“Sei un buffone” o “sei una buffona”, questa è un’espressione comune, sentita tante volte pronunciare nei confronti di una persona conosciuta, come un amico, o un parente per designare un atteggiamento scherzoso assunto da chi ama prendere la vita con leggerezza, soprattutto nei momenti meno opportuni. L’aggettivo precedentemente disegnava il tipico “buffone di corte”, se non addirittura una maschera caratteristica nel mondo del teatro, successivamente del cinema e della tv. Spettacoli, film e cartoni animati pullulano di personaggi dalla comicità particolare e, anche se non erano mai stati individuati, ecco i 5 buffoni Disney più divertenti della nostra infanzia.
La parte del buffone fin dall’antichità era interpretata spesso da giovani attori, perlopiù maschi che, ad un certo punto hanno iniziato a frequentare le corti dei grandi re con lo scopo di divertire e intrattenere con spettacoli e monologhi buffoneschi. I buffoni rendevano la narrazione teatrale umoristica, spesso ambientata nella vita quotidiana, nella quale si prendono gioco della società, spogliandola dalle sue ipocrisie e scagliandosi contro i potenti, facendone una parodia ed esasperando i tratti fisici o caratteriali. I giullari rientrano in una tradizione documentata da latini e greci tra cui i commediografi Aristofane e Marziale. I buffoni o meglio, i giullari, partecipavano alle feste popolari e sono gli antenati di figure affermatesi con la Commedia dell’Arte italiana come lo Zanni o ancora prima come nella commedia shakespeariana attraverso il cosiddetto fool che è un’evoluzione della maschera popolare attraverso figure come quelle di Pulcinella.

I 5 buffoni Disney e le loro caratteristiche principali
| Personaggio | Opera di riferimento | Tratti distintivi e carattere |
|---|---|---|
| Pippo (Goofy) | Universo di Topolino | Cane umanizzato, sbadato, goffo e ingenuo, ma amico premuroso. |
| Cucciolo (Dopey) | Biancaneve e i sette nani | Il mimo del gruppo, muto, dolce e incapace di fare del male. |
| Il Genio | Aladdin | Trasformista, portatore di allegria e caos, sovverte l’ordine sociale. |
| Timon | Il re leone | Suricato scaltro, logorroico, impulsivo e spiritoso. |
| Pumbaa | Il re leone | Facocero affidabile e genuino, vive secondo la filosofia dell’hakuna matata. |
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Pippo: l’amico di Topolino tra i buffoni Disney più divertenti
Il suo nome originale Goofy fa dell’amico di Topolino, uno sciocco e un goffo, aggettivi più che pertinenti per considerarlo un “buffone” contemporaneo ed è iconico per il suo celebre urlo Yaaaaaaaaa-hoo-hoo-hooey!. Pippo è un cane umanizzato ed è riconoscibile per il muso e le orecchie nere lunghe costantemente in movimento e intervallate da un bernoccolo sul capo; di solito indossa un maglione arancione a collo alto, un gilet nero, un paio di pantaloni blu molto più grande rispetto alla sua taglia, scarpe marroni e cappellino verde. Pippo non è soltanto la rappresentazione di una personalità opposta rispetto a quella di Topolino che è, invece intuitivo e razionale, di fatto è spesso sbadato e ingenuo, ma si distingue per essere un amico premuroso e sempre disponibile ad aiutare i suoi amici. Lo scorso 29 febbraio, Pippo ha compiuto 94 anni, nato da un’idea di Pinto Colvig e dell’animatore Johnny Cannon che lo fanno apparire in un cortometraggio su Topolino. La prima versione era chiamata Dippy Dawg e fu rappresentata in Mickey’s Revue nel 1932, diretto da Wilfred Jackson. Si ricordano tra gli altri cartoni realizzati su Pippo: Una festa scatenata, Una serata di beneficenza, in cui il protagonista è un vero e proprio mattatore comico che mette in luce la sua goffaggine, oscurando Orazio e Clarabella, altri personaggi storici. Nel corso del tempo, Pippo è diventato una figura molto più dinamica in seguito anche all’evoluzione grafica che ha subito dagli anni ’40 e ’50 in poi, ed esordisce in altri corti come: Attenti al raffreddore (1951), Canto di Natale di Topolino (1983) e nei cartoni animati per televisione: Ecco Pippo, House of Mouse – Il Topclub negli anni 2000 trasmesso su Disney Channel e in Topolino, Paperino e Pippo: I tre moschettieri del 2004.
