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Eroica Fenice

I miserabili

I miserabili di Ladj Ly sbarca in Italia

Diretto da Ladj Ly, I miserabili è una pellicola francese in bilico tra il filone della denuncia sociale e quello delle pellicole d’azione.

“Non vi sono né cattive erbe

né cattivi uomini: 

vi sono soltanto cattivi coltivatori.”

(Victor Hugo, Les Misérables)

Alain Juppé, primo ministro francese durante l’iniziale presidenza Chirac, all’uscita del film L’odio (L’Haine) organizzò una proiezione speciale per i membri del suo dipartimento nel 1995. Gli agenti, in segno di protesta, voltarono le spalle per manifestare il loro dissenso nei confronti della scelta dell’esecutivo. La pellicola cult diretta da Mathieu Kassovitz fu infatti duramente accusata di aver ritratto in modo troppo brutale il mondo della polizia e e delle forze dell’ordine.

Sono in tanti ad aver comparato L’odio e I Miserabili, film di Ladj Ly e finalmente distribuito anche in Italia, on demand, sulle piattaforme Miocinema.it e Sky Primafila. Vincitore del Premio della Giuria allo scorso Festival di Cannes, si avvale dell’interpretazione di alcuni fra gli attori emergenti del cinema francese (Damien Bonnard, Alexis Mannenti e Djibril Zonga).

I Miserabili, sinossi del film

I Miserabili è la storia dei primi giorni di fuoco del poliziotto Ruiz, ultimo arrivato nel commissariato parigino turno. Incontrando i nuovi compagni Chris e Gwada scoprirà pian piano le tensioni e le lotte, sociali e quotidiane, che contraddistinguono la cittadina di Montfermeil, banlieue est di Parigi. La stessa Montfermeil, dove a mano a mano Hugo fa muovere i suoi personaggi attorno alla taverna dei Thénardier, punto di contatto più diretto e immediato con il classico della letteratura d’oltralpe.

Il film si apre con i festeggiamenti francesi per la vittoria del Mondiale 2018. Migliaia di persone si riversano, prima e dopo la finale poi vinta con la Croazia, per i boulevard parigini e nella Place du Trocàdero. Una massa indistinta di anime, di misérables tra cui è possibile riconoscere lo stesso Ruiz, che giungono con ogni mezzo a disposizione e da ogni periferia in quello che, per il 15 luglio di quell’anno, sarà il centro del mondo. Almeno per qualche ora, ansie, tensioni e lotti sociali e quotidiane vanno in secondo piano e le vicende di Mbappé, Dembélé e compagni, direttamente dallo stadio Lužniki di Mosca, avranno la meglio.

La scena si sposta successivamente sul primo giorno di lavoro di Ruiz, e da qui partono le vicende che daranno luogo allo sviluppo de I Miserabili. Ladj Ly predilige un uso quanto più realistico possibile del mezzo cinematografico, ed è questo che permette di ascrivere I Miserabili a pellicole come L’odio e al filone del cinema di denuncia. Il film non patteggia per nessuna tra le parti in gioco, non sta né dalla parte dei più forti e né tantomeno da quella dei vinti, lasciando allo spettatore la più totale interpretazione dei fatti mostrati. Una scelta coraggiosa, inusuale per i nostri tempi e che trova la propria summa nel meraviglioso finale corale, tra i più sorprendenti degli ultimi anni.

Tra denuncia sociale e azione frenetica

“Salam-Aleikum” esclamano spesso le minoranze musulmane della periferia di Montfermeil: “Che la pace sia con te”, più o meno. Un’affermazione che comunque esorta all’armonia, all’empatia, proprio quella che manca nell’inferno quotidiano delle banlieue parigine. Un brodo di culture, religioni e lingue diverse che convive quotidianamente e prova a tirare avanti e nel quale i tutori della legge provano a mantenere un’ordine che non c’è o che è in mano a persone diverse. Appare chiaro come tutto questo si basi su un equilibrio fragilissimo e infatti la goccia che farà traboccare il vaso sarà la scomparsa di un cucciolo di leone da un folcloristico zoo gestito dai rom. A quel punto toccherà ai giovani della banlieue, veri e propri alter ego di Mbappé e Dembelé, a prendere in mano la situazione.

I Miserabili ha le fattezze di un pugno nello stomaco, è crudo e potente come solo la realtà più nuda e pura sa essere. Il dramma della periferia è messo sapientemente in scena da Ladj Ly, che firma così una pellicola che riesce a far riflettere e pensare. I Miserabili è un film adrenalico che inserisce momenti di azione e di violenza all’interno del ritratto sociale, senza che essi siano comunque fini a se stessi e pienamente in linea con quella che è l’impostazione di fondo. Si tratta quindi di un film che, più che al filone di denuncia europeo, ricorda più un certo tipo di cinema americano di cui Spike Lee è il maggior rappresentante (BlacKkKlansman, Fa’ la cosa giusta).

Fonte dell’immagine: ufficio stampa

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