Trilogia Teenage Apocalypse di Gregg Araki | Recensione

La trilogia Teenage Apocalypse di Gregg Araki

Gregg Araki è uno dei principali rappresentanti del movimento New Queer Cinema e tra i suoi film più conosciuti c’è Mysterious Skin, un film fortemente apprezzato dalla critica mondiale. Lo stile di Gregg Araki ha sicuramente influenze punk, prende spunto dalla pop art, è molto aesthetic, edonistico e surreale. Il termine psichedelico è forse il più corretto per definire i film di Gregg Araki.

Parte della sua produzione comprende questa trilogia Teenage Apocalypse: si tratta di tre film che non sono necessariamente collegati o sequel gli uni degli altri ma che sono molto simili da un punto di vista estetico e stilistico e c’è una sorta di filo conduttore tra loro.

I tre film della trilogia Teenage Apocalypse

Il primo è Totally Fucked Up, il secondo è Doom Generation e il terzo e l’ultimo è Nowhere, usciti rispettivamente nel 1993, 1995 e 1997.

L’attore James Duval, probabilmente musa ispiratrice del regista, è presente in tutti e tre i film, interpretando un personaggio centrale. Ogni film non ha una vera e propria trama strutturata.

La trilogia Teenage Apocalypse di Gregg Araki
James Duval in una scena di Doom Generation (Wikipedia)

Totally Fucked Up (1993) ha sicuramente avuto un budget ridotto rispetto a quello che Gregg Araki ha realizzato in seguito: il film parla semplicemente di un gruppo di adolescenti queer di Los Angeles ed è costruito sotto forma di video diario. Uno dei protagonisti sta realizzando un documentario su come vivono la loro vita, come sono in comunità tra loro, il gergo che usano e tutte le avventure che combinano insieme.

Anche Doom Generation (1995) non è molto strutturato: parla di una giovane coppia che incontra un uomo abbastanza pazzo, iniziando un’avventura on the road con lui. Accade qualcosa di piuttosto illegale che sfugge al loro controllo e sono costretti a passare il resto del film essenzialmente in fuga.

Nowhere (1997) tratta ancora una volta di un gruppo di adolescenti queer, di come vivono la loro vita, come si divertono, e il culmine dell’intero film è che quella sera tutti parteciperanno a una grande festa folle.

Perché vedere la trilogia

Uno dei vantaggi di guardare questi tre film è osservare il linguaggio usato dai personaggi: il gergo e i dialoghi sono estremamente affascinanti e consiglierei infatti di guardarli in lingua originale. Ad esempio, quando si parla di genitali si usa un gran numero di slang o eufemismi, parole che non si usano più ma che probabilmente in quelle comunità degli anni ’90 erano molto comuni. Anche i soprannomi che questi personaggi si danno a vicenda sono molto interessanti, soprattutto nel film Nowhere quasi nessuno usa il suo vero nome, e i loro soprannomi sono “Lucifer”, “Egg”, “Handjob” e così via.

In generale, i film sono molto surreali e questo si nota molto nelle immagini, nelle scenografie, nelle camere dei personaggi e nella città che li circonda; tutto ciò è estremamente affascinante da guardare.

I cartelloni pubblicitari o le insegne dei negozi sono un altro filo conduttore che collega i film: i personaggi passano davanti a insegne di negozi che fanno riferimento a cose brutte che potrebbero accadere a loro (quasi come dei presagi). Ad esempio, c’è una scena in Doom Generation in cui i personaggi entrano in un minimarket con un cartellone gigante con scritto “Shoplifters will be executed” (I taccheggiatori saranno giustiziati). Ci sono piccoli dettagli come questo anche in Nowhere: una grande panchina dell’autobus con la scritta “God help me” (Dio mi aiuti).

La trilogia Teenage Apocalypse di Gregg Araki
Scena tratta dal film Nowhere (screen video Youtube)

Osservando alcune scene e le varie ambientazioni, è quasi come guardare installazioni artistiche ed è chiaro che c’è stato un ampio studio dietro. Ogni piccolo dettaglio in questi film è così ben pensato e coerente con questa strana bolla che Gregg Araki sta creando.

Un altro aspetto fondamentale è la presenza di personaggi queer: in tutti i film del regista sono presenti personaggi queer, si tratta infatti di un tema ricorrente: ciò che accadeva negli anni ’90 e che lo spinse a realizzare questi film (ferventi esponenti della destra, politici omofobi, crimini d’odio) è ancora molto diffuso oggi.

In un’intervista, Araki spiega quanto sia triste che i suoi film non sembrino più datati, perché tutte quelle situazioni che quegli adolescenti affrontavano sono ancora diffuse, se non di più, nella società odierna.

A parte l’allettante scenografia, le cose che accadono in questi film della trilogia Teenage Apocalypse sono così strane e bizzarre che chiunque abbia una mente aperta sarebbe assolutamente entusiasta di guardarle.

Fonte immagine in evidenza: The Criterion Channel

Fonte immagine: Wikipedia

Fonte immagine: screen video Youtube 

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