Pedro Almodóvar e Donne sull’orlo di una crisi di nervi | Analisi

Pedro Almodóvar e Donne sull’orlo di una crisi di nervi | Analisi

Pedro Almodóvar, nato nel 1949, è figlio di quel momento di grande euforia, che è la liberazione della Spagna, a seguito del quarantennio di dittatura franchista. Sorge un movimento culturale importante: la movida madrileña, che segna la rinascita di un senso di libertà e la società spagnola abbraccia la democrazia. I primi film di Pedro Almodóvar, infatti, sono proprio l’espressione di questa improvvisa voglia e possibilità di mettere in scena il punto di vista di un popolo appena liberato. Sono film caotici e disordinati, in cui si esprime a pieno lo spirito libero degli spagnoli. Il discorso del desiderio è una costante che attraversa tutto il suo cinema ed è incentrato soprattutto sul corpo maschile, senza, però, far cadere in secondo piano la figura femminile, anch’essa oggetto del desiderio, ma in maniera diversa: da un punto di vista affettivo e non erotico.

Donne sull’orlo di una crisi di nervi è un film del 1988 ed è il primo film con cui Pedro Almodóvar viene riconosciuto come giovane autore di fama internazionale, in quanto vince il premio per la sceneggiatura e, in seguito, è candidato all’Oscar. 

Un mix di melodramma e ironia

Donne sull’orlo di una crisi di nervi è proprio un mix tra la struttura scoppiettante della commedia screwball e l’intensità del melodramma. L’intera vicenda si basa sul meccanismo dell’attesa delusa: ogni personaggio è alla ricerca di un qualcosa che non arriverà mai, per poi ricevere qualcos’altro di completamente casuale. La sceneggiatura è una specie di struttura ad orologeria che costruisce tutta una serie di coincidenze assurde, che hanno sia gli elementi della commedia, che quelli del melodramma. Questa mescolanza tra melodramma ed ironia è la chiave nel cinema queer di Pedro Almodóvar: il dolore viene affrontato sia estetizzandolo nel pathos del melodramma, che cercando di ritrovare una dimensione di leggerezza ironica.

Ma Pedro Almodóvar come riesce a mescolare questi due generi?

Tramite una serie di deviazioni verso la commedia, che derivano dall’incorporazione dei materiali pop, cioè appartenenti alla cultura popolare. In Donne sull’orlo di una crisi di nervi, la recitazione tramite il doppiaggio è fondamentale, perché alleggerisce il peso del melodramma. La prima cosa che Pepa doppia è una bizzarra pubblicità di un preservativo; quindi, se non ci fosse l’innesto dello spot pubblicitario, la prima parte del film si muoverebbe del tutto in direzione del melodramma, della sofferenza del personaggio femminile e del suo smarrimento. Al contrario, la musica si muove in direzione della melodrammaticità, ritrovando così l’elemento del pathos musicale: in ogni scena è presente una melodia più o meno melanconica e straziante ad accompagnare l’evolversi della trama e delle relazioni dei personaggi.

Su cosa è incentrato Donne sull’orlo di una crisi di nervi di Pedro Almodóvar?

Pedro Almodóvar propone una riflessione sui ruoli di genere, inscenando un personaggio femminile di nome Pepa, in una attesa spasmodica della telefonata dell’uomo di cui è innamorata, Ivan, che però la sta lasciando; quindi, quello che dovrebbe essere un dialogo diventa un monologo. Tramite i personaggi femminili Pedro Almodóvar racconta il proprio rapporto tortuoso e tormentato con la mascolinità. Tutti i personaggi cercano di contattare le controparti maschili che, però, risultano irraggiungibili, distanti ed ingannevoli. L’unico personaggio maschile che sembra poter rappresentare il contraltare a questo discorso è il giovane Carlos, il quale non a caso non possiede il controllo della propria voce, essendo balbuziente. Al contrario, Ivan e gli altri personaggi maschili hanno pieno controllo della propria voce come strumento di seduzione.

Dunque, i temi affrontati sono molteplici: il forte desiderio e la ricerca di un contatto con il partner maschile, che però viene negato e si traduce in assenza; l’incomunicabilità con l’uomo dei sogni, in contrasto con la potenza seduttiva della voce dei personaggi maschili.

Un cinema di oggetti

Il cinema di Pedro Almodóvar è un cinema di oggetti, i quali rappresentano i sostituti del corpo dell’amato, Ivan. Pedro Almodóvar attribuisce agli oggetti un’importanza fondamentale, per cui questo film è realistico da una parte, ma dall’altra è così assurda la concatenazione degli eventi, che potremmo pensare che si tratti di un film onirico.

Il film è incentrato tutto sul telefono, come strumento tramite il quale si ricerca un contatto con il personaggio maschile, che diventa sempre più impossibile. C’è una scena nella quale Pepa distrugge il telefono, non potendo interagire con il corpo dell’amato, lanciandolo dalla finestra e distruggendo anche quest’ultima: questa immagine del buco che si crea sulla superficie vetrata è proprio un’immagine simbolica di una mancanza incolmabile, del buco che si è creato nella sua interiorità. Con Pedro Almodóvar, il telefono diventa l’oggetto su cui si coagulano tutte le ansie, il desiderio della protagonista Pepa e anche la mancanza del suo oggetto del desiderio, che è Ivan. 

Un altro degli oggetti su cui si insiste è l’orologio, che indica lo scorrere del tempo e l’aumentare della distanza e dello svanire del personaggio maschile all’orizzonte. Gli orologi, con l’avanzare della vicenda, perdono di importanza, in quanto Pepa riprende il controllo e il tempo della sua vita, mentre all’inizio è una vittima del destino ineluttabile, determinato dalla fine della relazione e dalla non comunicazione con Ivan, scandito dallo scorrere del tempo. 

Assurdità onirica del cinema degli oggetti

Le coincidenze assurde che attraversano il film lo rendono simile ad un sogno ed il potere che Pedro Almodóvar conferisce agli oggetti aumenta questa sensazione. Nel film, varie volte degli oggetti cadono dall’alto, come la valigia che viene gettata dalla moglie di Ivan, per enfatizzare il ruolo del fato, che irrompe nelle vite dei personaggi; quindi, Pedro Almodóvar gioca con la realtà e la dimensione onirica e le combina in un unico spazio.

Fonte immagine: Wikipedia

A proposito di Sara Russo

Vedi tutti gli articoli di Sara Russo

Commenta