Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Cinque curiosità sul Carnevale

Quella del Carnevale è una festa che da secoli coinvolge grandi e piccini con le sue vistose decorazioni e la sua allegria travolgente, ma ci sono molti aspetti di questa festa che (forse) ignoriamo e molte curiosità sugli usi e le tradizioni in riferimento ad essa.

Ecco la nostra classifica delle cinque curiosità sul Carnevale

Quali sono le origini del Carnevale?

Questa festa risale al mondo antico e trova i suoi primi precedenti nelle dionisiache greche e i saturnali romani. Durante queste celebrazioni si scioglievano temporaneamente gli obblighi e le gerarchie sociali, motivo per il quale un contadino poteva diventare un aristocratico e viceversa. L’importanza di questa festa sta appunto nei simboli che porta: il dominio del caos, il capovolgimento dell’ordine, la violazione dei divieti e la coincidenza dei contrari. Durante le cerimonie carnevalesche, diffuse presso i popoli indoeuropei e mesopotamici, il ritorno al caos primordiale diventava metafora di rigenerazione e implicava una circolazione metafisica tra cielo, terra e inferi. Durante i saturnali romani veniva eletto un princeps, una caricatura della classe nobiliare al quale si conferiva ogni potere per il giorno dei festeggiamenti.

Le maschere e i carri allegorici

La tradizione dei travestimenti trova spiegazione nell’intercorso tra vivi e morti durante la giornata della festa. Le maschere hanno significato apotropaico: alle anime degli inferi vanno prestati dei corpi provvisori per fare in modo che esse non diventino pericolose. L’uso di costumi sembra quindi essere legato al mondo degli Inferi; per esempio le origini di Arlecchino, famosa maschera bergamasca, risalgono all’esorcizzazione tramite il riso e la burla del demone sotterraneo Alichino.
In tema con i Saturnali romani, anche i carri allegorici in origine rappresentavano le forze del caos che dominano il cosmo.

Perché a Carnevale giochiamo con i coriandoli?

Nella maggior parte delle lingue i coriandoli sono stranamente noti come “confetti” ed è qui che va cercata l’origine della tradizione. Nel Rinascimento, in Italia, durante i matrimoni e durante il Carnevale si usava lanciare confetti che erano anche chiamati ‘coriandoli’ perché al posto della mandorla nei dolcetti si era soliti utilizzare anche i semi della pianta del coriandolo. L’idea dell’adattamento a cerchi di carta si deve all’inventiva di un ingegnere milanese che, nella seconda metà del 1800, iniziò a commercializzare questo prodotto, ricavato dalle carte traforate utilizzate nell’allevamento del baco da seta.

«Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza»

Sono queste le parole più famose della ballata di Lorenzo de Medici (Trionfo di Bacco e Arianna) che, nella Firenze medicea del XV secolo, componeva insieme ad altri artisti canti carnevaleschi, ossia canzoni a ballo che accompagnavano le grandi mascherate che venivano organizzate. Questi canti vengono ripresi in tutte le località dell’Italia nelle quali il chiasso e lo schiamazzo, nonché la musica e il ballo, sono alla base della festa.
Anche l’usanza di carri allegorici è ancora in uso in moltissime città ma la tradizione è stata attualizzata; i carri, realizzati in cartapesta, raffigurano per esempio caricature di politici e personaggi dello spettacolo.
Un rituale antichissimo di purificazione è, invece, rappresentato dalla messa al rogo di un fantoccio che rappresenta il Re Carnevale; questa funzione è solta ancora in alcune città italiane ed europee. Ad Agnone, in Molise, il fantoccio viene trasportato, sopra un carro, per le vie del paese tra canti, suoni e schiamazzi; giunto in piazza viene processato e condannato a morte ma prima dell’esecuzione, nel far testamento, rivela tutte le malefatte della comunità.
La tradizione più celebre è quella della degustazione delle chiacchiere, dolci che hanno origine nella Roma antica. L’origine delle chiacchiere può essere anche napoletana. Probabilmente vengono preparate per il carnevale a causa dell’estrema facilità della loro preparazione. Questi dolci sono diffusi in tutt’Italia ed esistono circa 40 nomi diverse per designarle nei vari dialetti regionali.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!