Forze Armate e di Polizia, inizia la stagione dei concorsi: i 10 consigli chiave di Skuola.net e Nissolino Corsi per superare la concorrenza

Anche in tempi caratterizzati da molteplici tensioni internazionali: non è un caso che negli ultimi anni, mediamente, oltre 55 mila candidati abbiano partecipato ai concorsi per le Accademie Militari, circa 40 mila per entrare nella truppa dell’Esercito, 35 mila per diventare agenti di Polizia e più di 15 mila per il ruolo di Commissario.

Numeri che sono destinati a restare tali in futuro, visto che attualmente 1 studente delle superiori su 4 è interessato a questo tipo di carriere e il 6% ha già deciso che sarà questa la strada da intraprendere da grandi, come ha rilevato l’ultima edizione dell’Osservatorio sulle Professioni in Divisa, realizzata dal portale Skuola.net in collaborazione con Nissolino Corsi, centro leader in Italia per la preparazione ai concorsi militari.

Una guida per le aspiranti “divise”

Purtroppo, però, questo elevato interesse non è sempre accompagnato da altrettanta consapevolezza sulla sfida che li attende: così il portale specializzato per studenti ha deciso di interpellare due esperti dell’ente formativo per tracciare una lista di consigli da mettere in pratica fin da subito, visto che proprio in questo periodo inizia a entrare nel vivo la stagione dei concorsi.

Ecco, quindi, i 10 consigli elaborati dalla dott.ssa Rachele Tenerini, tutor specializzata nelle materie umanistiche, e il dott. Vincenzo Mormile, ex ufficiale psicologo della Marina Militare e specialista dei test psico–attitudinali:

  1. Definisci il tuo obiettivo concorsuale
    Conoscere le varie possibilità – Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco – e cosa significa vestire le diverse divise, aiuta a scegliere il percorso più adatto alle proprie inclinazioni. Ognuna offre percorsi per ogni grado o qualifica, ma ci sono differenze tra i vari bandi, modalità di selezione, percorso offerto e limiti di età: avere un obiettivo chiaro è la prima vera arma per mantenere alta la motivazione e affrontare con precisione la preparazione.
  2. Non aspettare l’ultimo momento: anticipa, sempre
    Molti candidati iniziano a studiare solo dopo l’uscita del bando, ma chi parte in anticipo ha un vantaggio enorme. Cominciare a esercitarsi per tempo permette di assimilare meglio le informazioni, testare più simulazioni e arrivare alle prove con maggiore tranquillità.
  3. Non trascurare la preparazione fisica
    Le prove atletiche sono fondamentali. L’allenamento del corpo, oltre che della mente, deve quindi entrare nella tabella di marcia fin dall’inizio della preparazione e non essere procrastinato. L’attività fisica migliora anche la concentrazione, la gestione dello stress e la fiducia in se stessi.
  4. Focalizzati sulle materie chiave e lavora sui tuoi punti deboli
    Ogni concorso ha il proprio programma. Può essere utile studiare i bandi precedenti per capire quali argomenti ricorrono più spesso. Sbagliato concentrarsi su ciò che riesce già bene; affrontare i punti deboli con esercizi mirati è la chiave.
  5. Studia con strategia, non a memoria
    Molti concorsi non pubblicano più le banche dati ufficiali. Non basta memorizzare le risposte, ma capire la logica delle domande e abituarsi ad affrontare quiz sempre nuovi. L’obiettivo è sviluppare elasticità mentale e velocità di ragionamento.
  6. Simula la prova come se fossi già in aula
    Allenarsi con simulazioni a tempo permette di ricreare le condizioni reali del test. Fare pratica in situazioni di stress controllato aiuta a gestire l’ansia e migliorare la concentrazione.
  7. Mantieni alto lo spirito, anche nei giorni no
    Ci saranno giornate in cui lo studio sembrerà non bastare. L’importante è non scoraggiarsi: anche gli errori fanno parte del percorso e la costanza distingue chi ce la fa.
  8. Non confrontarti, ispirati
    I social, i forum e i gruppi online possono essere preziosi, ma anche fuorvianti: meglio usare gli altri come ispirazione, non paragone. Diffida delle informazioni non ufficiali.
  9. Allenati a comunicare in modo chiaro e coerente
    Durante i test psico–attitudinali conta anche come si comunica, non solo cosa. Esprimersi con calma e chiarezza, senza recitare, mostrando equilibrio emotivo, trasmette affidabilità.
  10. Trova (e racconta) perché scegliere te (e perché hai scelto loro)
    Riflettere sui propri obiettivi, valori e aspettative è il primo passo. Mostrare maturità e consapevolezza è spesso ciò che fa la differenza in sede di selezione.

Consigli redatti dalla dott.ssa Rachele Tenerini (tutor umanistica) e dal dott. Vincenzo Mormile (psicologo ex ufficiale Marina Militare, esperto test psico–attitudinali).

