Perfect Days di Wim Wenders | Recensione

Perfect Days di Wim Wenders | Recensione

Ecco a voi Perfect Days: il film che insegna a vivere il presente accettandone la caducità e assaporandone al tempo stesso la bellezza.

Regista e curiosità su Perfect Days

Perfect Days è l’ultimo film capolavoro dell’ottantenne regista tedesco Wim Wenders, diretto nel 2023 e ambientato a Tokyo. Il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 2024, meravigliando i suoi spettatori.

Di che parla Perfect Days?

Il protagonista di Perfect Days è Hirayama, addetto alle pulizie dei bagni pubblici a Tokyo. Taciturno e solitario, lavora meticolosamente ma sempre con il sorriso sulle labbra. Conduce un’esistenza semplice e frugale che si caratterizza per una certa ripetitività delle sue attività quotidiane: la sveglia all’alba, la cura del corpo, il caffè, il lavoro, la pausa pranzo al parco dove osserva gli alberi e i giochi di luce creati tra le foglie. Conclude poi la giornata lavandosi ai bagni pubblici, con la cena al solito noodle bar, e poi con la lettura di un libro prima di andare a dormire. Il tutto è accompagnato da una fantastica colonna sonora che Hirayama ama ascoltare su musicassette a nastro, costituita da canzoni anni 60 e 70.

Critica di Perfect Days

Ciò che colpisce di Perfect Days, è come il protagonista metta sempre al centro di tutto la cura di sè, degli altri e dell’ambiente in cui vive. I dettagli della sua vita sono completamente diversi dai nostri. Noi ci perdiamo nei nostri smartphone, mentre Hirayama (interpretato da Kōji Yakusho) osserva il cielo, gli alberi e le foglie, fotografando il tutto con una fotocamera analogica per poi stampare le foto.

Nel film si notano tutti questi particolari, anche l’attenzione del protagonista nei confronti della natura e delle piantine delle quali si prende cura. Pur essendo solo non sembra soffrire la solitudine, pur essendo silenzioso sa essere gentile e rispettoso con le persone che incontra, venendo ricambiato.
A dispetto della velocità frenetica delle nostre vite, il ritmo della vita di Hirayama è lento, ed il segreto dei suoi “perfect days” sembra essere quello di sentirsi appagati non dal possesso del superfluo, ma dall’apprezzamento delle piccole cose della vita.

In Perfect Days subito ci si affeziona al personaggio per la sua delicatezza, il suo modo di vivere sereno e pacifico. Questa storia di una semplicità assoluta, trasmette attraverso le sue immagini una pace misteriosa.
La casa di Hirayama è umile ed essenziale, e valorizza solo le cose preziose: i libri, le sue musicassette e le fotografie. Si intuisce come il protagonista abbia avuto un passato doloroso, che abbia superato attraverso i suoi riti rendendo più pulito il suo mondo interno.

In conclusione…

In Perfect Days si ha quasi il desiderio di essere come Hirayama, consapevole di tutto ma capace di essere felice allo stesso tempo per le piccole cose che lo circondano, compreso il suo lavoro.

Fonte immagine: Wikipedia

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