Il 13 febbraio, giusto in tempo per San Valentino, arriverà anche in Italia sulla nuova piattaforma streaming HBO Max Italia la serie romance del momento, Heated Rivalry. Una storia d’amore pensata per un pubblico di nicchia che sta invece avendo un impatto globale in modi imprevedibili.
Heated Rivalry: dettagli sulla serie e dove vederla
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Data di uscita in Italia | 13 febbraio 2026 |
| Piattaforma streaming | HBO Max Italia (prodotta da Crave) |
| Protagonisti (Cast) | Connor Storrie (Ilya) e Hudson Williams (Shane) |
| Genere | Hockey-romance / Queer drama |
| Opera originale | Romanzo di Rachel Reid |
| Regia | Jacob Tierney |
Indice dei contenuti
Heated Rivalry come fenomeno virale
A dicembre 2025 molti utenti di TikTok, e in particolare chi ama interagire con la community di BookTok, avranno notato come la piattaforma si sia improvvisamente riempita di contenuti riguardanti una nuova serie tv. Moltissimi “video edit” dal sottofondo musicale accattivante alternavano clip di partite di hockey a baci appassionati tra due bei ragazzi, contraddistinti dall’hashtag #Heated Rivalry.
Digitando il nome della serie sui motori di ricerca però, sembrava impossibile trovarla. Niente Netflix, Amazon Prime e simili. Heated Rivalry era uno show prodotto interamente da Crave, un servizio streaming canadese, che era stato anche distribuito da HBO Max, ma solo negli Stati Uniti.
“Toccherà tornare alle nostre origini piratesche” si leggeva in qualche commento ironico su X, ma anche i vecchi metodi presentavano comunque delle sfide: pochi siti streaming illecito riportavano le puntate, e senza sottotitoli. Un destino riservato anche all’omonimo libro: in poco tempo i romanzi della serie hockey-romance dell’autrice Rachel Reid (di cui Heated Rivalry è il secondo) erano sold out ovunque, nonché disponibili solo in inglese.
Per sapere cosa sarebbe successo tra Shane e Ilya restava solo un’opzione: attendere.
Ed è stata proprio quella la chiave del successo della serie come fenomeno globale. Dopo i primi due episodi, le puntate sono state rilasciate a cadenza settimanale. Tra un episodio e l’altro si commentava la serie insieme sui social, la si paragonava al libro, si facevano rewatch continui per scoprire i dettagli più sottili e si organizzavano dei watch party negli sport-bar.
Chi ha guardato la serie in contemporanea con il Canada ha vissuto trasversalmente le emozioni dei protagonisti: l’attesa nel rivedersi, nel ricevere un messaggio, scoprire se ci fosse un lieto fine per un rapporto così ambiguo.
La trama di Heated Rivalry
La trama di Heated Rivalry, se vogliamo essere onesti, non è poi così innovativa per il genere romance, specialmente per le storie queer. Ilya Rozanov e Shane Hollander, i protagonisti, sono due giovani promesse dell’hockey. Ingaggiati da adolescenti, durante la stessa stagione, da due squadre rivali, la scintilla nata tra i due dallo spirito competitivo si trasforma ben presto in attrazione. Purtroppo però “nessuno può saperlo”, come dice Shane nel primo episodio. L’NHL (Lega Nazionale dell’Hockey) è l’unico grande sport nordamericano in cui non vi sono atleti uomini apertamente gay o queer, e la narrativa mediatica che dipinge i due protagonisti come rivali non gli permetterebbe comunque di uscire allo scoperto. I due instaurano una routine di rapporti occasionali che copre quasi 10 anni, ma mettere a tacere i propri sentimenti lasciando il rapporto sul piano puramente fisico non sarà facile per nessuno dei due.
A metà stagione conosciamo anche la storia di Scott Hunter, giocatore di hockey (e protagonista del primo libro) alla cui storia d’amore viene dedicato un intero episodio.
L’elemento che ha stregato il pubblico è sicuramente quello dell’amore “proibito”. Ilya, Shane e Scott sono tutti travolti da sentimenti forti, ma la posta in gioco è molto alta. Tutti temono che se si scoprisse il loro orientamento sessuale, perderebbero le loro carriere, e ognuno ha dei motivi personali che aggravano le conseguenze di questa eventualità. Se Ilya venisse cacciato dalla sua squadra, i Boston Raider, dovrebbe tornare in Russia, dove potrebbe essere arrestato per la sua bisessualità. Shane è per metà canadese e giapponese, e anche se la serie lo mostra in modo sottile, sente già la pressione del dover dimostrare di essere un atleta capace come tutti gli altri nonostante sia asiatico. Scott, invece, è un orfano a cui l’hockey ha salvato la vita: se perdesse la sua carriera perderebbe tutto.
