30 anni in 1 secondo: recensione del film

30 anni in 1 secondo

30 anni in 1 secondo è una commedia romantica del 2004, prodotto e distribuito da Columbia Pictures e realizzato sotto la regia di Gary Winik, con la partecipazione di Jennifer Garner e Mark Ruffalo. Vediamone la recensione.

La trama

30 anni in 1 secondo (traduzione in italiano di 13 going on 30) è la storia della tredicenne Jenna Rink. Jenna è la classica ragazzina vittima di bullismo che desidera entrare nella cerchia di ragazzine popolari e fidanzarsi con il belloccio della scuola. Al suo fianco ha solo il suo miglior amico Matt Flamhaff, ragazzino simpatico e dolce che invece ha molto a cuore la ragazza.

Alla sua festa di compleanno, Jenna è vittima di un brutto scherzo delle ragazze che desiderava ingraziarsi, e in preda alla rabbia se la prende con Matt e desidera di diventare una trentenne di successo, come quelle che vedeva sulle riviste di moda. Come per magia, Jenna si risveglia nel corpo di una donna di trent’anni, redattrice di successo di un’importantissima testata giornalistica di moda, fidanzata con un famoso giocatore d’hockey e amica della ragazza più popolare della sua scuola. Tuttavia, scopre che da quella festa di compleanno Matt ha smesso di essere suo amico. Jenna sembra avere ottenuto finalmente tutto quello che desiderava dalla vita, ma si renderà presto conto di essere insoddisfatta del tipo di persona che è diventata e che ciò che voleva davvero lo aveva sempre avuto al suo fianco, ma era troppo distratta per rendersene conto.

Cosa impariamo dal film?

30 anni in 1 secondo è un film che riesce a emozionare, a far sorridere e allo stesso tempo a commuovere lo spettatore. È un film che ci porta a riflettere su tante cose: in primis, ci fa rendere conto di come il tempo passi e le cose cambino, di come la vita spesso ci porti verso strade inattese e impensabili. Allo stesso tempo, vediamo come i rapporti possano cambiare, come subentrino numerose dinamiche all’interno delle relazioni interpersonali e questo porta inevitabilmente a modificarle.

Altro punto su cui siamo portati a riflettere da 30 anni in 1 secondo, e che forse è la morale principale del film, è che “non è tutto oro quel che luccica”. Da ragazzina, Jenna guarda con ammirazione e con invidia alle altre ragazze e alle modelle che vede sulle riviste di moda, e desidera fortemente diventare come loro. Ciò la porta a trascurare tutto ciò che ha già, come i suoi genitori o il suo migliore amico, fino ad allontanarli e tagliare con loro ogni legame.

Pian piano, Jenna scopre che per arrivare dove è ha tradito i propri ideali, i propri principi e che ha perso tutte le persone che amava davvero semplicemente per sentirsi accettata. E solo quando torna in sé e capisce davvero chi è e quali sono le cose veramente importanti riesce ad apre gli occhi e a raggiungere la vera felicità.

30 anni in 1 secondo ci fa capire come spesso desideriamo seguire le mode e le masse perché abbiamo bisogno di sentirci accettati, di essere parte di qualcosa, ma che alla fine ciò che ci rende davvero felici è essere noi stessi ed essere amati dalle persone che ci apprezzano per come siamo.

Fonte immagine: Wikipedia

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