Altri articoli da non perdere
Affiliate marketing: perché sempre più aziende puntano sulle partnership digitali

Negli ultimi anni il marketing digitale ha cambiato profondamente il modo in cui aziende, editori, professionisti e creator costruiscono relazioni Scopri di più

Aprire un centro estetico: requisiti e strategie
Aprire un centro estetico: requisiti e strategie

Quando si parla di avviare un’attività nel settore della bellezza, si parla spesso del desiderio di aprire un centro estetico. Scopri di più

Reato di diffamazione online: come riconoscerlo e difendersi in modo sicuro

"È solo un commento su Facebook, cosa vuoi che sia?" È questa la frase che molti si ripetono dopo aver Scopri di più

Partite Iva, i regimi agevolati conquistano sempre più professionisti
Il dipartimento delle Finanze ha diffuso i dati sulla diffusione dei regimi agevolati scelti dalle persone fisiche nel corso del 2017, da cui si nota un forte incremento di aperture di regime forfettario al posto di quello ordinario. Il "popolo" delle partite Iva in Italia ha deciso: il regime forfettario è il sistema migliore per la gestione delle propria (piccola) attività. È questo il messaggio più chiaro che arriva dal puntuale aggiornamento realizzato dall’Osservatorio insediato presso il dipartimento delle Finanze, che ha diffuso un report con le informazioni definitive sulle decisioni assunte nel corso dello scorso anno. Le adesioni al regime forfettario I numeri parlano chiaro: più di 182 mila soggetti, su un totale di 512 mila nuove aperture in proprio sia a livello imprenditoriale che professionale registrate nel Paese, hanno optato per il sistema "forfettario", vale a dire più del 35 per cento del totale, a conferma di come il metodo abbia un appeal crescente. Per fare un paragone, nel 2016 questa tipologia rappresentava "solo" il 27 per cento delle nuove posizioni, con un dato quantitativo stimato in 165 mila soggetti. I requisiti L'analisi si sposta dal piano quantitativo a quello qualitativo quando prova a chiarire le motivazioni del successo di questo regime, individuate innanzitutto nelle imposte ridotte di cui beneficia chi è in possesso dei requisiti per beneficiare del sistema agevolato. Come spiega anche l'approfondimento del blog di Danea, tra i requisiti per il regime forfettario 2018, validi dunque anche per questo anno fiscale, c'è innanzitutto il vincolo dei ricavi e compensi, che a seconda della attività esercitata può andare da una soglia di 25 mila fino ai 50 mila euro. Vantaggi e semplificazione In termini pratici, poi, il grande vantaggio principale che funge da calamita per accedere al regime agevolato sono le imposte ridotte, ma non bisogna trascurare gli aspetti legati alla semplificazione degli adempimenti fiscali e burocratici: giusto come citazione veloce, si deve ricordare che i professionisti rientranti in minimi e forfettari non devono compilare gli studi di settore né inviare lo spesometro, né tanto meno sono soggetti allo split payment. Niente obbligo di fatturazione elettronica Proprio nelle ultime settimane, inoltre, durante l'evento Telefisco (organizzato dal Gruppo 24 Ore) è stato possibile appurare che i sistemi agevolati saranno esclusi anche dall’obbligo di fatturazione elettronica tra privati che prende il via nel 2019, anche se invece sono sottoposti regolarmente alle norme che regolano l’e-fattura verso le Pa (e, allo stesso modo, sono obbligati a ricevere il documento digitale in scambi tra privati in qualità di fornitori). Una flat tax Insomma, il sistema si poggia su leve che attraggono i soggetti con Partita Iva, al punto che nei giorni scorsi Il Sole 24 Ore si è spinto a parlare di "flat tax sui redditi delle persone fisiche", descrivendo i risultati del regime forfettario e, soprattutto, mettendo in relazione il sistema con la sua caratteristica di base, ovvero la presenza di un’imposta sostitutiva del 15 per cento. Un appeal crescente Sempre nello stesso articolo, poi, si invita a non misurare l’appeal del regime forfettario soltanto con le nuove aperture, segnalando le distinzioni con il vecchio regime dei minimi (in quest'ultima tipologia la flat tax è ancora più bassa, fissata al 5 per cento, ma le adesioni sono terminate nel 2016): con il forfettario è infatti possibile anche il "cambio in corsa", ovvero il passaggio durante l'anno da un regime ordinario e semplificato, "in cui comunque si applica l’Irpef ad aliquota progressiva con tanto di addizionali locali, ma anche l’Irap (se c’è il requisito dell’autonoma organizzazione) e l’Iva".

Regime forfettario 2025: guida completa a requisiti e vantaggi Cos'è il regime forfettario e come funziona nel 2025 Il regime Scopri di più

Industria 4.0: tutto quello che devi sapere

Quando si parla di Industria 4.0, si fa riferimento alla trasformazione digitale del mondo produttivo. Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando Scopri di più

2024, un anno d’oro per il turismo e non solo

  Il 2024 si è dimostrato un anno straordinario per l'economia italiana, con numeri che evidenziano una ripresa robusta e Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Redazione Eroica Fenice

Vedi tutti gli articoli di Redazione Eroica Fenice

Commenta