Queste dinamiche coinvolgono lo spettatore, che spera in un lieto fine, ma permettendo anche a moltissime persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ di riconoscersi e sentirsi incoraggiate.
I detrattori del genere romance potrebbero contestare che il successo della serie sia dovuto solo alle scene esplicite, cariche di pathos erotico, ma il regista Jacob Tierney ha sempre sottolineato quanto fossero importanti per la storia stessa. “È come se i protagonisti comunicassero attraverso il sesso. Mi sembrava una parte essenziale della loro storia e del genere. Non potevo non includerla”.
La denuncia sociale
L’aspetto più interessante della popolarità di questa serie è l’impatto che potrebbe avere sul mondo dello sport.
La storia di Heated Rivalry mette in luce una verità spesso taciuta: quanto sia complesso per le persone queer far parte di ambienti sportivi (e non solo) contraddistinti dall’iper-mascolinità. Quanto costi non solo nascondersi, ma modularsi costantemente, e quanto tutto ciò sia deleterio per la salute mentale. Heated Rivalry non si limita a mostrare tutto questo per creare del dramma da intrattenimento, ma cerca di far sentire capito lo spettatore in una simile situazione e di dargli coraggio e speranza.
Per quanto riguarda l’hockey, nonostante l’omertà attorno alla questione, abbiamo dati e testimonianze che mostrano quanto sia uno sport poco inclusivo. Secondo un report, l’NHL è composta in larga maggioranza da uomini bianchi ed eterosessuali. Chi devia dalla norma, in particolare i giocatori queer, subisce una pressione tale da sentirsi costretto ad allontanarsi dallo sport. L’uso di un linguaggio molto aggressivo e omofobo è normalizzato tra i giocatori, e atteggiamenti e dichiarazioni omofobe non vengono mai punite, neanche in occasioni come le partite della Pride Night.
Questo tema, che nella prima stagione è solamente accennato, sarà centrale nei prossimi capitoli della storia, cosa di cui l’NHL non sembra essersi accorta, o di cui non ha valutato le implicazioni per la propria immagine.
L’NHL ha cercato di sfruttare la popolarità della serie, parlandone sui propri canali social per attirare nuovi tifosi. Incuriosite dalla serie in effetti, molte persone prima disinteressate hanno iniziato a seguire l’hockey e a recarsi alle partite dal vivo, incoraggiate sicuramente anche dall’inizio delle olimpiadi invernali.
L’ipocrisia della lega nell’utilizzare la popolarità della serie per promuovere l’hockey è stata denunciata dagli attori stessi. François Arnaud, che interpreta Scott Hunter, è stato molto diretto al riguardo durante un’intervista in radio. “L’NHL storicamente non è mai stata un’organizzazione molto aperta. Hanno vietato agli atleti di indossare la bandiera arcobaleno. Se vogliono usare il nostro nome (la serie), che lo accompagnino a delle azioni concrete”.
Sia François Arnaud che Hudson Williams (l’interprete di Shane Hollander) hanno raccontato di essere stati contattati da più atleti queer che non hanno mai fatto coming out, per dirgli quanto la serie avesse significato per loro. Una serie televisiva forse non basterà a cambiare radicalmente il mondo dell’hockey, ma questo resta un caso in cui una forma d’arte riesce ad aprire una discussione.
La celebrata presenza dell’attore Robbie G.K. (che interpreta Kip, il fidanzato di Scott) a una delle partite del Pride Night, i continui rimandi alla serie da parte dei fan dello sport, è una forma di soft power con cui la comunità LGBTQ+ può iniziare a farsi spazio in un ambiente da sempre ostile.
Una squadra della lega citata nei libri, gli Ottawa Senators, sta vendendo del merchandising a tema, il cui ricavato andrà in beneficenza all’Ottawa Pride Hockey, una squadra locale fondata da atleti queer e transgender.
La serie ha anche ispirato alcuni atleti ed ex atleti a fare coming out, come l’ex giocatore di hockey Jesse Kortuem, e la star del basket AJ Ogilvy.
