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The Greatest Showman | Recensione

The Greatest Showman è un film musical del 2017 che racconta la storia di P. T. Barnum, imprenditore e circense del XIX secolo, con protagonisti di grandissima fama quali Hugh Jackman, Zendaya, Zac Efron e Michelle Williams.

Il film

Creato da Jenny Bicks e Bill Condon, e diretto da Michael Gracey, The Greatest Showman si basa, anche se prendendosi moltissime libertà, sulla storia di Phineas Taylor Barnum, intrattenitore e fondatore della compagnia circense Barnum & Bailey Circus. Il circo, fondato nel 1871, divenne famoso grazie all’impiego di persone con difetti fisici o handicap come artisti e protagonisti degli spettacoli, rientrando in una tendenza del mondo dello spettacolo molto diffusa in Inghilterra in quel periodo, quella dei fenomeni da baraccone o freak show.

La trama

P. T. Barnum, interpretato da Hugh Jackman, nasce da una famiglia povera nel XIX secolo, diventa mendicante alla morte del padre e lavora ovunque per potersi guadagnare da mangiare. Sin da bambino si innamora di una bellissima nobile, Charity, ma viene costantemente umiliato dal padre di lei per essere povero e di una classe sociale bassa. Riesce però a trovare un lavoro e a sposare la ragazza, portandola via dalla sua famiglia, e a costruire con lei un nuovo e accogliente focolare con due bellissime bambine. Questo complesso di inferiorità nei confronti della famiglia della moglie e in generale della società, lo porteranno a cercare di controbilanciare la sua posizione ottenendo sempre più fama, denaro e riconoscimenti. Dopo aver perso il lavoro per uno sfortunato incidente, chiede un prestito ad una banca e compra un museo, che inizialmente non ha molto successo, spingendo Barnum a dover cercare una nuova forma di intrattenimento fruttuosa per rilanciare le proprie ambizioni sociali.

I fenomeni da baraccone: i freaks

Un elemento molto importante presente in questo film, ma altamente romanticizzato rispetto alla storia originale del circo, è quello della figura dei freaks. Sono persone emarginate, discriminate dalla società perché diverse, perché troppo basse, troppo alte, troppo grosse, troppo al di fuori dei canoni di bellezza. Vengono considerati inoltre come freaks anche due personaggi neri, aggiungendo una connotazione razziale al rifiuto e all’emarginazione di questi artisti. Nel film Barnum vede in loro del potenziale, riesce ad andare oltre a ciò che gli altri vedono in superficie, innalzando la loro autostima e facendo riscoprire loro un senso alle loro vite fin troppo trascurate. Li fa finalmente sentire orgogliosi delle loro particolarità, trasformandole da motivo di vergogna a qualcosa di cui essere fieri. 

Perché guardare The Greatest Showman?

È un film sull’amare se stessi, amare ogni parte di sé, non determinando la propria identità in base all’opinione degli altri o di perfetti sconosciuti. Barnum cercava disperatamente l’approvazione dei critici e del pubblico perché non si sentiva all’altezza, non si è mai sentito all’altezza dei nobili e dei ricchi, per tutta la sua vita, ma si rende conto alla fine, che non è quello ciò che conta veramente. The Greatest Showman è un’opera cinematografica emozionante e con un messaggio semplice ma estremamente importante, con delle canzoni bellissime e perfettamente incastonate nella trama, fondendosi in un unico grande spettacolo. Il film è stato un incredibile successo al Box Office, guadagnando quasi 500 milioni di dollari, con moltissime candidature alle più rinomate kermesse cinematografiche. Difatti, ha conquistato un Grammy per la sua colonna sonora e un Golden Globe per la migliore canzone originale, grazie al brano This is me. 

Fonte immagine: Rai.it

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