Adam Driver è uno degli attori più versatili e ricercati del cinema contemporaneo, capace di dominare la scena con una presenza fisica imponente e un’intensità emotiva rara. La sua carriera è un percorso unico: da un passato nei Marines degli Stati Uniti a un diploma alla prestigiosa Juilliard School, ha lavorato con registi del calibro di Martin Scorsese, Ridley Scott, Noah Baumbach e Francis Ford Coppola. Con due nomination agli Oscar e quattro agli Emmy, Driver sa essere intimidatorio, vulnerabile e comico, spesso all’interno dello stesso ruolo.
Dal recente successo di Ferrari di Michael Mann al prossimo e attesissimo Megalopolis di Coppola, la sua carriera è in continua ascesa. Analizziamo i ruoli cinematografici che hanno definito il suo straordinario talento.
Indice dei contenuti
La versatilità di Adam Driver: i ruoli chiave a confronto
| Titolo del film (anno) | Archetipo del personaggio e chiave della performance |
|---|---|
| Storia di un matrimonio (2019) | L’artista narcisista ma vulnerabile. Una performance emotivamente devastante, basata su micro-espressioni e un’esplosione di rabbia memorabile. |
| Paterson (2016) | L’uomo comune e poeta. Un ruolo giocato interamente sulla sottrazione e sulla capacità di comunicare mondi interiori attraverso il silenzio. |
| Star wars: il risveglio della forza (2015) | Il villain tormentato. Ha dato una profondità tragica e imprevedibile a un personaggio iconico, unendo furia e fragilità. |
| BlacKkKlansman (2018) | L’infiltrato combattuto. Interpreta un uomo che recita una parte, mostrando la tensione interiore tra il ruolo imposto e la propria identità. |
| The last duel (2021) | Il predatore carismatico. Un ruolo da antagonista puro, interpretato con un fascino ambiguo che rende il suo personaggio ancora più sinistro. |
| Annette (2021) | L’antieroe distruttivo. Una performance fisica e canora totalizzante, che esplora la follia e l’autodistruzione di un artista. |
| I morti non muoiono (2019) | L’osservatore surreale. Un ruolo comico e laconico, dove la sua impassibilità diventa la principale fonte di umorismo. |
La classifica dei 7 migliori film di Adam Driver
1. Storia di un matrimonio (2019)
Questo film di Noah Baumbach contiene forse la performance più acclamata di Adam Driver. Interpreta Charlie, un regista teatrale egocentrico il cui mondo crolla quando la moglie Nicole (Scarlett Johansson) chiede il divorzio. Driver costruisce un ritratto straziante di un uomo che realizza i propri fallimenti troppo tardi. La sua capacità di passare dalla rabbia cieca a una vulnerabilità disarmante è eccezionale, culminando in una scena di litigio diventata iconica. Per questa interpretazione ha ricevuto la sua seconda nomination agli Oscar, come documentato sul sito ufficiale dell’Academy.
2. Paterson (2016)
In questo film di Jim Jarmusch, Driver offre la sua interpretazione più sommessa e poetica. Veste i panni di Paterson, un autista di autobus nella città di Paterson, New Jersey, che nel tempo libero scrive poesie. La sua vita è una routine tranquilla e rassicurante. Driver riempie i lunghi silenzi del film con una presenza magnetica, comunicando la bellezza trovata nei dettagli della quotidianità. È una performance minimalista che dimostra come l’attore non abbia bisogno di dialoghi per esprimere la complessa vita interiore di un personaggio.
3. Star Wars: il risveglio della forza (2015) e sequel
Il ruolo di Kylo Ren ha trasformato Adam Driver in una superstar globale. Lungi dall’essere un cattivo monodimensionale, il suo Kylo Ren è un personaggio complesso, lacerato tra il Lato Oscuro e la Luce. Driver gli ha conferito una rabbia instabile e una profonda vulnerabilità, rendendolo uno dei villain più memorabili della storia del cinema recente. La sua interpretazione ha dato un’anima tragica alla trilogia sequel, elevando il materiale di partenza con la sua intensità.
4. BlacKkKlansman (2018)
Per questo film di Spike Lee, Driver ha ottenuto la sua prima nomination all’Oscar. Interpreta Flip Zimmerman, un detective ebreo che si infiltra nel Ku Klux Klan fingendo di essere il suo collega afroamericano Ron Stallworth (John David Washington). Driver è straordinario nel rappresentare un uomo costretto a recitare il ruolo di un mostro razzista, mostrando la tensione e il disgusto che ribollono sotto la sua facciata impassibile. La sua performance è il cuore emotivo di una commedia nera potente e necessaria.
5. The last duel (2021)
Nel dramma storico di Ridley Scott, Driver interpreta l’antagonista Jacques Le Gris con una freddezza agghiacciante. Le Gris è un uomo malvagio e manipolatore, convinto della propria rettitudine anche dopo aver commesso un atto terribile. Driver non cerca mai di rendere il suo personaggio simpatico; al contrario, ne espone l’arroganza e la crudeltà con un carisma ambiguo che lo rende ancora più inquietante. È una prova di coraggio attoriale in un film potente e sottovalutato.
6. Annette (2021)
Questo musical di Leos Carax è forse il progetto più audace della carriera di Driver. Interpreta Henry McHenry, un comico stand-up provocatorio la cui vita e carriera crollano dopo il matrimonio con una cantante d’opera. È una performance totalizzante: Driver canta, si esibisce e si immerge nella follia di un personaggio dostoevskiano, un “uomo del sottosuolo” che sfrutta persino il talento della figlia prodigio. Il film, premiato per la regia al Festival di Cannes, si regge interamente sulla sua performance senza freni.
7. I morti non muoiono (2019)
Nella commedia horror di Jim Jarmusch, Driver mostra il suo lato più stravagante e divertente. Nei panni dell’agente Ronnie Peterson, affronta un’apocalisse zombie con una calma surreale e un umorismo laconico. La sua impassibilità di fronte all’assurdo e la sua chimica con il collega interpretato da Bill Murray sono il motore comico del film. È una performance che gioca con la sua immagine di attore serio, dimostrando un tempismo comico impeccabile.
Articolo aggiornato il: 11/10/2025

