brave   P.S. In allegato non posso fare a meno di darti il privilegio di 5 regole per vivere un anno alla Brave: Regola n. 1: vesti di chiaro di giorno e di scuro la sera; Regola n. 2: sii grato per ciò che hai e per non essere figlio di un produttore di reggaeton; Regola n. 3: bevi 3 litri di acqua al giorno; Regola n. 4: vivi ogni giorno come fosse l’ultimo album dei The War on Drugs; Regola n. 5: celebra ogni momento in cui hai osato uscire dalla tua zona di comfort  per esplorare ciò che non conosci, specialmente se è un nuovo disco.

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Musica

A Brave Interview to: KEEMOSABE, Look Closer (2020)

Sono Brave. Benvenuta e benvenuto. Per piacere: come sempre, prima di continuare nella lettura, indossa le tue cuffie. Molto bene. Oggi ho una piccola sorpresa per te. Tu ti aspetti un altro album di elettronica, uno di quelli che solo Brave ti propone. Ma a Brave piace sorprenderti. Ti regalo una perla che devi condividere con le/i tue/tuoi amiche/amici più intelligenti, quelle persone che al fetido tepore del già noto preferiscono esplorare, ridisegnare i confini della propria conoscenza e scoprire inedite configurazioni di sé e del reale. Io, ovviamente, sono una di quelle persone. Se lo sei anche tu, prosegui la lettura. Se non lo sei, chiudi tutto e torna sotto al piumone. _ Il progetto di cui oggi ti parlo si fatica a definirlo italiano. È gente che si muove con disinvoltura tra Milano, New York e gli Abbey Road Studios di Londra (se mi leggi, già sai), precedentemente attraversati dalla loro musica nel 2019. Dietro al disco che ascolterai ci sono a) anni di tour europeo e mesi di reclusione b) una baita sul lago Maggiore senza internet né cellulari c) la mano di professionisti che hanno prodotto i Muse. E mi fermo qui. Oggi ti regalo la viva voce dei ragazzi di cui voglio parlare, che hanno avuto il piacere di rispondere alle mie ardite domande. Fa’ attenzione. Ti sto proponendo una gemma rara e che ti insegna una cosa importante: sintetizzatori non vuol dire automaticamente Elettronica. Cominciamo. https://open.spotify.com/album/5yJB0OPvInpbpGDwMjQGbu?si=aldK7yl7Qb279T-ssDvdbA _ Domanda n. 1 Ogni nuovo sentiero parte da una strada esistente. A quali artisti italiani e stranieri vi ispirate? Dunque, abbiamo artisti di riferimento in veramente tanti generi e stili diversi, proprio perché ci piace prendere ispirazione dalle qualità di ognuno e rielaborarle. I primi tre nomi che ci vengono in mente sono Queens of the Stone Age, Tyler the Creator e Motta. Domanda n. 2 Come sono nate le tracce del nuovo disco (Look Closer, ndr)? Raccontatemi un aneddoto. Queste canzoni sono il risultato di quattro anni vissuti insieme intensamente, con concerti, sessioni e giri per l’Europa che hanno influenzato il nostro modo di essere e pensare. Sono nate da veramente tante situazioni diverse, da sessioni notturne in mezzo ai boschi a feste post concerto. Un aneddoto è su AnythingAnything, quinto brano del nostro disco che ha una struttura molto complessa ma che è venuto fuori letteralmente in dieci minuti di prove in studio. Ancora oggi ci ricordiamo di quel momento come uno strano istante di connessione mentale. Domanda n. 3 Perché avete deciso di cantare in inglese piuttosto che in italiano? La scelta in realtà è stata molto naturale. Io (Alberto, voce/chitarra) e Sebastiano (batteria) abbiamo iniziato a mettere le basi di questo progetto quando vivevamo a New York, e già dal principio avevamo deciso di provare ad avviare questa band a Londra, perciò è stato spontaneo per noi pensare ad una musica che fosse accessibile a quel tipo di pubblico. Inoltre siamo cresciuti principalmente con il Rock e Funk americano ed inglese. Adoriamo anche […]

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A BRAVE INTRODUCTION TO ELECTRONICA: KIASMOS, KIASMOS (Erased Tape, London 2014)

Sono Anthony Brave. Benvenuta e benvenuto. Prima di continuare a leggere mettiti le cuffie per piacere. Oggi iniziamo con una domanda: quanto fa 1+1? Brava e bravo. Hai sbagliato. Mi rispondi meglio dopo. Cominciamo. https://open.spotify.com/album/7pBDu7nc2KaMsh0SfZMc2d?si=uUHB-hT7QiGe6MHbE2Pubg https://www.youtube.com/watch?v=fmzzX5E_f1o&t=2480s&ab_channel=Mt.Sound – Regola n. 1 Il disco è un disco di ritorno. Per ascoltare questo disco devi essere in movimento nello spazio, e devono essere passate le due del pomeriggio altrimenti non vale la pena. Se sei a casa a farti la doccia, a fare le pulizie ed è mezzogiorno, accendi Radio Italia Solo Musica Italiana o sentiti Maluma. Quando invece saranno le 19 e sarai in metro, macchina, a piedi, di ritorno dalla palestra o da lavoro, clicca sul link e premi play.   Regola n. 2 Se sei il tipo di persona che mangia in piedi in 10 minuti perché ha troppo da fare, e magari nel frattempo risponde a sua cugina su WhatsApp, chiudi questa pagina, vai su una playlist qualunque di Spotify e ti fai una bella scorpacciata di adrenaliniche e sexy canzoni casuali di artisti sexy casuali. Se invece la tua priorità è dedicare del tempo di qualità a te stessa e te stesso, fa’ che il tuo ritorno a casa duri un po’: magari scegli il tragitto un po’ più lungo, spegni le notifiche e premi play. Non te ne pentirai. I due giovanotti, nemmeno trentenni quando hanno ideato questo album, non lo hanno concepito come l’unione di canzoni, come noi siamo abituati a concepire la musica, ma come un percorso che passa attraverso tappe obbligate. In Kiasmos non ci sono 12 tracce di tre minuti l’una che puoi ascoltare in riproduzione casuale. Il primo brano non ha senso senza l’ultimo. È proprio nel segno della loro unitarietà che i titoli dei brani sono tutti aggettivi. C’è un solo viaggio, o lo fai tutto o non lo fai. Se sei troppo occupata/o e non hai 50 minuti da dedicare a una nuova esperienza, la domanda è inevitabile: perché diamine stai leggendo questo inutile articolo di un tale che si chiama Anthony Brave? Regola n. 3 Ti aspettavi la musica elettronica. Ti aspettavi il tunz-tunz ignorante, la voce femminile che cantava parole inglesi incomprensibili su una base superadrenalinica, come quando avevi 17 anni e andavi a Riccione a limonare con ignoti sulle note di this is the rythm of the night. E invece senti un pianoforte e dei violini. Questo è perché a) l’elettronica che ti descrivo non è quella che senti in discoteca, anche se la passo sempre nel locale da me acquistato nell’ormai lontano 2033; b) se Janus è un musicista elettronico, Ólafur è un compositore classico, ed entrambi sono estranei alle logiche dei locali estivi. E hanno dei nomi improbi perché sono islandesi. Regola n. 4 Il disco è un crescendo. E pure le canzoni sono un crescendo. All’inizio le musiche disegnano paesaggi sognanti. Lit comincia con suoni provenienti dal cielo delle Alpi Giulie, poi ti rendi conto che stai muovendo la testa a tempo quando entra l’hihat, e magari stai pure sorridendo. All’ingresso del kick, ormai hai capito tutto, e […]

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