Il Primo Natale: il grande successo natalizio di Ficarra e Picone

Il primo Natale Ficarra e Picone

A due anni dal successo de L’ora legale, è in tutte le sale italiane dal 12 dicembre Il Primo Natale, prodotto da Medusa Film, il nuovo film natalizio del duo di comici siciliani Ficarra e Picone, qui nei ruoli, rispettivamente, di Salvo, un ladro di arte sacra e convinto ateo, che si beffa dei credenti grazie ai quali riesce ad arricchirsi illecitamente, e il pio padre Valentino, affascinato dall’arte sacra del Presepe, e alle prese con i casting per i protagonisti del Presepe vivente che metterà in scena alla sua parrocchia di Roccadimezzo Sicula.
E sarà proprio il Presepe con la sua eterna magia, suggestivo ed evocativo, a far incrociare i cammini di due uomini così diversi che, in un richiamo evidente al celebre capolavoro di Massimo Troisi e Roberto Benigni “Non ci resta che piangere“, magicamente, attraversando un canneto, torneranno insieme indietro nel tempo, fino all’anno zero, in tempo per vivere l’esperienza del Primo Natale, quello della nascita di Gesù al tempo di Erode (Massimo Popolizio) in Palestina, ed assistere al miracolo di Dio che si fa uomo in una notte che non è come la immaginiamo, che ha per protagonista una Natività per nulla stereotipata: senza il fiato caldo del bue e dell’asinello a riscaldare la fredda capanna, né i doni dei Re Magi, né, a dar la vita al Salvatore, la giovane donna dal velo azzurro e dalla folta chioma bionda che ci aspetteremmo, ma dai penetranti occhi e capelli scuri, né l’uomo anziano accanto a lei. Un Presepe – e questa volta vivente davvero – non convenzionale, di certo, più realistico proprio per questo magico.

Niente renne, Babbo Natale, neve o slitte o luci colorate, ad eccezione di quella sfavillante e luminosa della Cometa su Betlemme, nessun regalo materiale da scartare sotto l’albero, ma un regalo più grande e più vero che trova compimento in una povera capanna di paglia e di legno: quello della salvezza. Immergiamoci dunque nella magia dell’unico e vero Primo Natale.

Il Primo Natale di Ficarra e Picone, un Natale all’insegna dell’altruismo e della solidarietà

Pochi momenti dell’anno smascherano le ipocrisie abilmente celate tutto l’anno quanto il Natale, festa oggi consumistica e all’insegna del più puro materialismo che, in una frenesia di regali e luci, nasconde le ombre e l’egoismo di chi, cieco di fronte alla sofferenza degli ultimi, sceglie di voltarsi dall’altra parte mentre ipocritamente venera le statuine di creta del più ultimo degli uomini, nato in assoluta povertà ma pieno di una ricchezza che non ha nulla di materiale, l’ipocrisia di chi afferma di credere nel Suo verbo ma non perde occasione per dividere gli uomini sulla base del luogo da cui provengono e delle risorse di cui dispongono, per ribadire, spesso a scapito di quello altrui, il proprio diritto alla vita e alla felicità.
Una festa che, ormai, ha del tutto perso il suo significato primigenio, che viene ricordato solo e soltanto attraverso le statuine del Presepe, che veicolano comunque un’idea del tutto irrealistica (ed eurocentrica) della Natavità.

Con l’arguzia e la comicità cui Ficarra e Picone sono soliti, Il Primo Natale, lungi da essere un cinepanettone (o forse un cinecannolo, in salsa siciliana), si rivela un buon prodotto cinematografico (una menzione speciale va all’ambientazione, così dettagliatamente ricostruita in Marocco) e soprattutto una brillante commedia che necessita di una lettura stratificata, in più occasioni strizza l’occhio all’attualità e fa luce sulle debolezze della nostra società, sulla nostra capacità di dare una patina luccicante ai nostri lati più oscuri. Una commedia divertente e ricca di esilaranti gag che, nonostante il celebre precedente troisiano, non perde in originalità e vanta la potenza del suo messaggio, perché si può far critica anche ridendo, alla riscoperta del vero significato del Natale: altruismo, accoglienza, amore. Un messaggio rivoluzionario, oggi più che mai, e universale, trasversale ad ogni confessione religiosa e anche all’assenza della stessa.

Fonte immagine: comunicato stampa
Fotografie: Serena Schettino

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A proposito di Giorgia D'Alessandro

Laureata in Filologia Moderna alla Federico II, docente di Lettere e vera e propria lettrice compulsiva, coltivo da sempre una passione smodata per la parola scritta.

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