In Russia, dove la serie è stata bannata ma resta anche molto discussa, guardare Heated Rivalry è diventato un atto rivoluzionario. In un paese in cui si può essere arrestati per essere omosessuali, e ogni rappresentazione positiva della comunità LGBT è vietata, il personaggio di Ilya Rozanov diventa un simbolo di ribellione. I creatori della serie ne sono ben consapevoli. Nella colonna sonora della serie vi è anche il brano dei primi anni 2000 “All the things she said” del duo russo t.A.T.u., estremamente criticato per i suoi riferimenti a un amore lesbico.
La rappresentazione della neurodivergenza
La serie è diventata simbolo di inclusione anche per la comunità autistica, grazie al personaggio di Shane. Hudson Williams, una volta letto lo script finale, ha riconosciuto nel personaggio il carattere e le caratteristiche delle persone nello spettro autistico. Shane è un personaggio molto rigido, introverso, ma estremamente emotivo e, nonostante nella serie non venga mai detto esplicitamente, molti fan autistici si sono rivisti in lui. Questo riconoscimento ha trovato conferma quando Hudson Williams ha ammesso di aver interpretato il personaggio pensandolo come autistico e basandosi su suo padre (che fa parte dello spettro), in accordo con il regista e l’autrice del libro. Hudson Williams stesso ha l’ADHD, un’altra neurodivergenza molto comune in chi rientra nello spettro autistico, ed è riuscito a trasmettere una rappresentazione positiva delle persone autistiche, come degne di essere amate così come sono.
Il successo del cast
Parte del successo e apprezzamento della serie è riconducibile anche alla sua produzione. Trattandosi non del colosso Netflix, ma del servizio canadese Crave, il budget era limitato, ma vi era maggiore libertà creativa. I “soli” tre milioni di dollari per episodio invece di essere limitanti, hanno spinto il regista a trovare soluzioni più creative e dal risultato genuino, dando rilevanza alle doti attoriali del cast. I protagonisti principali, Connor Storrie (Ilya) e Hudson Williams (Shane), erano volti poco noti, giovanissimi, ma molto talentuosi. Connor Storrie, in particolare, è stato più volte lodato per il suo accento russo estremamente accurato e realistico, imparato appositamente per il ruolo.
Entrambi sono stati impegnati in una lunga campagna promozionale che ha mostrato al pubblico la loro affiatata amicizia e la loro personalità, facendo innamorare il pubblico ancora di più.
In poco tempo sono diventati delle star di fama internazionale, invitati a show come il The Tonight Show di Jimmy Fallon e il Saturday Night Live.
Hanno presentato la serata dei Golden Globes (nonostante la serie non abbia ricevuto nomination) e sono stati scelti come tedofori per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
La favola dei due ragazzi che nel giro di pochi mesi sono passati dall’essere camerieri a star internazionali, contribuisce al clamore e alla curiosità intorno alla serie, e può essere di ispirazione per altre produzioni che cercano di comprendere i gusti del pubblico. Heated Rivalry ha dimostrato che vale la pena scommettere su volti nuovi, e che non solo ciò che viene dagli U.S.A. è rilevante.
Lo show presenta una forte identità culturale canadese, e i rappresentanti del paese ne sono entusiasti. Il primo ministro canadese ha presenziato un gala dedicato all’industria cinematografica e televisiva nazionale, durante il quale ha lodato la serie per rappresentare il Canada in quanto “paese che celebra le differenze”, indossando una giacca di Shane tratta dalla serie mentre abbracciava Hudson Williams.
Il futuro dell’opera
Nonostante il grandissimo successo, il team creativo è stato chiaro: niente seconda stagione prima del 2027. Il regista Jacob Tierney ha dichiarato che serve tempo per scrivere e girare una nuova stagione che mantenga lo stesso livello di qualità e fedeltà all’opera originale. Ha inoltre confermato che la serie continuerà a essere interamente prodotta da Crave, e manterrà un budget modesto.
I fan dei romanzi invece non vedono l’ora di scoprire quali degli altri quattro libri dell’universo di Heated Rivalry saranno inclusi nella trama della serie (come è successo con il terzo episodio che riprende i fatti del primo libro), e chi saranno gli interpreti dei nuovi personaggi. Ipotesi del cast e voci di corridoio sembrano suggerire una certa probabilità per l’inclusione della trama del quinto volume, Role Model, con protagonista il nuovo compagno di squadra di Ilya, Troy Barrett, ed Harris Drover, social media manager della squadra.
I romanzi verranno pubblicati in Italia dalla casa editrice Always Publishing nel 2026.