Cucciolo: il mimo Disney

Il settimo e più piccolo nano di Biancaneve, chiamato in lingua originale Dopey, può essere considerato una versione di buffone puro incapace totalmente di causare del male ed è proprio la sua natura dolce d’impotenza a renderlo il giullare del gruppo dei Sette Nani, se non un vero e proprio mimo per eccellenza nella fiaba più conosciuta dell’infanzia. Non è un caso che la creazione di questo personaggio fu preso come modello d’ispirazione il comico Eddie Collins suo doppiatore nel film di Walt Disney, mentre nel remake del 2025, Gabriele Patriarca diventa il suo doppiatore italiano. Cucciolo non parla e secondo alcune interpretazioni, non sarebbe un nano, ma un bambino che non ha ancora imparato a farlo. Nel cartone, è rappresentato con orecchie grandi, calvo e sbarbato; indossa vestiti larghi che si trascina mentre cammina in maniera aritmica rispetto ai suoi compagni e colleghi, visibile nella scena iconica nella quale i nani si recano presso la miniera nella quale lavorano cantando Ehi-Ho!
Il Genio: un personaggio trasformista tra i buffoni Disney
Il Genio della lampada che, nella versione live action è interpretato dall’attore Will Smith è un vero e proprio uomo di spettacolo nel film Aladdin (2019). È il buffone che trasmette allegria e produce caos al contempo, essendo completamente fuori controllo. Se il giullare del Medioevo doveva intrattenere il Re e la sua corte con la sua ironia, il Genio, usa i suoi poteri universali per sovvertire un intero ordine sociale, educando generazioni di spettatori. Il suo personaggio rompe la quarta parete, essendo un personaggio comico e si insinua in una stanza stravolgendone totalmente l’atmosfera e ravvivandola. Inoltre, ha il potere di trasformarsi in tutto ciò che desidera, tipica è la scena in cui il genio diventa una guida turistica, indossando una camicia hawaiana e un cappello di paglia, munito di macchina fotografica e binocolo con una bandierina arancione con su scritto TOUR DEI DESIDERI, poi cambia ancora travestimento indossando un elmetto da safari, poi un paio d’occhiali da sole e ha un megafono con le mani. Oltre a ad assolvere al suo compito di aiutante di Aladdin, in quanto capace di provvedere alla produzione di ingenti ricchezze, lo accompagna nel suo percorso di ascesa sociale. Appare grosso e con la pelle blu, e può esaurire solo tre desideri espressi dal padrone. È stato doppiato da Robin Williams in lingua originale e da uno dei più grandi mattatori della televisione italiana: Gigi Proietti.
Timon e Pumbaa e la filosofia dell’hakuna matata
Timon e Pumbaa sono il duo inseparabile di amici di Simba ne’ Il re leone (1994), una versione rinnovata di Rosencrantz e Guildenstern, i due buffoni dell’Amleto di William Shakespeare. La loro filosofia di vita che accompagna tutta la storia del film è hakuna matata che in lingua swahili significa senza pensieri e che incarna perfettamente il loro carattere di personaggi comici che, appunto, assolvono alla funzione di trasformare un momento tragico per il loro amico protagonista, in una scena divertente. Non prendono mai la vita troppo sul serio. Sono esuberanti e senza filtri, esprimendo ciò che hanno da dire in maniera schietta e sincera; sono dotati di un peculiare umorismo, percepito soprattutto a livello fisico. Pumbaa è un facocero grosso ed è spesso vittima di alcuni problemi odorosi. È un personaggio affidabile, genuino e brillante e odia sentirsi chiamare maiale, pretendendo che ci si diriga a lui con Signor Maiale. Timon, invece, che si attribuisce spesso i meriti delle idee partorite dalla mente del suo amico Pumbaa, è un suricato scaltro, impulsivo e spiritoso. Decide di allontanarsi dalla colonia degli altri suricati, perché non sentiva di appartenervi. È logorroico, gesticola nervosamente e, spesso si caccia nei guai, potendo però contare sull’aiuto di animali più grossi di lui che lo difendono.
Fonte immagine: Wikipedia (Alexdevil)
Articolo aggiornato il: 15 Aprile 2026

