Cinema neorealista italiano: i 4 maggiori esponenti

Cinema neorealista italiano: i maggiori esponenti.

Il neorealismo è un movimento culturale che si è sviluppato in Italia durante il dopoguerra e che ha trovato nel cinema la sua massima espressione. Il termine neorealismo appare per la prima volta in riferimento al film Ossessione di Luchino Visconti in due articoli di Umberto Barbaro del 1943. Il fine che si pone il cinema neorealista italiano è rappresentare la realtà così com’è: si portano sullo schermo le conseguenze disastrose derivate dal conflitto mondiale e si rappresenta la vita di tutti i giorni, soprattutto quella difficile e problematica del proletariato. I registi desiderano anche rappresentare la voglia di cambiamento e di riscatto, dopo gli anni bui della guerra, da parte delle classi sociali più povere e disagiate. Sullo schermo si mostra la condizione di devastazione delle città, distrutte dai bombardamenti. Questa caratteristica nasce però da una necessità pratica: le scene si girano per strada perché gli studios di Cinecittà erano stati bombardati e non c’erano abbastanza soldi a disposizione per poter costruire dei set.

Quali sono le caratteristiche del cinema neorealista?

Aspetto Descrizione
Attori Spesso non professionisti presi dalla strada
Ambientazione Esterni reali e città devastate
Linguaggio Uso frequente del dialetto
Tematiche Vita quotidiana del proletariato e dopoguerra

I film appartenenti al filone del cinema neorealista italiano hanno delle caratteristiche in comune: gli attori che recitano in questi film non sono quasi mai professionisti e sono presi dalla strada, inoltre si utilizza molto spesso il dialetto nei dialoghi e si predilige l‘illuminazione naturale.

I maggiori esponenti del cinema neorealista italiano

Una serie di registi hanno contribuito allo sviluppo del cinema neorealista italiano, tra questi citiamo: Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Vittorio De Sica e Giuseppe De Santis.

Roberto Rossellini dedica inizialmente dei film al regime fascista per poi convertirsi in uno tra i più importanti esponenti del cinema neorealista italiano e in una figura chiave per il cinema moderno. I suoi film sono mossi da un intento divulgatore: Rossellini pone l’attenzione sulle piccole cose, intrecciando singole storie personali alla storia collettiva del paese. Ritroviamo queste componenti nella trilogia composta da: Paisà, Germania anno zero e Roma città aperta, quest’ultimo considerato il film iniziatore del neorealismo e premiato poi al festival di Cannes. È ambientato nella Roma occupata dal nazifascismo e segue le vicende della polizia tedesca sulle tracce di un capo della resistenza.

Luchino Visconti è un altro tra i più importanti esponenti del cinema neorealista italiano. Si allontana dai parametri neorealisti così come si sono delineati per altri registi: ad esempio, recitano nei suoi film attori professionisti e ricorre spesso a fonti letterarie per delineare i soggetti protagonisti delle sue storie. In Ossessione, uno tra i più celebri film neorealisti, si racconta la storia di Gino Costa, un uomo finito nello spaccio di Bragana che si innamora di una donna già sposata.

Il terzo esponente a dare un importante contributo al cinema neorealista italiano è Vittorio De Sica, che comincia la sua carriera come attore per poi legare il suo percorso cinematografico allo scrittore e sceneggiatore Cesare Zavattini. Insieme firmeranno grandi successi come I bambini ci guardano, Sciuscià e Ladri di biciclette. Quest’ultimo racconta la storia di un uomo sconfitto dalla vita che viene derubato della sua bicicletta e deve procurarsene un’altra per poter andare a lavorare nel posto in cui è stato appena assunto.

Il quarto e ultimo punto di vista sul cinema neorealista italiano ci è dato da Giuseppe De Santis. I suoi lavori sono influenzati dal cinema americano, e cogliendo il nesso tra cultura popolare ed epica contadina coinvolge pienamente il pubblico. In Roma ore 11 racconta del fenomeno della disoccupazione basandosi su un fatto di cronaca di quegli anni. Una lunga fila di donne si era ammassata davanti ad una dattilografia per poter ottenere un lavoro quando improvvisamente una scala crollò, causando numerosi feriti ed una vittima.

Il neorealismo cinematografico italiano ebbe vita breve e terminò attorno alla metà degli anni 50, ma lasciò nel panorama cinematografico un’impronta tale da influenzare molti altri registi successivi, tra cui Pierpaolo Pasolini.

Fonte dell’immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 04/12/2025

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A proposito di Valeria Esposito

Studentessa presso la facoltà di lingue e culture comparate

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