Lion, la strada verso casa (Garth Davis) | Analisi

Lion, la strada verso casa

 

Lion, la strada verso casa è un film lungo, intenso, emozionante. Il regista, Garth Davis, si è ispirato alla storia di Saroo Bierley e prende spunto dal suo libro La lunga strada per tornare a casa. Un grande pilastro di struggente verità regge la pellicola che debutta nel 2016, dopo essere presentata al Toronto International Film Festival ed essersi guadagnata il 2° posto al Premio del Pubblico. 

Qual è la storia di Saroo in Lion, la strada verso casa?

Lion, la strada verso casa ha inizio con le dolcissime scene di Saroo che gioca teneramente insieme al fratello e il film procede per una prima parte totalmente in lingua indiana. La famiglia di Saroo è originaria dell’India centrale ed è lì che vive di stenti e in totale povertà. Il piccolo Saroo, insieme al fratello Guddu, decide di notte di incamminarsi per lavorare in modo da aiutare la madre. Il bambino, stanco, si addormenta in stazione promettendo di aspettare il fratello senza muoversi.

Al risveglio è solo ed erroneamente sale su un treno che arriva a Calcutta, a 1600 km di distanza da casa  sua. Saroo non sa cosa fare, è impaurito e grida il nome del fratello nella speranza di poter fermare il tempo e correre tra le sue braccia. Da questo momento la sua vita cambia totalmente e quella della madre viene, inesorabilmente, stravolta.

In seguito ad un periodo di stenti e solitudine in cui sopravvive, viene aiutato da un’assistente sociale che funge da tramite con una famiglia australiana ben disposta ad adottarlo. Saroo cresce, dunque, sano. Trascorre una vita serena e si forma nel migliore dei modi. Si specializza all’Università di Melbourne ma è durante una serata tra colleghi e amici che si accende in lui una luce, rimasta offuscata per troppo tempo. Attraverso un’epifania la sua mente rievoca una serie di ricordi dei momenti precedenti a sua adozione. Saroo, completamente stravolto, tramite Google Earth cerca di ritrovare la strada verso casa, con il cuore gonfio di gioia al solo pensiero di riabbracciare la mamma, il fratello e la sorella dopo 25 lunghi anni. Afflitto da un grande senso di colpa nei confronti della madre naturale che l’ha cercato per chissà quanto tempo, ha il bisogno di comunicare a lei che è vivo. Allo stesso tempo, non rivela nulla ai genitori adottivi circa le sue estenuanti ricerche (che lo tengono impegnato giorno e notte, tanto da fargli lasciare il lavoro).

La fidanzata lo incoraggia e lo appoggia nonostante la sua sia un’impresa quasi impossibile date le poche certezze sul campo di ricerca: Saroo ricordava a stento particolari luoghi e all’epoca era troppo piccolo, tanto da non saper pronunciare neanche bene il nome del proprio paese. La sua ragazza è la prima a sapere quando trova la sua città d’origine tramite il motore di ricerca online. Saroo, in seguito, parte per l’India senza esitare: ripercorre le strade che, per mesi, la sua mente non aveva smesso mai più di osservare. Una volta arrivato, apprende che la sua abitazione era divenuta una stalla. Fortunatamente un uomo del villaggio, che parlava la sua lingua, lo conduce verso la madre. Quest’ultima incredula, si getta tra le sue braccia. Saroo, a malincuore, viene a conoscenza che il fratello era morto subito dopo la sua scomparsa, nel tentativo -vano- di trovarlo.

Lion, la strada verso casa si conclude con una serie di veritiere fotografie di Saroo Bierley che emozionano lo spettatore e aprono spiragli di riflessione circa gli stili di vita di determinati paesi- come l’India- che, a causa della povertà, sono costretti a vivere nella miseria e a patire sofferenze inumane. 

La drammatica storia di Saroo accomuna innumerevoli bambini. La situazione in India è tra le più delicate al mondo circa lo sfruttamento minorile. Sin dalla primissima infanzia, i bambini sono costretti a lavorare e non ricevono istruzione: capita che siano vittime di maltrattamenti, orfani o abbandonati dai genitori a causa della gravissima povertà. In India 9 bambini su 10 sono abituati a crescere in solitudine e senza alcun riparo

Lion, la strada verso casa abbraccia una realtà messa in ombra su cui bisognerebbe interrogarsi maggiormente e che il regista è perfettamente riuscito a rappresentare. Bisogna guardare, documentarsi. Ciò che è ingiusto e inumano riguarda ciascun individuo. Nessuno è escluso. 

 

Fonte immagine: Nerdface

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