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Eroica Fenice

Smetto quando voglio – Masterclass

Smetto quando voglio – Masterclass

Dopo una lunga attesa il 2 Febbraio è arrivato nelle sale Smetto quando voglio – Masterclass, il secondo capitolo della trilogia diretta da Sydney Sibilia.
Si tratta di una commedia innovativa per il cinema italiano: una regia che riesce ad alternare, con il giusto ritmo, scene d’azione con momenti di tensione e comicità e una fotografia caratterizzata da un ottimo uso dei filtri. La storia, che per la tematica trattata rimanda in parte a Breaking Bad (menti eccellenti che si danno alla criminalità), incarna un progetto ambizioso e innovativo per il panorama italiano e non tradisce le aspettative. Smetto quando voglio – Masterclass ha finalmente il coraggio di rompere la monotona routine dell’usato sicuro che ha caratterizzato la commedia italiana degli ultimi anni dimostrando che si può far ridere in modo intelligente. Del resto, che il cinema italiano stesse finalmente imboccando una strada nuova e più interessante era già stato testimoniato da film come “Lo chiamavano Jeeg Robot”, “Suburra”, “Perfetti sconosciuti” e “Non essere cattivo”. Tuttavia, il nuovo film di Sibilia ha una marcia in più, sia  per l’essere parte di una trilogia, sia per la presenza di personaggi a cui ci si affeziona e in cui è facile immedesimarsi grazie ad un cast eccezionale. Mentre nel primo film veniva dedicata molta attenzione alla rappresentazione di una società incapace di sfruttare l’infinito potenziale dei brillanti ricercatori, nel secondo capitolo della trilogia questo aspetto viene messo da parte per lasciare spazio alle scene d’azione e alla costruzione di un impianto narrativo ancora più interessante. Del resto, le competenze della banda nei vari campi del sapere continuano ad essere strumentali alla costruzione di scene che, a tratti, sono esilaranti.

La trama di Smetto quanto voglio – Masterclass

Dopo l’improbabile avventura nel mondo dell’illegalità, la banda dei ricercatori universitari guidata dal neurobiologo Pietro Zinni (Edoardo Leo) viene riunita per una nuova avvincente missione: collaborare con la giustizia individuando 30 smart drugs e le bande che le producono per ottenere una fedina penale pulita e la libertà. Data la difficoltà dell’obiettivo da raggiungere, alla banda si uniscono un anatomista che sfrutta le sue conoscenza in maniera “creativa” (Marco Bonini), un avvocato specializzato in diritto canonico (Rosario Lisma) e un laureato in ingegneria meccatronica (Giampaolo Morelli). I nuovi personaggi si aggiungono ad un gruppo di menti brillanti, caratterizzato dalla presenza di un chimico (Stefano Fresi), due esperti di semiotica interpretativa e epigrafia latina (Lorenzo Lavia e Valerio Aprea), l’archeologo (Paolo Calabresi), il laureato in macroeconomia dinamica (Libero De Rienzo) e l’antropologo (Pietro Sermonti).
Il dialogo ufficioso tra la banda e lo Stato è favorito dall’ispettrice Paola Coletti (Greta Scarano), presenza femminile che si unisce a quella della moglie del neurobiologo (Valeria Solarino). Nel finale si intravede per la prima volta un  insolito nuovo cattivo (Luigi Lo Cascio) che, molto probabilmente,  avrà un ruolo chiave nel capitolo finale della saga.

Anche nella promozione Smetto quando voglio – Masterclass si è contraddistinto per l’originalità. La pagina facebook del film ha raccolto immediatamente le razioni social del pubblico, sono state create immagini e poster divertenti (talvolta facendo riferimento ad altri film o serie come nel caso di Stranger Things), è stato creato un gioco e nelle edicole è uscito un bellissimo fumetto di Giacomo Bevilacqua con quattro diverse cover ad opera di Roberto Recchioni, Riccardo Torti, Zerocalcare e dello stesso Bevilacqua.

Insomma, la commedia che torna finalmente a volgere lo sguardo verso l’attualità affrontandola col sorriso, non solo non delude le aspettative ma ne crea di nuove per “Smetto quando voglio – Ad Honorem”.

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