Scene tristi nei film: 10 da non perdere

Scene tristi nei film: 10 da non perdere

La tristezza è un sentimento all’uomo molto caro, necessario per la differenziazione tra i diversi momenti che caratterizzano il vivere, i quali si muovono in una danza leggiadra e costante di gioie e dispiaceri. Sebbene l’uomo sembri ignorare tale condizione, o addirittura sfuggirne, egli necessita talvolta di consacrarsi alla vulnerabilità, per riuscire a ricalibrare i propri passi del proprio percorso vitale con maggiore consapevolezza. Per questo motivo, vi proponiamo le Scene tristi nei film: 10 da non perdere, per aiutarvi a dedicare del tempo ai vostri momenti di dovuta e sana tristezza.

Analisi delle scene drammatiche e temi trattati

Film Momento chiave Tema emozionale
Manchester by the Sea Confronto con l’ex moglie Senso di colpa irrisolto
Schindler’s List Addio e dono dell’anello Valore della vita umana
L’attimo fuggente Saluto sui banchi Ribellione e memoria
La scelta di Sophie Scelta tra i due figli Sacrificio materno disumano
La società della neve Morte di Numa Solidarietà estrema

Scene tristi nei film: 10 da non perdere

Manchester by the Sea: la scena del confronto

La prima tra le scene tristi nei film che vi proponiamo è presente in Manchester By the Sea (2016), includibile senza dubbio tra le pellicole più impegnative prodotte nell’ultimo decennio. Una tragedia ha colpito il protagonista, imparagonabile a qualsiasi altra sofferenza che si possa provare in vita: i suoi tre figli hanno perso la vita in un incendio, provocato da una sua banale disattenzione. Una delle scene chiave del film vede il confronto con l’ormai ex moglie, che tenta di rivangare il passato e gli confessa con voce spezzata di amarlo ancora, trovando dinnanzi a lei non altri che il fantasma dell’uomo che un tempo era stato, perché consumato dal senso di colpa e dall’incapacità di affrontare la realtà di ciò che è accaduto.

Schindler’s List: la scena finale

Questo commovente capolavoro sull’Olocausto è degno di nota nella sua interezza, ma tra le scene chiave figura, in modo particolare, quella finale. Con la fine della guerra, Schindler è costretto alla fuga insieme a sua moglie e, commosso da un dono che gli viene offerto dagli ebrei che egli ha salvato, si spezza in un pianto quando realizza che avrebbe potuto salvarne altri se solo avesse venduto l’ultimo dei suoi averi, perché la vita di un singolo ebreo sarebbe valsa più di ogni sua ricchezza andata perduta. Menzione particolare all’interpretazione di Liam Neeson, il quale ha rivestito magistralmente i panni di Oskar Schindler.

L’attimo fuggente: Capitano, mio Capitano!

Scena tratta da un film che descrive la speranza nel domani, ma al contempo la godibilità dell’oggi, attraverso gli occhi di un gruppo di giovani studenti che sposano il concetto di vita del carpe diem. La memoria del giovane Neil, morto suicida, viene onorata dai suoi compagni, che nella scena finale del film si ribellano al sistema che ha voluto zittirli, levandosi sui banchi come il professore aveva loro insegnato: “Capitano, mio Capitano!” è tra le più celebri frasi del cinema americano.

Precious: il monologo di Monique

Qui lo spettatore assiste ad un monologo raggelante, che evidenzia la crudezza della pellicola: la madre di Precious, una giovane adolescente vittima degli abusi del patrigno, incolpa sua figlia di aver incitato il suo compagno a violentarla, sebbene la giovane donna avesse soltanto pochi anni di vita al tempo degli abusi; suscitando l’incredulità di chi la sta ascoltando, la donna confessa, inoltre, di aver lasciato che il suo compagno abusasse della sua bambina in silenzio, senza il minimo tentativo di fermarlo.

Il papà migliore del mondo: Lance trova Kyle

In questa scena estremamente toccante, il papà di Kyle trova il figlio adolescente privo di vita nella sua stanza, dopo un incidente domestico di natura grottesca. Quando Lance (interpretato da Robin Williams) assiste alla scena, si getta nella disperazione profonda e inumana che è comprensibile solo a un genitore che abbia perduto un figlio.

La scelta di Sophie: la decisione

Questa è indubbiamente tra le scene più strazianti presenti nella lista, nonché nella storia del cinema. Trattasi nuovamente di un film incentrato sul tema dell’Olocausto, ora vissuto nei panni di una madre che si trova costretta a prendere la decisione più drammatica della sua vita. Sophie è costretta a scegliere tra i suoi due figli, e la sua scelta determinerà la salvezza per uno, e la morte inevitabile per l’altra.

Ritorno dal nulla: scena con la madre

L’intensità di questa scena è data dall’interpretazione di un giovane – e già talentuoso – Leonardo DiCaprio, che riveste il ruolo di un tossicodipendente in preda ad una crisi d’astinenza, il quale implora sua madre di prestargli del denaro per procurarsi l’eroina; la reazione della madre mostra uno stato d’animo conflittuale, oscillante tra la volontà di lenire il patimento del figlio dandogli ciò che domanda, e la coscienza che quel gesto avrebbe placato il dolore soltanto temporaneamente, prima di rigettarlo nel baratro della tossicodipendenza.

Mystic River: il ritrovamento

Scena tratta dall’intricato thriller firmato Clint Eastwood, in cui il protagonista, Jimmy (interpretato da Sean Penn), si trova coinvolto in una drammatica tragedia quando scopre che il cadavere rinvenuto dalla polizia nel bosco appartiene proprio a sua figlia. L’interpretazione di Penn conferisce a questa scena un tono di grande intensità, che sviscera il momento della “scoperta” attraverso la rabbia, l’incredulità e, infine, la disperazione.

Le notti bianche: la scena finale

Questa splendida pellicola di Luchino Visconti, tratta dall’omonimo romanzo di Dostoevskij, racchiude perfettamente la sua drammaticità nella scena finale, in cui Natalia ritrova il suo amore lungamente atteso, lasciando Mario (interpretato da Marcello Mastroianni) nell’afflizione e nella sola consolazione di aver goduto di qualche istante di gioia insieme a lei.

La società della neve: la morte di Numa

Scena tratta da La Società della Neve (2023), un film basato sulla tragedia delle Ande (preceduto da Alive – Sopravvissuti, 1993). Il discorso di Numa, che attende ormai la sua morte, è un ritratto esemplare della solidarietà umana che caratterizza gli individui nelle circostanze più estreme; egli “offre” il suo corpo ai compagni, acconsentendo al fatto che se ne sarebbero potuti cibare per continuare a vivere. Il personaggio di Numa esprime un concetto di enorme dignità, che potrebbe motivare la scelta del regista di porre proprio la sua narrazione in prima persona: “Non c’è amore più grande di quello che dà la vita per i propri amici“.

 

Fonte Immagine in evidenza: copertina del film Manchester by the Sea su Prime Video

Articolo aggiornato il: 07 Gennaio 2026

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