Diabolik e Freaks Out: una nuova direzione per il cinema italiano?

Diabolik

Diabolik e Freaks Out, quale sarà il nuovo corso del cinema italiano ? Dobbiamo aspettarci altre pellicole del genere?

Tra i film rimandati a causa della pandemia di Covid19 in uscite nel 2021 ci sono Freaks Out di Gabriele Mainetti (uscito il 28 ottobre) e Diabolik diretto dai Manetti Bros (in arrivo il 16 dicembre). Si tratta di due pellicole molto originali nel panorama del cinema italiano.

Freaks Out è un film fantastico influenzato dai film di super-eroi statunitensi mentre Diabolik è la trasposizione cinematografica di un noto ladro protagonista del fumetto nero italiano. Questi due film rappresentano una nuova strada per il cinema italiano ?

Quando il primo kolossal della storia del cinema fu una pellicola italiana

In realtà, pochi sanno che il “primo film kolossal ad alto budget e con sfarzose scenografie e meravigliosi effetti speciali” fu un film italiano, ossia Cabiria, diretto da Giovanni Pastrone ed uscito nelle sale del 1914.

Si tratta di un film fantastico e avventuroso ispirato agli avvenimenti della Seconda Guerra Punica tra Roma e Cartagine ed è la prima pellicola dedicata al forzuto Maciste (interpretato da Bartolomeo Pagano), sceneggiata dallo stesso Pastrone e dal poeta, drammaturgo e romanziere Gabriele d’Annunzio. Dopo l’uscita nelle sale italiane (e nel resto del mondo), il film ottenne un vasto successo gettando le basi al kolossal hollywoodiano, mentre in patria avrebbe generato una diversa quantità di film epici chiamati “peplum” con diversi eroi come Maciste, Sansone, Ercole o Ursus. 

Da pochi anni  il cinema italiano ha iniziato a guardare sempre di più al modello di Hollywood: è il caso di Il Primo Re di Matteo Rovere dedicato al mito di Romolo e Remo rivisto in chiave storica, ambientato in un Lazio primitivo, barbarico e senza la presenza di elementi mitologici  dove gli attori hanno recitato in un “proto-latino ricostruito” da linguisti e glottologi dell’Università La Sapienza di Roma; oppure Pinocchio di Matteo Garrone con Federico Ielapi, Gigi Proietti e Roberto Benigni in cui è narrata la storia del famoso burattino creato da Collodi per gli scolari dell’Italia post-risorgimentale. 

Freaks Out, un film che cita l’infanzia e la passione per la settima arte di Mainetti

Freaks Out è il secondo film dell’emergente Gabriele Mainetti, dopo il successo del film Lo Chiamavano Jeeg Robot con Claudio Santamaria e Luca Marinelli. In una pellicola in cui “il dramma della guerra incontra il genere fantastico”, i protagonisti sono i “freaks” ossia i fenomeni da baraccone. C’è il forzuto Fulvio (interpretato da Claudio Santamaria), Cencio, un ragazzo albino con la capacità di controllare gli insetti (interpretato da Pietro Castellitto), Matilde con il dono di manipolare l’elettricità (Aurora Giovinazzo) e Mario (interpretato da Giancarlo Martini), affetto da nanismo ma con capacità di controllare i metalli. Questi “X-Men di Roma” vivono e lavorano nel circo dell’ebreo Israel  in una città che soffre a causa dell’occupazione nazista. 

Il regista aveva raccontato in una dichiarazione su Fanpage Cinema che Freaks Out è una lettera d’amore alla sua più grande passione, ossia la settima arte:

“Citazioni ce ne sono diverse, alcune esibite e alcune inconsce. Sono cresciuto con l’immaginario di mio padre, con il quale ogni domenica guardavamo un film, rispettivamente il cinema di Monicelli, 007, Indiana Jones e Sergio Leone. E quello che io faccio con il mio cinema è metterli tutti insieme, che poi stiano bene insieme non lo so, però sicuramente è un tentativo di far fare l’amore a questi immaginari così eterogenei e vedere se uno riesce a produrne uno nuovo. Scene come la classica silhouette sulla luna di Eliot con i suoi amici in bicicletta in ET e altre citazioni figlie di un percorso di studi del cinema. Il film apre con una citazione al padre del cinema fantastico che è Méliès, con Tirabassi che guarda in macchina e invita il pubblico a lasciarsi andare, perché niente è come sembra, e fa la classica magia che Méliès faceva nei suoi corti di cinema muto. Anche come Tarantino ha utilizzato il cinema e ha dimostrato come può modificare la storia, ripensarla. Noi facciamo il sogno di riavvicinarci alla storia nel tentativo di riprodurla ma poi cambiarla, perché vogliamo sognare che quel treno carico di ebrei non arrivi dove purtroppo è arrivato”.

Diabolik, tornerà nelle sale italiane il “re del terrore” delle sorelle Giussani

Mentre Freaks Out è un soggetto originale di Nicola Guaglianone e di Gabriele Mainetti; Diabolik dei Manetti Bros è basato sulle avventure del noto ladro creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani e pubblicato da Sergio Bonelli Editore. La celebre coppia Diabolik ed Eva Kant è interpretata da Luca Marinelli e Miriam Leone mentre Valerio Mastandrea veste i panni dell’ispettore di polizia Ginko e Serena Rossi, quelli di Elisabeth. Il progetto era stato annunciato al Comicon di Napoli nel 2018 (sulla falsariga dello stile di Marvel Studios e Dc Films, ossia annunciare i loro film al San Diego Comic-Con): i due registi avrebbero raccontato la storia del celebre ladro sul grande schermo dopo il film di Mario Bava del 1968. 

Paolo del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema (che co-produce Diabolik assieme a Mompracem) aveva espresso il suo parere sul nuovo film del celebre ladro di Clerville in una dichiarazione su La Repubblica nel 2018 con le seguenti parole:

 “Siamo impazienti di vedere i Manetti Bros. al lavoro su questa idea, perfetta per i due registi più pop del cinema italiano. Crediamo molto nel loro talento e nell’unicità del loro stile e delle loro storie. Un film innovativo e sorprendente che si inserisce nella nostra linea produttiva rivolta all’originalità. Annunciamo a Sorrento nel corso delle Giornate Professionali questo progetto tutto italiano, al quale lavoriamo da due anni; voglio ringraziare l’editore della fiducia che ha accordato ai registi e a noi produttori”.

Diabolik sarà il primo di una trilogia. Al momento i Manetti Bros sono al lavoro con due seguiti e le riprese sono in corso nelle città di Milano, Bologna e Trieste. 

Fonte immagine di copertina: si ringrazia Red Capes per la foto.

A proposito di Salvatore Iaconis

Nato nel 1999 a Napoli e iscritto al corso di laurea di Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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