Serie TV in russo: 2 consigli da vedere su Netflix

Serie russe: 2 imperdibili

In questo articolo vi consigliamo due serie TV in russo, ottime sia per una visione generalista, sia per fare pratica nell’ascolto del russo parlato. Si tratta di Sparta e Meglio di noi, entrambe disponibili su Netflix.

Tabella di confronto

Serie TV Genere e Caratteristiche
Sparta Thriller, Crime (8 episodi). Ideale per chi ama le atmosfere cupe e le indagini complesse, con un linguaggio moderno e giovanile.
Meglio di noi Fantascienza, Drammatico (16 episodi). Perfetta per gli amanti delle storie futuristiche e delle riflessioni sull’intelligenza artificiale.

1. Sparta (Спарта): thriller psicologico e realtà virtuale

La prima delle serie russe che consigliamo è Sparta. Si tratta di una serie tv thriller-crime, che ha anche vinto il premio come migliore serie russa nel 2019. Sparta, presentata su Netflix nel 2018, è una miniserie di soli 8 episodi ambientata in un liceo di San Pietroburgo.

La serie si apre con un tragico evento: la misteriosa morte di un’insegnante, che sembra suicidarsi lanciandosi da una finestra. Tuttavia, il detective del caso, Igor Krykov, è convinto che si tratti di un omicidio e avvia un’indagine determinata. A intralciare le investigazioni saranno gli stessi studenti, poco inclini a collaborare e ossessionati dal gioco di realtà virtuale “Sparta”, da cui la serie prende il nome. Proprio durante le indagini, il detective Krykov si troverà ad affrontare un mondo virtuale sempre più vicino e pericolosamente intrecciato alla realtà.

2. Meglio di noi (Лучше, чем люди): fantascienza e robotica

La seconda delle serie russe da guardare è Meglio di noi (titolo originale: Luchshe, chem lyudi). Si tratta di una serie tv di 16 episodi, pubblicata su Netflix come “Netflix Original” nel 2019.

Ambientata in una Mosca del 2029, Meglio di noi mostra una società in cui la vita umana è affiancata dalla presenza costante dei robot. CRONOS è una delle più importanti aziende robotiche russe e principale fornitore di androidi con sembianze umane, acquistati dai moscoviti per essere aiutati nei compiti quotidiani, ma anche per colmare mancanze affettive. All’inizio del primo episodio, la serie mostra le tre leggi della robotica di Isaac Asimov. Tuttavia, un robot empatico di nome Arisa sembra infrangere la prima regola: non causare danno agli esseri umani.

Arisa è un robot avanzato, con le sembianze di una donna e una capacità emotiva che gli altri modelli non possiedono. Accidentalmente, si lega a una bambina di nome Sonya e alla sua famiglia disfunzionale, dimostrando di essere disposta a violare qualsiasi regola pur di proteggerli a tutti i costi.

Fonte immagini: Netflix


Articolo aggiornato il: 26/08/2025

“`

Altri articoli da non perdere
Pieces of a Woman, il dolore dopo la tragedia
piece of a woman

Pieces of a Woman è un film diretto da Kornél Mundruczó , presentato in concorso alla 77ª Mostra internazionale d'arte Scopri di più

Gabriele Muccino, Gli anni più belli. Il nuovo emozionante film
Gabriele Muccino

A due anni dal suo ultimo lavoro A casa tutti bene, il regista romano Gabriele Muccino torna nelle sale cinematografiche Scopri di più

Le migliori serie analoghe a quelle Netflix

Vent’anni fa nasceva un servizio di noleggio postale di DVD, di nome Netflix, lo stesso che ad oggi rappresenta una Scopri di più

Golden Globe 2024, assegnati i premi per cinema e tv
Golden Globe 2024

I Golden Globe 2024 sono giunti all’81° edizione. Il 7 Gennaio, ora di Los Angeles al Beverly Hilton di Beverly Scopri di più

Il figlio del diavolo (Film, 2019) | Recensione
Il figlio del diavolo (Film, 2019) | Recensione

Il figlio del diavolo è un film horror del 2019 diretto da Pearry Reginald Teo, un regista singaporiano morto nel Scopri di più

Finale di Baby Reindeer, la spiegazione
Finale di Baby Reindeer, la spiegazione

Finale di Baby Reindeer, la spiegazione Baby Reindeer è una nuova miniserie televisiva targata Netflix, basata sulla storia vera di Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Paola Ciccarella

Vedi tutti gli articoli di Paola Ciccarella

Commenta