La scena successiva: il teatro che vive | Conferenza stampa

La scena successiva: il teatro che vive | Conferenza

Il via a “La scena successiva”, un progetto di formazione e perfezionamento teatrale

In questi ultimi anni sono state innumerevoli le domande che almeno gli addetti ai lavori si sono posti riguardo al teatro, dopo essere stati rinchiusi e costretti a fare i conti con un’arte che fatica ancora tanto ad essere reputata veramente professionale. Adesso è il momento per continuare ad interrogarsi, ma anche per iniziare a cercare le risposte: si fa capolino da dietro le porte di casa per ritornare ad assaporare quell’aria di libertà che, prima, non ci si rendeva conto di quanto fosse a portata di mano; la ripresa è timida, ma la voglia di farsi sentire c’è. Da queste considerazioni e dalla domanda su quali strade intraprendere per far sì che il teatro riprenda vita con più opportunità di lavoro e diffusione, nasce La scena successiva: un ciclo di quattro mesi di formazione e perfezionamento teatrale, che inizierà lunedì 21 febbraio 2022 e conterà quindici tra giovani attori e attrici, inseriti in una serie di pratiche permanenti, masterclass e stages intensivi.

Il progetto si sviluppa per iniziativa del Teatro Pubblico Campano in collaborazione con il Teatro Comunale di Caserta e si pone come fine ultimo quello di offrire ai giovani aspiranti un percorso in grado di affinare le loro abilità e di fare in modo che possano accedere a nuove possibilità lavorative, provando a scardinare l’idea di teatro come circuito chiuso. Proprio per questo La scena successiva cercherà di offrire, innanzitutto, un buon bagaglio culturale: dalla tradizione napoletana ai risultati più contemporanei, durante questo iter si coniugherà alla pratica anche la teoria per, poi, guardare oltre e sperimentare nuovi risultati, non soltanto nella recitazione in sé, ma avendo una visione d’insieme del funzionamento di tutta la macchina teatrale.

Le docenze permanenti saranno le seguenti:

  • Prove di scena, con Claudio Di Palma
  • La Voce Umana, con Paolo Coletta
  • Meccaniche, con Maurizio Azzurro
  • Il Corpo e l’Anima, con Anna Redi
  • Lettera 22, con Fabio Pisano

Le masterclass, con stage intensivi, si articoleranno in:

  • DramaMimmo Borrelli, Lucia Calamaro, Ruggero Cappuccio, Davide Iodice
  • Lo sguardo fuori: Eduardo Cicelyn, Mimmo Paladino, Valeria Parrella
  • Testimoni di scena: Francesco Di Leva, Imma Villa, Angela Pagano, Mariano Rigillo
  • Monografia De Filippo: Roberto Andò, Isa Danieli, Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Sergio Rubini, Lino Musella
  • La musica d’intorno: Nicola Piovani, Pasquale Scialò

Tradire: l’infedeltà che garantisce la trasmissione

Il teatro, più delle altre arti, accoglie in sé una perenne contraddizione: ha delle regole, ma allo stesso tempo sfugge qualsiasi tentativo di fissaggio. Per fare teatro ci vuole tecnica, ci vuole una certa conoscenza teorica, ma essa è in costante mutamento, in simbiosi con l’evanescenza di una messa in scena. In un’unica formula – se è possibile- si può affermare che il teatro è uno spirito vivo e non un qualcosa di statico. Perciò, è importante tanto acquisire un bagaglio di competenze teoriche quanto capire cosa significa metterle in pratica, anche se semplicemente osservando. La scena successiva, dunque, si ripropone di offrire ai giovani aspiranti attori una serie di saperi concettuali e storici, così da imparare a conoscere più da vicino il teatro per, poi, essere capaci di praticarlo e diffonderlo con maggiore consapevolezza.

Il corso, infatti, si ripropone di essere una scuola, nel suo senso antico di schŏla: un luogo in cui ci sia la possibilità di sentirsi liberi nell’essere sé stessi e conoscersi. È per questo che La scena successiva, diretta da Claudio Di Palma, si intitola un progetto di formazione e perfezionamento, cioè uno spazio in cui possa sussistere il «pensamento di sé» per crescere. Lo spirito con cui si richiede di affrontare questi quattro mesi di studio e lavoro è quello di migliorarsi, culturalmente e scenicamente parlando. A tal proposito mira l’oggetto posto al centro del progetto: la tradizione napoletana come punto di partenza. Iniziare da questa significa collocare le radici di una cultura che ci appartiene, significa delineare i tratti di una propria identità ed è così che diventa anche un trampolino di lancio per imparare ad andare controvento. La scena successiva segue il doppio senso del concetto di tradizione: essa è recupero e continuità di un qualcosa che ormai è stato, ma è anche consegnare, trasmettere il nuovo ai posteri e perciò risulta fondamentale per guardare oltre, affinché il teatro non ricada più unicamente su sé stesso.

La scena successiva: un’opportunità?

L’intento è nobile. Il progetto è stato presentato con commozione ed entusiasmo. Gli incontri con vari importanti esponenti, durante i quattro mesi, verteranno sulla conoscenza del funzionamento della macchina teatrale nel suo complesso, abbracciando la sua storia – per esempio, si concluderà nel mese di settembre con una masterclass sulla monografia dei De Filippo – e l’educazione della voce, del corpo, della dialettica e della scrittura. È una sfida, tanto importante quanto difficile, soprattutto per un paese in cui ci si dimentica spesso di essere in possesso di un’arte straordinaria, che non ha bisogno di elucubrazioni né di speculazioni, ma di umiltà nel servire il pubblico per regalargli un’emozione e, dono più importante, la cultura

Fonte immagine: pixabay.com

A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson nasce il 26 Marzo 1998 a Napoli. Nel 2017 consegue il diploma di maturità presso il liceo classico statale Adolfo Pansini (NA) e nel 2021 si laurea alla facoltà di Lettere Moderne presso la Federico II (NA). Specializzanda alla facoltà di "Discipline della musica e dello spettacolo. Storia e teoria" sempre presso l'università Federico II a Napoli, nutre una forte passione per l'arte in ogni sua forma, soprattutto per il teatro ed il cinema. Infatti, studia per otto anni alla "Palestra dell'attore" del Teatro Diana e successivamente si diletta in varie esperienze teatrali e comparse su alcuni set importanti. Fin da piccola carta e penna sono i suoi strumenti preferiti per potere parlare al mondo ed osservarlo. L'importanza della cultura è da sempre il suo focus principale: sostiene che la cultura sia ciò che ci salva e che soprattutto l'arte ci ricorda che siamo essere umani.

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